Ciao a tutti...una mia amica diplomata sta seguendo un corso triennale per counselor.....le hanno detto che dopo ci sara' un'iscrizione all'albo ed e' riconosciuto....io ho dei dubbi qualcuno di voi ne sa di piu'?Grazieeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee
Questa discussione si intitola counselor nella sezione Orientamento alla formazione post-lauream, appartenente alla categoria I forum dei neo-laureati e professionisti della Psicologia; Ciao a tutti...una mia amica diplomata sta seguendo un corso triennale per counselor.....le hanno detto che dopo ci sara' un'iscrizione ...
Ciao a tutti...una mia amica diplomata sta seguendo un corso triennale per counselor.....le hanno detto che dopo ci sara' un'iscrizione all'albo ed e' riconosciuto....io ho dei dubbi qualcuno di voi ne sa di piu'?Grazieeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee
credo che l'iscrizione all'albo nn sia regolamentata per legge...si aspetta infatti questo...










ma forse se chiei in un'altra stanza, ti sanno dire di più
quando arriva Ivan (il moderatore) magari te la sposta
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www.milanopsicologa.it
Io credo che le pietre respirino. Non possiamo percepirlo con le nostre brevi vite.
Siamo tutti nella fogna, ma alcuni di noi guardano alle stelle (Oscar Wilde)
Te lo sposto in SPORTELLO DI ORIENTAMENTO POST-LAUREAM, credo vada bene!![]()

Riconosciuto da chi?Originariamente postato da monica123
Ciao a tutti...una mia amica diplomata sta seguendo un corso triennale per counselor.....le hanno detto che dopo ci sara' un'iscrizione all'albo ed e' riconosciuto....io ho dei dubbi qualcuno di voi ne sa di piu'?Grazieeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee
Se la domanda e' "riconosciuto dallo stato italiano come titolo avente un qualsiasi valore giuridico" la risposta e' assolutamente no.
Se la domanda e' "il counselor e' una figura avente un riconoscimento scientifico come tecnica efficace" mi risulta che la risposta sia un si.
Chiunque puo' costituire un albo (nel senso di elenco di nominativi), e poi richiederne una ufficializzazione, ma .....
L'ufficializzazione di una professione significa che esiste una legge approvata dallo stato che sancisce quella professione.
Prova a chiederle: "il counselor e' riconosciuto, bene, con quale legge?"...... non troverai nessuna risposta.
Un abbraccio,
Stefano
Scusa, Stefano, ma la differenza non la fa il fatto che un albo inteso come "elenco nominativo" sia o meno riconosciuto dall'Ordine della regione di apparteneza?
Cerco di spiegarmi meglio: se è l'Ordine regionale che deve approvare l'apposizione di un titolo aggiuntivo sulla, mettiamo, targa dello studio dello psicologo, allora è importante che l'ente promotore del corso di "qualcosa" sia riconosciuto valido da quell'Ordine.
Vista in quest'ottica i dubbi di monica123 non sono poi così peregrini, correggimi se sbaglio.
l'albo dei counsellor è in via di definizione legale per il riconoscimento da parte dello Stato, quindi presto dovrebbe aversi un Albo istituito e riconosciuto legalmente a tutti gli effetti dove potranno iscriversi coloro i quali frequentano apposite Scuole di Formazione o Master...
nel maggio 2002 la S.I.Co. (Società Italiana Counseling) è stata chiamata dal CNEL (Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro) a far parte della Consulta delle professioni non regolamentate.
il fatto che un'associazione che rappresenta una specifica professione sia chiamata nella Consulta delle professioni non regolamentate, di per sè può voler dire che quella professione esiste autonomamente rispetto a quelle regolamentate
ad oggi non esistono Albi del counseling o profili professionali regolamentati, ma solo una professione in via di definizione e con una sua autonia...
detto ciò, concludo specificando che - da psicologo del lavoro - nn voglio e non sono in grado di adentrarmi nei contenuti specifici, ma una domanda mi sorge spontanea![]()
Quali sono le differenze tra uno Psicologo Clinico ed un Counselor in termini di competenze professionali, ambiti di azione, tipologie e contesti di intervento e così via?
L'unica cosa che so per certo è: uno Psicologo Clinico deve fare un percorso universitario di 5 anni, iscriversi ad un Ordine e sborsare un botto di soldi, mentre Counselor si diventa in tre anni e spendendo molto di meno![]()
Insomma, vorrei capire se in prospettiva questa è l'ennesima situazione in cui professioni affini ci vengono a mangiare il "nostro sudato pane"... poi lasciamo stare il fatto che anche gli psicologi facciano corsi di counseling, perché lì sono basse questioni di business che a noi poveri "discenti" non è dato sapere![]()
per dovere di cronaca e per sincera trasparenza, anche con OPs abbiamo proposto tempo addietro un percorso formativo sul counseling... non è partito e sinceramente mi rincuora in quanto solo in seguito abbiamo avuto modo di approfondire aspetti in merito...
insomma, aspetto vs risposte alla mia ingenua domanda![]()
un saluto e buona serata,
nicola![]()
La questione che hai affrontato nico credo sia molto spinosa.
Io sono un laureando in psicologia (ancora per poco) che da settembre frequenterà un corso di counselling clinico biennale.
Il titolo che mi fornirà è riconosciuto dall'odine degli psicologi, e dalla società italiana di counselling.
Essenzialmente imparerò ciò che l'università non mi ha saputo dare: la pratica.
Personalmente trovo inamissbile che uno psicologo non preparato anche su questo versante incontri dei pazienti.
Proprio per questo ho scelto di iscrivermi a questo corso in cui imparerò nei fatti a fare un colloquio, imparerò la testistica, tecniche specifiche, usufrurò di un gruppo di psicologi per confrontarmi (Balint) su questioni teoriche e pratiche, avrò a disposizione docenti qualificati da supervisori, e un tirocino SERIO.
Mi mancano pochissimi esami ed io stesso ho affrontato una terapia personale (dove evidentemente apprendi il modo di far "terapeutico") eppure non mi sento ancora pronto per fare questo delicato lavoro. Per questo mi sono mosso per tempo.
Sperando che serva.
Per rispondere in breve alla tua domanda.
Il counselor fa le cose che potrebbe già fare uno psicologo burocraticamente.
Il discorso è che credo che nessun psicologo (o quasi) appena laureato, senza esperienza, sia in grado di lavorare autonomamente, aprendosi uno studio, come fa qualcuno.
La mia coscienza non me lo permetterebbe, anche se lo stato si.
D'altra parte, già in altri post, sottolineavo il fatto, che chi ha uno studio privato da psicologo, difficilmente non scivolerà nella psicoterapia, specie se vede il clinete più di qualche volta.
D'altronde non credo sia lo psicologo a decidere se quello che fa sia o meno psicoterapia.
Probabilmente chi lo decide (implicitamente, simbolicamente) è proprio chi richiede gli incontri.
In realtà è proprio la frequenza degli incontri (seppur esistono terapie brevi) e la gravità della sintomatologia che sembrano differenziare il lavoro dello psicologo (e/o consoler) da quello del terapista.
Al di là di queste coordinate (per altro ampiamente flessibili e facilmente mal interpretabili) credo che uno psicologo, in uno studio privato, non possa far altro che terapia (più o meno esplicitamente).
Santiago
"Soltanto i pesci non sanno che è acqua quella in cui nuotano, così gli uomini sono incapaci di vedere i sistemi di relazione che li sostengono" L. Hoffmann
Posso chederti presso quale scuola fai questo corso?
ciao santiago,Originariamente postato da Santiago
La questione che hai affrontato nico credo sia molto spinosa.
Io sono un laureando in psicologia (ancora per poco) che da settembre frequenterà un corso di counselling clinico biennale.
Il titolo che mi fornirà è riconosciuto dall'odine degli psicologi, e dalla società italiana di counselling.
Essenzialmente imparerò ciò che l'università non mi ha saputo dare: la pratica.
sono daccordo che questi ulteriori due anni ti daranno quella pratica che il percorso universitario non è riuscito a passare, ma penso che anche altri corsi specialistici di Psicologia possano riuscire nell'intento...
quello che dico io (perdonatemi e/o correggetemi se sbaglio) è che - più o meno - chiunque si può fare un bel triennale di counseling e cominciare la propria attività. Allora mi chiedo: perché noi Psicologi abbiamo dovuto fare (oltre ai tuoi due anni) 5 anni di università per poi poter fare - più o meno - le solite cose di chi ne ha fatti solo 3?!?
O altrimenti: perché noi psicologi permettiamo che ciò accada ed addirittura nostri colleghi (che guarda caso hanno scuole specialistiche) continuano ad alimentare questa situazione ambigua?
un saluto,
nico
Effettivamente un counsoler clinico che non abbia dietro di sè degli studi psicologici ritengo che sia poco affidabile (a meno che riesca a compensare le sue carenze con particolari doti personali, con uno studio e un interesse proprio...ecc ecc...)
Nel corso che frequenterò sono tutti psicologi, tranne io, perchè non sono ancora laureato, e una ragazza laureata in filosofia (mi sembra ad indirizzo psicologico).
D'altra parte vorrei ricordare che le nuove lauree sono Triennali, e se non sbaglio, appena terminata potranno anch'essi aprire uno studio (una follia! per me...).
Eppure credevo che psicologia, occupandosi della salute, al pari di medicina, non potesse stravolgere passare dai 5 ai 3 anni...
3 o 5 anni, l'università non prepara al mondo del lavoro.
Certo che esistono altri corsi e master che preparano alla pratica.
La vera tristezza che è questo dovrebbe essere onere dell'università.
Ho studiato Freud in tutte le minestre, ma nessuno mi ha fatto vedere come operasse...
E' da lì che si impara!
Santiago
P.S. Sono comunque un appassionato di teorie... Ma non sono tanto d'accordo con Lewin, quando diceva che "non c'è niente di più pratico di una teoria". A mio parere non c'è niente di più pratico di una teoria "applicata"!
"Soltanto i pesci non sanno che è acqua quella in cui nuotano, così gli uomini sono incapaci di vedere i sistemi di relazione che li sostengono" L. Hoffmann
Santiago, posso sapere dove ti sei iscritto per il corso di counseling?

La domanda era: "una mia amica diplomata sta seguendo un corso triennale per counselor".Originariamente postato da Eowin
Scusa, Stefano, ma la differenza non la fa il fatto che un albo inteso come "elenco nominativo" sia o meno riconosciuto dall'Ordine della regione di apparteneza?
Cerco di spiegarmi meglio: se è l'Ordine regionale che deve approvare l'apposizione di un titolo aggiuntivo sulla, mettiamo, targa dello studio dello psicologo, allora è importante che l'ente promotore del corso di "qualcosa" sia riconosciuto valido da quell'Ordine.
Vista in quest'ottica i dubbi di monica123 non sono poi così peregrini, correggimi se sbaglio.
Forse mi sbaglio, ma io ho pensato: se l'amica e' diplomata presumo che non sia laureata, quindi tantomeno psicologa.
A questo punto non capisco cosa centra il nostro ordine.
Se invece un collega vuole inserire nella targhetta la dicitura "counselor", lo deve chiedere al proprio ordine, ma a quel punto non e' l'elenco ad essere riconosciuto, ma il corso stesso (ed il termine counselor).
A presto,
Stefano

A me pare evidente una violazione della normativa vigente.Originariamente postato da nico
quello che dico io (perdonatemi e/o correggetemi se sbaglio) è che - più o meno - chiunque si può fare un bel triennale di counseling e cominciare la propria attività. Allora mi chiedo: perché noi Psicologi abbiamo dovuto fare (oltre ai tuoi due anni) 5 anni di università per poi poter fare - più o meno - le solite cose di chi ne ha fatti solo 3?!?
A parte questo (che e' importante) noi come psicologi abbiamo molti strumenti in piu'.
Non parlo solo della possibilita' di fare diagnosi, dell'utilizzo di strumenti validati, del riconoscimento sociale.
Scusatemi ma credo ci sia una notevole differenza, anche pratica, tra chi ha 5 anni di psicologia + un corso, e chi ha solo quest'ultimo (per quanto possa essere fatto bene il corso).
Poi stiamo attenti a non avvallare noi per primi questo "giochino".
Non credo proprio fosse quello che volevi dire, ma sembra quasi di capire che i furbi sono loro e noi i fessi.
Bene, io sono molto contento di essere tra i fessi.
Forse sbaglio ma facendo come ho fatto sono tranquillo con me stesso (e la mia coscenza).
Forse sbaglio, ma sono convinto di avere una preparazione professionale superiore alla loro.
Forse sbaglio, ma credo ancora che le persone si rendano conto se tu lavori bene oppure no.
Anche qui a me pare evidente una violazione della nostra normativa.Originariamente postato da nico
O altrimenti: perché noi psicologi permettiamo che ciò accada ed addirittura nostri colleghi (che guarda caso hanno scuole specialistiche) continuano ad alimentare questa situazione ambigua?
Perche' diversi colleghi lo fanno?
Penso per soldi, o perche' siano convinti che l'universita' non sia poi cosi' importante in quanto la reputano comunque poco formativa, e quindi "trascurabile" (o per tutti e due i motivi).
In ogni caso non lo so, ho tirato ad indovinare.
Anch'io sono appassionato di teorie, ma al contrario di te quella frase di Lewin mi piace molto.Originariamente postato da Santiago
P.S. Sono comunque un appassionato di teorie... Ma non sono tanto d'accordo con Lewin, quando diceva che "non c'è niente di più pratico di una teoria". A mio parere non c'è niente di più pratico di una teoria "applicata"!
A proposito, ne' hai saltato un pezzo importante:
"non c'è niente di più pratico di una buona teoria"
Ovvero una teoria per poter essere considerata "buona" deve darti soluzioni pratiche.
Un abbraccio,
Stefano