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a cosa devo pensare

Questa discussione si intitola a cosa devo pensare nella sezione Alimentazione, appartenente alla categoria Salute e benessere psicologico; Da quanto ci racconta, non le va giù di far salire l’ago della bilancia nonostante sia magra e teme che ...

  1. #31
    Pamela Serafini potrebbe presto diventare famosoPamela Serafini potrebbe presto diventare famosoPamela Serafini potrebbe presto diventare famoso
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    Riferimento: a cosa devo pensare

    Da quanto ci racconta, non le va giù di far salire l’ago della bilancia nonostante sia magra e teme che se accettasse di mangiare insieme alle sue amiche, non riuscirebbe a dire di no al cibo, mangiando più di quanto vorrebbe. In un post precedente ci ha detto anche che fa attività fisica, almeno un’ora al giorno, questo mi fa pensare che per lei sia molto importante la forma fisica.

    È sempre stata così attenta a non aumentare di peso? O è una preoccupazione recente?

    Ha parlato di queste sue preoccupazioni con la psicologa che la segue?

    Lei dice che vede poco le amiche più care, quelle con cui le piace stare, mentre si trova a frequentare delle persone che sono poco più che conoscenti, crede che se le frequentasse di più, condividendo con loro più tempo, potrebbero diventare delle amiche?

    Mi ha colpito molto quando ha scritto che rifiuta un cibo condiviso e strutturato ma che più facilmente spilucca anche se è una cosa che la manda in bestia. A volte l’esigenza di spiluccare continuamente può legarsi proprio al fatto che non si mangia durante i pasti “canonici” (colazione, pranzo e cena).


    Mi domando se lei cucina mai per se stessa e se le piace farlo.



    Pamela Serafini
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  2. #32
    Matricola Augusta4748 è sulla buona strada
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    Riferimento: a cosa devo pensare

    ecco...ad esempio adesso mi sono mangiata di nascosto nutella, biscotti e altre robe... e non so perchè...a pranzo avevvo mangiato troppo poco?

  3. #33
    Matricola Augusta4748 è sulla buona strada
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    Riferimento: a cosa devo pensare

    Citazione Originalmente inviato da Pamela Serafini Visualizza messaggio
    Da quanto ci racconta, non le va giù di far salire l’ago della bilancia nonostante sia magra e teme che se accettasse di mangiare insieme alle sue amiche, non riuscirebbe a dire di no al cibo, mangiando più di quanto vorrebbe. In un post precedente ci ha detto anche che fa attività fisica, almeno un’ora al giorno, questo mi fa pensare che per lei sia molto importante la forma fisica.

    È sempre stata così attenta a non aumentare di peso? O è una preoccupazione recente?

    Ha parlato di queste sue preoccupazioni con la psicologa che la segue?

    Lei dice che vede poco le amiche più care, quelle con cui le piace stare, mentre si trova a frequentare delle persone che sono poco più che conoscenti, crede che se le frequentasse di più, condividendo con loro più tempo, potrebbero diventare delle amiche?

    Mi ha colpito molto quando ha scritto che rifiuta un cibo condiviso e strutturato ma che più facilmente spilucca anche se è una cosa che la manda in bestia. A volte l’esigenza di spiluccare continuamente può legarsi proprio al fatto che non si mangia durante i pasti “canonici” (colazione, pranzo e cena).


    Mi domando se lei cucina mai per se stessa e se le piace farlo.



    Pamela Serafini
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    La proccupazione dell'aumento di peso ce l'ho da qualche anno, negli ultimi 2 anni è un pensiero molto più ossessivo...
    Mi piace molto cucinare, ma lo faccio solo per gli altri... per me stessa effettivamente non cucino mai...
    Ne ho parlato con la mia psicologa, collega tutyto ad uno stato di profonda solitudine e tristezza... io vorrei solo che tutto questo "pensare di non fare quello che poi faccio" finisse ...
    Ultima modifica di Augusta4748 : 21-06-2010 alle ore 15.39.17

  4. #34
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    Riferimento: a cosa devo pensare

    Nel primo post ha scritto che stava mangiando di nascosto biscotti e altre cose e mi hanno colpito le sue parole, di nascosto da chi? Da cosa?

    Si domanda se avesse mangiato troppo poco a pranzo, aveva cioè saltato il pasto di mezzogiorno?

    Dice nel post successivo che le piace molto cucinare ma lo fa per gli altri, ha mai pensato di provare a cucinare qualcosa per se stessa? Come mai per lei non lo fa mai?

    La sua psicologa ricollega il suo disagio ad una condizione di solitudine e tristezza, lei si ritrova in questo? Mi rendo conto di quanto voglia che finisca il prima possibile tutto questo "pensare di non fare quello che poi fa " ma, purtroppo, come le dicevo in un post precedente il lavoro su di sé ha bisogno di un po’ di tempo per l’elaborazione del disagio che comunque lei sta facendo insieme alla sua psicologa.

    È una risorsa il fatto che lei abbia cercato aiuto all’esterno e che riesca ad esternare i suoi disagi su questo forum!


    Pamela Serafini
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  5. #35
    Matricola Augusta4748 è sulla buona strada
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    Riferimento: a cosa devo pensare

    Citazione Originalmente inviato da Pamela Serafini Visualizza messaggio
    Nel primo post ha scritto che stava mangiando di nascosto biscotti e altre cose e mi hanno colpito le sue parole, di nascosto da chi? Da cosa?

    Si domanda se avesse mangiato troppo poco a pranzo, aveva cioè saltato il pasto di mezzogiorno?

    Dice nel post successivo che le piace molto cucinare ma lo fa per gli altri, ha mai pensato di provare a cucinare qualcosa per se stessa? Come mai per lei non lo fa mai?

    La sua psicologa ricollega il suo disagio ad una condizione di solitudine e tristezza, lei si ritrova in questo? Mi rendo conto di quanto voglia che finisca il prima possibile tutto questo "pensare di non fare quello che poi fa " ma, purtroppo, come le dicevo in un post precedente il lavoro su di sé ha bisogno di un po’ di tempo per l’elaborazione del disagio che comunque lei sta facendo insieme alla sua psicologa.

    È una risorsa il fatto che lei abbia cercato aiuto all’esterno e che riesca ad esternare i suoi disagi su questo forum!


    Pamela Serafini
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    Di nascosto dalle persone con cui avevo pranzato, è un qualcosa che non riesco a controllare questo ( ad esempio, se con il caffè qualcuno porta una torta io me ne prendo un pezzo piccolo, per poi prenderne un altro pezzo di nascosto); perchè lo faccio??

    no, non avevo saltato il pranzo, ma avevo mangiato solo il pesce bollito con verdure, senza primo nè pane nè frutta (pranzo nerlla mensa aziendale)... è poco? è giusto? non lo so più..

    Non so perchè per me non cucini mai, non mi viene spontaneo... il massimo che mi cucino sono le verdure, difficilmente mi praparo altro... vorrei farlo, ma qualcosa mi blocca...

  6. #36
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    Riferimento: a cosa devo pensare

    Quindi da quello che ci racconta sembra che preferisce far vedere agli altri che prende per se stessa una piccola parte di cibo mentre in effetti ne vorrebbe di più: se ho capito bene, quando pranza nella mensa aziendale, davanti agli altri mangia un pasto come quello descritto (pesce bollito e verdure) mentre di nascosto dai loro occhi si concede cibi più gustosi come pezzetti di torta o biscotti?

    Le vorrei domandare se i suoi colleghi fanno mai commenti sul suo aspetto fisico e poi, come si sente quando mangia con loro?

    Esprime anche il dubbio se effettivamente mangiare solo pesce bollito e verdure a pranzo sia poco, in effetti il pasto di mezzogiorno completamente privo di carboidrati (pane o pasta o riso o patate) e frutta è un po’ povero.

    Rispetto al fatto di cucinare per se stessa dice che riesce a prepararsi solo delle verdure e non altro perché c’è qualcosa che la blocca.

    Se non ci fosse questo “qualcosa” che la blocca, cosa si cucinerebbe?

    Provi a fare caso a quali pensieri ed emozioni affiorano nel momento in cui si propone di cucinare qualcosa per se stessa diverso dalle verdure.



    Pamela Serafini
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  7. #37
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    Riferimento: a cosa devo pensare

    Citazione Originalmente inviato da Pamela Serafini Visualizza messaggio
    Quindi da quello che ci racconta sembra che preferisce far vedere agli altri che prende per se stessa una piccola parte di cibo mentre in effetti ne vorrebbe di più: se ho capito bene, quando pranza nella mensa aziendale, davanti agli altri mangia un pasto come quello descritto (pesce bollito e verdure) mentre di nascosto dai loro occhi si concede cibi più gustosi come pezzetti di torta o biscotti?

    Le vorrei domandare se i suoi colleghi fanno mai commenti sul suo aspetto fisico e poi, come si sente quando mangia con loro?


    Esprime anche il dubbio se effettivamente mangiare solo pesce bollito e verdure a pranzo sia poco, in effetti il pasto di mezzogiorno completamente privo di carboidrati (pane o pasta o riso o patate) e frutta è un po’ povero.

    Rispetto al fatto di cucinare per se stessa dice che riesce a prepararsi solo delle verdure e non altro perché c’è qualcosa che la blocca.

    Se non ci fosse questo “qualcosa” che la blocca, cosa si cucinerebbe?

    Provi a fare caso a quali pensieri ed emozioni affiorano nel momento in cui si propone di cucinare qualcosa per se stessa diverso dalle verdure.



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    No, nessuno ha mai fatto commenti sul mio aspetto fisico, se non qualche volat frasi del tipo "quel vestito starebbe bene a te perchè sei magra"; quando mangio con gli altri mi sembra di vivere il momento del pasto in modo piuttosto normale, senza problemi...

    Non so, magari mi cucinerei un piatto di pasta, o un secondo un po' più elaborato dell'uovo in padella o ancora una torta salata... però penso che "oggi ho mangiato già abbastanza" e allora non cucino... insalatona o verdure cotte, a cui a volte segue lo spilucco frenetico...

  8. #38
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    Riferimento: a cosa devo pensare

    Se potesse cucinare per sé, si preparerebbe delle cose che le piace mangiare ma poi si dice: “oggi ho mangiato abbastanza” anche se, come ha scritto in un post precedente, le viene il dubbio che forse mangia troppo poco al pasto e non fa dei pasti “strutturati”. Preferisce così mangiare insalatona o verdure cotte ma, poi torna lo spilucco frenetico.


    Potrebbe essere che spiluccando cerca di ritrovare quel piacere del cibo che si è negata quando voleva cucinare qualcosa che le piaceva come una torta salata o un pasto più elaborato ma invece si è detta: “ oggi ho mangiato abbastanza?”.


    Potrebbe essere questa frase (e magari anche altre che si dice) la cosa che la blocca quando si propone di cucinare qualcosa per sè?


    Ogni volta che le viene voglia di mangiare un pasto più elaborato, provi a fare caso a come si sente dopo che si ripete la frase: “oggi ho mangiato abbastanza”.


    Ha parlato di tutto questo alla sua psicologa?



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  9. #39
    Matricola Augusta4748 è sulla buona strada
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    Riferimento: a cosa devo pensare

    Si, probabilmente lo spilucco è un modo per uscire dall'autocontrollo che costantemente mi impongo; ne ho parlato alla psicologa e siamo giunte insieme a questa conclusione.

    Certamente il fatto di pensare di "aver mangiato abbastanza" è quello che mi blocca nel procedere a prepararmi un pasto...

    credo di essere in qualche modo spaventata dalla "porzione " di cibo (ad esempio non magio un pacchetto di crackers, ma magari mangio 5 crackers sfusi a distanza di qualche minuto l'uno dall'altro, il che alla resa dei conti è esattamente la stessa cosa).

    Ogni volta che vorrei mangiare qualcosa, lo vivo quasi come una vittoria contro le mie pulsioni, contro l'istinto... mi controllo di continuo ed è probabilmente questo il motivo per il quale, quel controllo che tanto vado cercando, spesso si perde..
    Non so davvero come fare a trovare un sano equilibrio..

  10. #40
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    Riferimento: a cosa devo pensare

    Mi colpisce quando dice che è spaventata dalla “porzione”, potrebbe essere, per esempio, che voglia nascondere a se stessa di mangiare un intero pacchetto di crackers perché le sembra troppo?

    Non ho ben compreso invece cosa intende quando dice: “Ogni volta che vorrei mangiare qualcosa, lo vivo quasi come una vittoria contro le mie pulsioni, contro l'istinto...”. Se lei ascoltasse il suo istinto, cosa le chiederebbe?

    Grazie anche al lavoro che sta facendo insieme alla psicologa ha raggiunto la consapevolezza che si impone autocontrollo nel mangiare, che si controlla di continuo e che forse proprio per questo le capita di perderlo.

    Sente il bisogno di raggiungere il controllo anche in altri ambiti della sua vita?

    Lei dice che non sa come fare a trovare un sano equilibrio, può fare qualche esempio su cosa intende per “sano equilibrio”?



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  11. #41
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    Riferimento: a cosa devo pensare

    Buongiorno!
    Beh, per sano equilibrio intendo mangiare in modo regolare, ai pasti canonici e di concedermi lo sfizio di mangiare qualcosa quando mi va e solo perchè mi va di farlo, senza che questo scateni una crisi di mangiata compulsiva o la nascita di sensi di colpa...
    Ecco cosa mi chiederebbe il mio istinto: un po' più di naturalezza, che non trascenda nella perdita totale di controllo!!

    E sicuramente si, voglio nascondere a me stessa di "esagerare" (intendendo per esagerazione quello che IO penso sia "troppo") e controllo mentalmente in ogni caso ogni cosa che faccio (orari, progetti ecc), ma non per questo poi seguo il progetto che ho elaborato, anzi...

    Aggiungo un'altra cosa: sono andata in questi giorni in vacanza all'estero con un paio di amiche e non ho affatto vissuto questa persecuzione del cibo, ho mangiato quello che mi andava quando mi andava... e appena sono tornata e mi sono ritrovata nella situazione solita (a casa in"attesa") ho ri-iniziato a mangiare alla solita odiata maniera, dando di nuovo inizio alla catena "fame-pensiero iniziale di merenda normale- inizio della merenda- perdita di controllo-senso di colpa- bisogno di compenso"...PERCHE'????

  12. #42
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    Buongiorno Augusta,

    mi soffermerei un po’ a riflettere su quanto ci racconta rispetto alla recente vacanza fatta con le sue amiche: dice che non ha vissuto la persecuzione del cibo, ha mangiato quello che le andava e quando le andava. Questo significa che in questa occasione lei ha fatto pasti “strutturati” e non ha spiluccato? Non controllava quello che mangiava pensando di esagerare nelle porzioni? In questo contesto lei ha seguito quel sano equilibrio che le piacerebbe avere?

    Credo sia significativo il fatto che tornare a casa, alla sua vita abituale abbia innescato di nuovo la catena fame-pensiero iniziale di merenda normale- inizio della merenda- perdita di controllo-senso di colpa- bisogno di compenso.

    Sicuramente le due situazioni (vacanza e routine) sono molto diverse: contesto, compagnia ecc, ma, al di là di questo, secondo lei, cosa le ha permesso in vacanza di “non vivere la persecuzione del cibo”? Come si sentiva in vacanza?


    Ci dice, inoltre, che tende a controllare mentalmente ogni cosa (orari, progetti ecc..) anche se poi non per questo segue il progetto elaborato, sta quindi cercando di realizzare dei progetti?


    Pamela Serafini
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  13. #43
    Matricola Augusta4748 è sulla buona strada
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    Riferimento: a cosa devo pensare

    Questo significa che in questa occasione lei ha fatto pasti “strutturati” e non ha spiluccato? Non controllava quello che mangiava pensando di esagerare nelle porzioni? In questo contesto lei ha seguito quel sano equilibrio che le piacerebbe avere?
    Buongiorno!
    Beh, ho mangiato in modo strutturato come si può intendere in una vacanza turistica (colazione dove capita e all'ora che capita, pranzo idem, cena a orario canonico, pasti talvolta inframezzati da piccoli sfizi culinari locali che io e le mie amiche eravamo curiose di assaggiare)
    Ho talvolta pensato che si, magari "quella cosa" la potevo evitare, che forse era un po' troppo pesante, ma come dire, non mi sono sentita schiava del cibo e del controllo su di esso, anche se comunque un certo controllo (e qualche ansia di esagerare) c'è stato, ma in modo molto inferiore al solito.

    secondo lei, cosa le ha permesso in vacanza di “non vivere la persecuzione del cibo”? Come si sentiva in vacanza?
    Mi sentivo tranquilla,forse per la totale assenza di spazi morti: ero sempre in compagnia e occupata nel fare qualcosa, anche una semplice chiaccherata o una passeggiata. Inoltre non avevo la sensazione di fare qualcosa di "anormale", anche perchè le persone che erano insieme a me si comportavano esattamente allo stesso modo.

    Ci dice, inoltre, che tende a controllare mentalmente ogni cosa (orari, progetti ecc..) anche se poi non per questo segue il progetto elaborato, sta quindi cercando di realizzare dei progetti?
    No, non ho nessun grande progetto in particolare da elaborare in questo periodo; intendevo progetti quotidiani e più o meno routinari.. spesso mi ritrovo ad occupare l'oretta che ho a disposizione per andare a fare la spesa o per fare le faccende di casa restando in casa in preda al cibo, per poi essere in ritardo e affannata, con 1000 cose da fare in un tempo ridottissimo.
    Ultima modifica di Augusta4748 : 30-06-2010 alle ore 11.58.18

  14. #44
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    Riferimento: a cosa devo pensare

    Da quanto racconta, quindi, durante la vacanza si è lasciata andare ad un’alimentazione che le piaceva di più (condivisione di piccoli sfizi culinari con le sue amiche), però ci dice anche che un certo controllo continuava a mantenerlo, temendo di esagerare, questo fa pensare che le sue preoccupazioni fossero presenti anche se in modo meno intenso.

    Lei dice che in vacanza stava bene perché non ha vissuto spazi morti, stava sempre in compagnia o impegnata a fare qualcosa. Quando vive nella routine quotidiana, sente che ci sono spazi morti? In che modo potrebbe riempirli?

    Tempo fa ha scritto che va in palestra o esce con alcune conoscenti anche se non vorrebbe andare con loro perché dovrebbe stare in situazioni in cui si mangia, ci sono altre possibili attività che le piacerebbe fare?

    Scrive che insieme alle sue amiche non aveva la sensazione di fare qualcosa di “anormale”, a cosa si riferisce in particolare? Cosa sarebbe invece per lei normale?

    Le andrebbe di spiegare cosa intende con l’espressione “restare in casa in preda al cibo”?



    Pamela Serafini
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  15. #45
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    Riferimento: a cosa devo pensare

    Innanzitutto la ringrazio per questo scambio, mi sembra sia utile per prendere maggiore coscienza di ciò che mi capita e per analizzarlo meglio

    Quando vive nella routine quotidiana, sente che ci sono spazi morti? In che modo potrebbe riempirli?
    Non è che non abbia nulla da fare, abito comunque da sola e di cose da fare ce ne sono sempre...e vorrei che gli spazi che io considero morti potessi occuparli anche nel non fare nulla (come invidio le persone che dicono: adesso vado a casa, mi sdraio sul divano e non faccio niente! Io non riesco mai a fare così!)
    Mi piace anche molto cucinare, ma come avevo già detto, lo faccio solo per gli altri..


    Scrive che insieme alle sue amiche non aveva la sensazione di fare qualcosa di “anormale”, a cosa si riferisce in particolare? Cosa sarebbe invece per lei normale?
    Normale è, appunto, mangiare tranquillamente, senza pensare di continuo a quanto, come e perchè; con ciò non intendo riempirsi di schifezze senza cognizione, ma vivere il rapporto con il cibo in un modo sereno e non ossessionante. In vacanza vedevo che loro si comportavano così, e facendo così anche io con loro in quel momento, non mi sono sentita diversa, come invece mi sento quando faccio una merenda esagerata e poi salto la cena oppure mi impongo di mangiare pochissimo per compensare il giorno precedente di esagerazione(cosa che comunque non riesco a fare). E' normale mangiare colazione pranzo e cena, nelle giuste, soddisfacenti quantità e qualità, ecco!

    Le andrebbe di spiegare cosa intende con l’espressione “restare in casa in preda al cibo”?
    Intendevo questo: l'essere attratta dai pensili della cucina e dal loro contenuto, non riuscire a fare quello che mi ero proposta, pensare "questo è l'ultimo" e ritrovarmi davanti al frigo dopo pochi secondi, vedere scorrere i minuti dell'orologio passando da un pacchetto all'altro in un modo quasi incosciente, come una sonnambula.

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