Direi che per tanti ormai è ora di cimentarsi con il caso pratico e perciò proporrei di iniziare ad analizzare qualche caso evolutivo, o almeno provarci!
Discussioni simili ce ne sono, lo so, ma va a finire che poi i casi si sovrappongono e quando ancora si sta discutendo su uno arriva la proposta di un altro caso, magari più difficile, col risultato che o ci si dà all'alcool
oppure...boh.
quindi ho pensato (se i moderatori sono d'accordo), perchè non apriamo una discussione per ogni singolo caso? E' troppo un casino? Boh, io intanto inizio
Matteo, 11 anni
Matteo è un bambino di 11 anni che non ha mai mostrato problemi particolari, dopo pochi mesi dall'inizio della scuola secondaria sviluppa un forte rifiuto a frequentarla . se costretto ad andarci arriva a fare grosse scenate, si rifiuta ed adotta un comportamento cappriccioso.
E’ il maggiore di 3 figli (ha una sorella di 8a e un fratello di 4 a). I genitori lavorano entrambi:la madre è molto coinvolta nella sua attività, che la tiene lontana da casa molte ore al giorno; il padre, che lavora di notte, trascorre molto più tempo con i figli.
Entrambi i genitori hanno sofferto in passato di depressione, sono persone apparentemente miti che evitano gli scontri, fra loro pare ci sia un buon accordo, hanno comunque una visione del mondo esterno come se fosse minacciato. Il ragazzino è molto attaccato al padre, che si comporta con i figli prevalentemente come un compagno di giochi. La madre appare una donna fragile ed apatica.
A scuola M.tende a stare isolato, non è litigioso con i fratelli ed evita decisamente con loro qualsiasi conflitto.
Queste informazioni emergono da alcuni colloqui con lo psicologo al quale si sono rivolti i genitori per una consulenza.
Il candidato esponga la propria valutazione in merito alla richiesta, consideri le diverse possibilità d intervento collocando il caso nell'ambito evolutivo–adolescenziale.


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