Ciao a tutti.
Vorrei condividere con tutti voi una mia preoccupazione che sta sorgendo a causa del rinomato casino delle professioni in Italia che, nella fattispecie, è riferito alle professioni del counselor e del life coach.
Da quello che mi risulti, infatti, l'attività del counseling e del coaching sono attività integranti e primarie della professione dello psicologo che, senza entrare nella diatriba sul fatto che certe competenze possano essere trasmesse anche a non-psicologi, non richiedono nessuna qualifica aggiuntiva o tiolo o abilitazione oltre ad aver superato l'esame di stato ed essere iscritti all'ordine degli psicologi.
La cosa sconcertante è girano voci per le quali uno psicologo abilitato ed in regola non potrebbe fare il counselor o il coach senza aver svolto corsi di abilitazione extra-universitari. A me sembra una panzana terrificante, probabilmente voci messe in giro da persone scorrette (anche docenti universitari avidi, che tengono illegalmente o legalmente attività extra-academiche) per indurre le persone a seguire corsi più per il timore di essere sanzionati per abuso professionale che per le effettive comepetenze che si possono apprendere. Un po' la versione in piccolo della specializzazione in psicoterapia, che molte volte sembra richiesta anche quando in realtà non serve.
Voi cosa ne pensate? Potete citare riferimenti normativi e-o legali a riguardo? io ricordo la gazzetta dell'ordine della Sardegna di qualche mese fa dove veniva fatto il punto su nuove figure abusive come il "consulente" che non potevano esistere senza la laurea in psicologia (e quindi a mio sostegno), oltre che per una chiara non-scientificità come nel caso del "consulente psico-estetico" (non è uno scherzo).
Aspetto commenti, grazie!!


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