
Originalmente inviato da
ste203xx
Inquadramento
Per inquadrare il caso si farà riferimento al DSM-IV.
Innanzitutto, è possibile identificare un fattore sociale potenzialmente stressante per il bambino, come il rientro della madre al lavoro, a tempo pieno: questo ha comportato probabilmente l’interruzione di una routine, la mancanza di un punto di riferimento stabile e sicuro, l’alternarsi di figure di accudimento estranee, e ciò può aver suscitato una reazione di disadattamento. L’ipotesi di un disturbo dell’adattamento può essere sostenuta dall’esordio della reazione, entro tre mesi dall’evento stressante. Il disagio sembra significativo poiché incide sul funzionamento scolastico e sulle relazioni sociali, rendendo il bambino apatico, con tendenza a isolarsi, pianti. Inoltre, appare insicuro, timoroso, si rifugia tra le braccia della madre e guarda il padre che sembra suscitargli timore. Questi sintomi fanno ipotizzare un sottotipo con ansia e umore depresso misti.
Il bambino sembra anche essere regredito a comportamenti di una fase di sviluppo precedente, come il succhiarsi li dito, enuresi, giochi infantili.
Aree da approfondire
- analisi funzionale dei comportamenti regressivi, per comprendere quando si manifestano e a che scopo, individuando gli antecedenti e le conseguenze. Questi comportamenti possono avere un valore di comunicazione, esprimere un bisogno di ricevere maggiori attenzioni da parte dei genitori assenti per lavoro. Occorre esplorare anche le reazioni dei genitori: se il bambino, mostrandosi più piccolo e più bisognoso, ottiene un accudimento più intensivo, questa risposta può agire da rinforzo indurre il bambino a ripetere quei comportamenti, al contempo potrebbe confermare come effettivamente il suo bisogno sia di avere più vicino le figure di accudimento. Se invece i genitori reagiscono punendo il bambino, egli può persino intensificare le reazioni, dopo averle temporaneamente soppresse, come avviene spesso con le punizioni.
- organizzazione familiare: può essere opportuno indagare la situazione familiare, la relazione tra i coniugi, poiché sembrano avere atteggiamenti diversi nei confronti del figlio, la madre di accoglienza e protezione, il padre gli suscita timore. Può essere utile esplorare da quanti membri è composta la famiglia, se ci sono altri fratelli ed eventualmente che rapporto hanno con Nicola, altre figure familiari che si occupano di lui, chi sono infine le figure che accudiscono il bambino nei pomeriggi e come si comporta con loro, se manifesta gli stessi sintomi, se chiede della mamma, come si spiega il cambiamento di routine avvenuto quando la madre è rientrata al lavoro. Si può esplorare quale sia il sostegno su cui la famiglia può contare, se dispone di una rete di servizi e persone che consentano alla madre di riprendere il lavoro con serenità oppure la famiglia si trovi da sola e priva di risorse esterne a gestire e conciliare il menage familiare con quello lavorativo. Il disagio di Nicola può essere il sintomo di un disfunzionamento familiare più ampio: i genitori sembra che si aspettassero una segnalazione: perché? Era successo qualcos’altro?
- può essere utile comprendere come il bambino reagisca al ritorno della madre e capire che tipo di attaccamento ha stabilito con lei, se ad esempio la ignora, continuando a giocare, oppure si mostra ambivalente, poiché è contento, ma anche arrabbiato per essere stato “abbandonato”
- può essere utile un colloquio con i genitori, per esplorare le loro attribuzioni, capire come spiegano il comportamento del figlio, fare un’anamnesi per valutare se vi è stato qualche altro fattore stressante e come è stato gestito. Si può comprendere come gestiscono questi comportamenti e che accordi hanno con le figure che si prendono cura di Nicola di pomeriggio
- colloquio con ciascun genitore: con il padre approfondire suicidio, eventuali sindromi depressive, problematiche familiari, ecc, che possono avergli trasmesso uno schema di relazione che poi ha riapplicato con il figlio, ecc
- colloquio con le insegnanti per approfondire i sintomi a scuola, il rendimento insufficiente, se ad esempio si è verificato un calo e quale sembra loro l’approccio del bambino allo studio e alle relazioni con i compagni
Test. Qui sarebbe anche da mettere, forse, cose di questo tipo: "se al test X esce un risultato Y, allora si può ipotizzare la diagnosi taldeitali, se invece esce Z, allora si può ipotizzare blablabla".
Cmq, penserei forse a qualcuno di questi test:
Grafici: albero, figura umana, casa e famiglia
Child behaviour check-list
Family life space test
Ecomappa
Monitorare sintomi: se persistono oltre 6 mesi rivedere diagnosi??
Interventi
Parent training per ristrutturazione cognitive e attribuzioni (no colpevolizzazione madre)
Teacher training
Empowerment per attivare le risorse della famiglia, sostenerla nel conciliare lavoro e famiglia, ecc
Per il bambino: ristrutturazione cognitiva, terapia razionale emotiva (????)