Antefatto: da circa dieci anni faticosamente convivo con la seria anoressia di mia moglie, che oggi ha circa 50 anni. Come spesso accade in questi casi la sua grande passione è cucinare e leggere libri e riviste di cucina. In casa ve ne sono in quantità. Per il ruolo professionale che ha (e con sua grande sofferenza) è spesso costretta a pranzi di lavoro e mi racconta nei più piccoli dettagli tutto quello che i commensali (non lei) hanno mangiato, analizzando ogni portata per ingredienti, cottura e presentazione.
E vengo al punto: ultimamente trovo questo suo dilungarsi sulle qualità dei cibi gustati da altri molto fastidioso, insopportabile, “osceno” è il termine che più mi gira in testa. Mi è venuto questo parallelo: come l’amore anche il mangiare, se dà piacere, si fa. Ma parlarne solamente è come eccitarsi sfogliando riviste porno. Tutte queste foto di piatti succulenti mi sembrano ora oscene come immagini porno.
Le sfoglia sognando di fare ciò che la attira ma al tempo stesso terrorizza ?
Sto diventando troppo contorto ?
Giovanni


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