Rapinatore “steso” dalle chiacchiere della sua vittima: si sente male e rinuncia al colpo
TORINO (9 dicembre) - Un libraio 40enne di Torino ieri mattina ha steso con le sue chiacchiere il rapinatore che aveva deciso di portargli via l'incasso, convincendolo a rinunciare al colpo. Non solo: il rapinatore, cappuccio regolamentare in testa, si è sentito male e ha chiesto al libraio di chiamargli un'ambulanza.
Intorno alle 12 di ieri un italiano di 37 anni, armato di coltello e di una pistola giocattolo, è entrato in una libreria del centro intimando al titolare di consegnargli l'incasso. Il titolare però ha iniziato a chiacchierare. «Periodaccio questo - ha detto al bandito - si fanno pochi affari». «Va male anche a me» ha risposto l'altro che dopo un po', stordito dalle parole, non soltanto ha desistito ma si è sentito male e ha chiesto che venisse chiamata un'ambulanza. I carabinieri lo hanno denunciato a piede libero.
«Non ti hanno insegnato a chiedere le cose per favore? Adesso esci di qui e, se vuoi qualcosa, me la chiedi in modo cortese», ha detto il libraio al rapinatore. «Tu non hai capito: io voglio i tuoi soldi», ha replicato quello, subito zittito dal libraio. «Se prima avrei voluto aiutarti - gli ha detto - adesso non lo faccio proprio più. Anche per me si tratta di un periodo duro: devo ancora pagare tutto e certamente non navigo nell'oro». I due hanno chiacchierato per circa 25 minuti e alla fine il rapinatore ha detto di sentirsi male per uno stato di ansia: «Potresti chiamarmi un'ambulanza?». Dopo l'arrivo dei soccorsi e la denuncia, l'uomo è stato trattenuto in ospedale in osservazione.
Potrebbe sembrare una storiella divertente, una di quelle che popolano la rubrica "Strano ma vero" della Settimana Enigmistica... Ed invece è una storia tristissima, un segno dei tempi che stiamo vivendo...
Una storia di disperazione, disperazione dell'aspirante rapinatore ( uno che cerca di rubare in una libreria...in un Paese come il nostro dove nessuno compra libri... ) e del libraio che, anche lui, è talmente dissanguato dalla crisi che non ha paura neanche delle minacce armate pur di difendere il suo povero incasso....
Mi piacerebbe conoscere la storia di questo rapinatore, conoscere la sua vita fino a questo momento: magari una vita "normale", entrata in crisi per un licenziamento o una cassa integrazione.. Magari si è sentito male perchè da troppo tempo digiuno, magari aveva dei figli a casa che lo aspettavano e niente da mangiare da portargli...
Non so, mi ha molto colpito questa storia... perchè mi fa riflettere sul fatto che quando leggo le statistiche dei poveri, dei senza lavoro, dei cassintegrati con famiglia a carico e mutuo da pagare, dietro ognuna di quelle cifre ci sono uomini in carne ed ossa... Che, da un momento all'altro, potrebbero essere protagonisti di una storia così, di "ordinaria" disperazione....


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in un Paese come il nostro dove nessuno compra libri... ) e del libraio che, anche lui, è talmente dissanguato dalla crisi che non ha paura neanche delle minacce armate pur di difendere il suo povero incasso....
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