No, tranquilli, non voglio parlare di questa storia negli stessi termini più o meno scontati con cui ne stanno parlando da giorni Tv e giornali.
No, io vorrei fare un altro tipo di considerazione, più generale... E che da questa tristissima vicenda prende solo lo spunto.
Mi riferisco alla questione della gestione monocratica di sistemi complessi. In altre parole: sappiamo tutti che a bordo di una nave ( ma anche di un aereo e, se vogliamo, di un treno, un autobus, anche semplicemente di una automobile... Oppure, in un altro ambito, il capo di una equipe chirurgica... ) le decisioni ultime sulla condotta da intraprendere spettano ad uno e ad uno solo: il comandante, il pilota, il conduttore di un veicolo... Tutte persone che, limitatamente alla loro funzione e nel ristretto ambito temporale in cui tale funzione si esercita, rappresentano una specie di sovrano assoluto, gli unici che possono prendere decisioni fondamentali per la propria e per le altrui vite.
Il motivo di questa gestione monocratica risale, preminentemente, nella ricerca dell'efficienza: se a decidere, per esempio, la rotta di una nave o di un aereo fosse un gruppo di persone e non un solo individuo, sarebbe impossibile assicurare una gestione efficiente della navigazione perché ciascuno dei membri dell'equipaggio avrebbe una sua opinione e sarebbe impossibile o estremamente difficoltoso ( ed estenuante... ) assicurare una sintesi accettabile dei differenti punti di vista.
In realtà, questa idea della maggiore efficienza di una gestione monocratica non è solo limitata agli esempi che ho fatto prima, nella maggior parte dei quali, in effetti, sarebbe impossibile o controproducente una gestione collegiale delle decisioni ( immaginiamo, per esempio, il conducente di un autobus o un chirurgo in sala operatoria... ), ma si estende in molti ambiti della vita associata: per esempio nella conduzione di un'azienda, di un partito politico, di una nazione....
Ecco: la tragedia cui stiamo assistendo in questi giorni ci insegna a non sottovalutare i rischi di una gestione monocratica... Perché quando è uno solo a decidere, se è vero che la sua gestione sarà sicuramente più efficiente, è anche vero che più gravi saranno gli eventuali rischi... E non basta dire che bisogna selezionare le persone migliori: è possibile, per esempio, che da un punto di vista strettamente e meramente tecnico, il Comandante della Concordia fosse preparatissimo, almeno in teoria.... Ma, spesso, sono proprio quelli tecnicamente più dotati che, per eccesso di sicurezza, fanno le castronerie più gravi e pericolose: chi non è tanto sicuro di sé sarà sicuramente più prudente e cercherà di correre meno pericoli possibile... Fateci caso, per esempio: in montagna sono quasi sempre sciatori espertissimi quelli che ci lasciano la pelle, chi se la fa addosso scendendo a spazzaneve difficilmente si farà veramente male... Così come un'azienda o un partito o una nazione guidate da un unico Capo indiscusso avranno, probabilmente, risultati più brillanti di analoghe strutture a conduzione collegiale, ma rischieranno più facilmente di fracassarsi sugli scogli...
E allora, forse, è il caso di rivedere il mito dell'uomo solo al comando. In tutti i campi.


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