Buonasera Augusta,
sono io a ringraziarla per essersi aperta così tanto in questo spazio del forum su aspetti della sua vita così intimi che immagino sia difficile condividere apertamente.
Lei ci dice che le piacerebbe potersi permettere di non fare nulla una volta tornata a casa, sicuramente c’è chi sa godersi il dolce far niente, comodamente sdraiati sul divano, c’è chi invece ha bisogno di “fare qualcosa” per rilassarsi e vivere un piacevole momento di benessere, mi sembra però di capire che lei passa dalle cose che si devono fare al pensiero di non fare nulla, riesce ad immaginare qualcosa “da fare” che sia però un piacere e non un dovere come fare le faccende di casa?
Da quanto ci racconta le piacerebbe avere un’alimentazione “normale” e cioè “mangiare colazione pranzo e cena, nelle giuste, soddisfacenti quantità e qualità” ma quando è da sola le capita o di fare merende esagerate come le definisce lei o di dover saltare la cena per compensare, da questo e dai post precedenti sembra che lei viva un “tira e molla” tra piacere quando mangia e il bisogno di controllarsi.
Io le vorrei dire solamente che a volte si innesca un circolo vizioso: più ci si controlla, ci si vuole limitare, ci si dice di no a tavola e più può nascere come reazione la perdita di controllo (una volta aver iniziato a mangiare) con possibilità che si mangi troppo, fino ad abbuffarsi.
Le vorrei domandare una cosa, dietro al suo bisogno di non esagerare a tavola, ci sono preoccupazioni per la sua forma fisica? Com’è il rapporto con il suo corpo?
Pamela Serafini
Ordine degli Psicologi del Lazio n. 14572


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