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| Infanzia e adolescenza Rapporto genitore-figlio, bullismo, problematiche scolastiche, disturbi, promozione della salute... |
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#1 (permalink)
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| e OPS - C.T.P. Lo Carmen Pernicola lavora in via Libero Leonardi, Roma - 00173 | Bullismo, teppismo, corse in auto. Cosa manca a questi figli che hanno tutto?
Il 20 novembre ricorre l'anniversario della Dichiarazione universale dei diritti del fanciullo, approvata dall'assemblea dell'ONU il 20 novembre 1959 e revisionata nello stesso giorno del 1989. Per contribuire alla riflessione sui diritti dei bambini e delle bambine Obiettivo Psicologia, in collaborazione con gli psicologi del suo team di PsicologiaLegale.it, metterà a disposizione per il prossimo mesi questo spazio in cui condividere riflessioni, opinioni, dubbi e in cui confrontarsi con i nostri esperti sul tema: Cosa manca a questi figli che hanno tutto? Una riflessione sulla solitudine affettiva e sul disagio minorile in occasione della XIX Giornata dei Diritti del Fanciullo. Vorremmo riflettere tutti insieme, genitori, educatori, psicologi, sulla solitudine affettiva dei bambini e dei ragazzi in una società che ha perso la capacità di fermarsi e di fermarsi ad ascoltare, che troppo spesso costruisce l'identità attorno alla proprietà di beni materiali e non riesce a dare un senso alla violenza, alla rabbia, ai gesti distruttivi e auto-distruttivi di bambini e ragazzi che hanno tutto, ma forse non hanno l'unica cosa che conta: uno sguardo d'amore. E voi, cosa ne pensate? Da dove nasce la rabbia e l'aggressività di tanti bambini e ragazzi che vengono da famiglie all'apparenza non problematiche e si trasforma in aggressioni verso i coetanie, teppismo, distruzione della proprietà pubblica e privata, tifo violento, corse in auto e gesti autolesionistici? Carmen __________________ Carmen PernicolaPsicologa, CTP, esperta nella valutazione del danno biologico psichico e dei danni non patrimoniali Iscritta all'Ordine degli Psicologi del Lazio, n. 10410 carmen.pernicola@fastwebnet.it Ultima modifica di karmen : 17-11-2008 alle ore 22.54.56 |
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| Neofita Su B4U dal 18-05-2006 | Riferimento: Bullismo, teppismo, corse in auto. Cosa manca a questi figli che hanno t
Io credo che sia molto importante curare la prevenzione di tali fenomeni intendendo per prevenzione, il rilevamento precoce dei disagi infantili e adolescenziali che però sono possibili se esiste una cultura condivisa di attenzione al mondo interno, ai bisogni evolutivi dei bambini e degli adolescenti negli adulti che hanno in carico la cura, l’educazione, la formazione, la crescita dei minori. Le competenze emotive e relazionali delle loro figure di riferimento, sono importantissime, siano essi i genitori, gli insegnanti o altri, che, di volta in volta sintonizzate con il soggetto in crescita, producono una relazione ricca di scambio, un ascolto in grado di riconoscere ed accogliere il disagio nelle sue diverse forme. C'è un forte bisogno di una cultura che rispetti i bisogni evolutivi della persona ad ogni fase di crescita e quindi dei diritti dei bambini del nostro tempo, che sia in continuo ascolto tenendo conto dei reali cambiamenti degli stili di vita , dei comportamenti delle famiglie e della società in generale, in modo tale da essere aggiornata sugli attuali concetti di rischio che debbono essere estesi a nuove condizioni e situazioni di quotidianità, di fragilità in cui - pur in assenza di evidenti disagi - possono profilarsi forme di sofferenza, di isolamento, di marginalità dovute a nuovi svantaggi, difficoltà, povertà, comprese una debole qualità delle abilità cognitive, sociali, relazionali, la mancanza di possibilità di relazioni sociali, meglio definita come solitudine del bambino. _______________________ Loretta Cavazzini Psicologa Iscritta all'Ordine degli Psicologi del Lazio. |
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| Super Postatore Spaziale Su B4U dal 21-07-2005 | Riferimento: Bullismo, teppismo, corse in auto. Cosa manca a questi figli che hanno t
Io credo che alla base dei comportamenti autodistruttivi e distruttivi di moltissimi adolescenti vi sia una richiesta di aiuto: si sentono sommersi dal mondo che fanno fatica a interpretare entro dei limiti normativi, così tendono ad annullare ciò che li spaventa. I genitori hanno un ruolo fondamentale per la crescita dei figli. Credo che la stragrande maggioranza dei genitori non sia ancora entrata nella fase adulta. Ci sono madri e padri ancora adolescenti, non per età ma per grado di maturazione affettiva. Genitori che non riescono ancora a individuarsi come adulti, che chiedono ai figli di crescere senza regole significative , ovvero condivise, accettate, sentite come giuste per il benessere proprio legato a quello della collettività. I figli crescono senza modelli adulti di comportamento equilibrato. Insomma, io vedo genitori che cercano di restare in equilibrio fra le esigenze evolutive di crescita personali e le richieste di attenzioni e amore dei figli, cui non riescono a rispondere in modo adeguato. In termini di "tempi psicologici" è come se i genitori vivessero ancora nella loro adolescenze e, forse, attraverso i ruoli genitoriali, tentano di diventare adulti senza aver elaborato adeguatamente la propria identità. Inoltre, riversano sui figli le proprie ansie e frustrazioni in modo inconscio, chiedendo ai figli di essere e comportarsi secondo modelli che richiamano , spesso, quelle aspettative disattese , quei progetti di vita non realizzati appartenenti ai genitori quand'erano adolescenti. __________________ Buona vita a tutti! |
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| | #4 (permalink) |
| Neofita Su B4U dal 20-01-2007 | Riferimento: Bullismo, teppismo, corse in auto. Cosa manca a questi figli che hanno t
Vorrei porre l’accento sul fatto che spesso non è l’amore quello che manca, genitori (e a volte educatori e insegnanti) si preoccupano di soddisfare i bisogni dei bambini, sembrano anche attenti nell’ascolto, ma non sanno soddisfare alcuni bisogni primari: quello di avere un rapporto con adulti responsabili e autorevoli, e di conquistare gradatamente l’autonomia. Chi si occupa di educazione ha il dovere di “guidare”, di imporre regole e farle rispettare stando attento che queste siano adeguate all’età e alle competenze dei bambini. Il vero ascolto non è soddisfare i desideri ancor prima che vengano espressi, è creare le condizioni perchè i bambini e i ragazzi siano protagonisti delle loro conquiste. Se gli adolescenti sono stati coccolati e soddisfatti in tutto, non sanno più cosa desiderare, non sono capaci di lottare per conquistare l’autonomia, per alcuni il bisogno di esprimere se stessi può trovare sfogo nel teppismo, nella violenza o nell’autolesionismo.
__________________ Norma. P |
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| | #6 (permalink) | |
| e OPS - C.T.P. Lo Carmen Pernicola lavora in via Libero Leonardi, Roma - 00173 | Riferimento: Bullismo, teppismo, corse in auto. Cosa manca a questi figli che hanno t Citazione:
Dico una cosa da mamma e non da psicologa, quindi semplificando una questione che comunque so essere complessa: credo che proprio da qui vengano fuori gli adolescenti che non riescono a trovare una strada personale, e soprattutto, credo che propri qui sia il male radicato dell'Italia dove chi non rispetta le regole e si arricchisce facendo favori e pagando tangenti non solo spesso è considerato un eroe, ma anche viene portato in parlamento. A volte, alle riunioni scolastiche mi sento una piccola nazista. E pensare che credevo di essere troppo permissiva. L'ascolto di cui parlo è alla base, però, del ruolo di guida. Non lo esclude ma lo rende possibile. Carmen __________________ Carmen PernicolaPsicologa, CTP, esperta nella valutazione del danno biologico psichico e dei danni non patrimoniali Iscritta all'Ordine degli Psicologi del Lazio, n. 10410 carmen.pernicola@fastwebnet.it | |
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| | #7 (permalink) |
| Neofita Su B4U dal 18-05-2006 | Riferimento: Bullismo, teppismo, corse in auto. Cosa manca a questi figli che hanno t
Sono sulla stessa linea di Karmen, perfettamente d'accordo, tra l'altro permettere ai bambini di oggi, che saranno gli adolescenti di domani, praticamente tutto, non li aiuta affatto anzi... ne farà a lungo termine degli emarginati, degli esclusi. Tra genitori e figli è evidente che debba esserci una comunicazione a 360 gradi e, da parte dei genitori un attento ascolto ai messaggi che i figli trasmettono di volta in volta, ma per poter esercitare poi sul bambino un ruolo di indirizzo, protezione, comprensione ...c'è assoluta necessità dell'apprendimento delle regole basiche di civile convivenza, ed in questo genitori, insegnanti, nonni, tate... ogniuna di queste figure può e deve fare la sua parte. Anche io parlo di queste cose sia sotto il profilo della Psicologa che sotto quello di una madre di una bambina di 5 anni, cercando, come madre, di fare tesoro anche delle esperienze di altre madri di ragazzi - attualmente adolescenti o giovani adulti - che mi hanno preceduto. Fare i genitori purtroppo è più difficile che fare gli psicologi, perchè si è direttamente e fortemente coinvolti da un punto di vista emotivo, nel rapporto con i ragazzi e non esiste scuola, facoltà o master che ce lo insegni! ____________________ Loretta Cavazzini Psicologa Giuridica dello Saff di Psicologia Legale |
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| | #8 (permalink) | |
| Partecipante Assiduo Su B4U dal 30-12-2004 | Riferimento: Bullismo, teppismo, corse in auto. Cosa manca a questi figli che hanno t Citazione:
__________________ Simona | |
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| | #9 (permalink) |
| MOD Salute & Benessere Su B4U dal 08-07-2008 | Riferimento: Bullismo, teppismo, corse in auto. Cosa manca a questi figli che hanno t
sono d'accordo con Simona, il tema delle regole è uno degli argomenti chiave non solo della costruzione del rapporto genitore figlio e della crescita di questo rapporto, ma sopratutto della crescita del genitore all'interno di questo rapporto. trasmettere delle regole non significa imporle in modo autoritario o, al contrario, essere permissivi, ma trovare il proprio equilibrio nel gestire "l'apparente paradosso" e i "diversi poli" all'interno del (personale) percorso educativo di genitore. "la terza strada" consente non solo l'acquisizione delle regole da parte dei bambini ma sopratutto la trasmissione del processo di cotruzione delle regole. Crescendo in questo modo, non solo i bambini apprenderanno delle regole ma faranno propria l'esperienza di costruire, negoziare e riformulare il proprio rapporto con se stessi e con gli altri, che rappresenterà una grossa risorsa durante l'adolescenza. |
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| | #10 (permalink) |
| Neofita Su B4U dal 22-12-2007 | Riferimento: Bullismo, teppismo, corse in auto. Cosa manca a questi figli che hanno t
Vorrei aggiungere qualcosa (sempre se ci riesco), in merito alle responsabilità dei genitori (e non la colpa), rispetto a quanto detto da chi mi ha preceduto. Qualcuno più autorevole di me afferma che "nelle famiglie non esistono ne angeli ne diavoli, ma solo persone fatte di storie". Con questo voglio sottolineare che ogni genitore (che vuole il meglio per il proprio figlio) è lui stesso figlio di una storia in cui nel bene e nel male, è stato protagonista assieme alla sua famiglia d’origine come bambino, adolescente e adulto (forse!). Fare il genitore, come giustamente afferma Loretta, è molto più difficile che fare lo psicologo. Io aggiungerei che nessun genitore dovrebbe mai fare lo psicologo con il proprio figlio, altrimenti quest’ultimo diventerebbe qualcuno da curare (malato) e non da educare. Ma noi genitori uno sforzo (un po’ da psicologi) possiamo farlo, ossia quello di guardare il mondo dagli occhi dei nostri figli, sapendo (perché i genitori lo sanno) che il loro bene passa attraverso la nostra capacità di trasmettere un sentimento di appartenenza ma anche di offrire la sana spinta alla strutturazione della pripria identità. Appartenere ed essere individui a parte sembra paradossale, ma è il compito più difficile e più delicato della famiglia. L'esperienza clinica, mi porta a sostenere che il periodo più “incasinato”, nell'appartenenza e nell'individuazione, per genitori e figli, è sicuramente l’adolescenza. È in questa fase così delicata che la “cecità” dei genitori e la ribbellione dei figli si fa più acuta, più "drammatica". In questa fase del ciclo vitale la famiglia si prepara e si organizza al processo di svincolo dei figli. È in questo momento così torbido e "complesso" della vita familiare, in cui può avvenire per i figli, l’incontro con l’alcol e le droghe, che non è mai casuale. Utilizzare sotanze ha sempre dei significati da ricercare nella famiglia e nel processo di individuazione dei figli. |
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| | #11 (permalink) |
| Postatore Compulsivo Su B4U dal 08-02-2008 | Riferimento: Bullismo, teppismo, corse in auto. Cosa manca a questi figli che hanno t
manca l'amore
__________________ ![]() Io creo sogni, voi li uccidete ----------------------- Vorrei morire ubriaca per vomitare davanti alle porte dell'inferno |
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| | #12 (permalink) |
| Neofita Su B4U dal 18-05-2006 | Riferimento: Bullismo, teppismo, corse in auto. Cosa manca a questi figli che hanno t
Mi sembra un pò riduttivo attribuire totalmente alla mancanza di amore la causa di tutti i problemi dei quali ci stiamo occupando, approfondire questo tema però aprirebbe un dibattito troppo lungo in questa sede, e credo condividendo quanto detto da Sinonimo, che nell'equilibrio degli adulti sia una possibile chiave nella soluzione del problema, come Sinonimo afferma, ed io qui riporto, "I figli crescono senza modelli adulti di comportamento equilibrato. Insomma, io vedo genitori che cercano di restare in equilibrio fra le esigenze evolutive di crescita personali e le richieste di attenzioni e amore dei figli, cui non riescono a rispondere in modo adeguato". Quindi lo sforzo, a mio avviso, sta nel tentare di raggiungere questo equilibrio ed ovviamente, senza fare gli psicologi con i propri figli, far tesoro delle nostre competenze nell'orientare le scelte che li riguardano, bambini o adolescenti che siano... Loretta Cavazzini Psicologa Giuridica dello Staff di Psicologia Legale |
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| | #13 (permalink) |
| Postatore Compulsivo Su B4U dal 08-02-2008 | Riferimento: Bullismo, teppismo, corse in auto. Cosa manca a questi figli che hanno t
eh infatti perchè alcuni sono bravi e altri sono cattivi? è colpa dei genitori __________________ ![]() Io creo sogni, voi li uccidete ----------------------- Vorrei morire ubriaca per vomitare davanti alle porte dell'inferno |
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