Non ho molta conoscenza in merito, però posso proporre qualche traccia classica, partendo dal Gabbard e passando da kernberg.
Kernberg ha coniato l'espressione organizzazione borderline di personalità per cicorscrivere un gruppo di pazienti che mostravano caratteristici pattern di debolezza dell'Io, operazioni difensive primitive e relazioni oggettuali problematiche. Egli ha osservato in questi pazienti una varietà di sintomi, tra i quali, un'ansi a liberamente fluttuante, sintomi ossessivo-compulsivi, fobie multiple, relazioni dissociative, preoccupazioni ipocondriache, sintomi di conversioze, spunti paranoidi, sessualità pervera polimorfa e abuso di sostanze. Kerneberg ha però sottolineato che i sintomi descrittivi non erano sufficienti per una diagnosi definitivia. Riteneva invece che la diagnosi si fondasse su una sofisticata analisi strutturale che che rivelava quattro caratteristiche chiave:
1) Manifestazioni non specifiche di debolezza dell'Io
Mancanza di tolleranza dell'angoscia
Mancanza di controllo degli impulsi
Mancanza di canali sublimatori evoluti
2) Scivolamento verso processi di pensiero primario
3) Operazioni difensive specifiiche:
Scissione
idealizzaione primitiva
Forme primitive di proiezione specificatamente l'indetificazione proiettiva
Diniego
Onnipotenza e svalutazione
4) Relazioni d'oggetto patologiche interiorirzzate.
5) Scivolamento verso processi di pensiero primario. Kernberg ha notato che questi pazienti tendono a regredire d un pensiero simi-psicotico in assenza di struttura o sotto la pressione di affetti intensi. Questi scivolamenti si verificano comunque principalmente nel contesto di una capacità generalmente conservata di valutazione della realtà.
In sintesi Kernberg ne propone un approccio orientato alla diagnosi descrittiva e strutturale, peculiari sono i lavori sulla costituzione dell'alleanza terapeutica e l'analisi della capacità per lapersonalità borderline di provare un amore maturo.
Passo la palla a chi oltre alla teoria sa proporre anche qualche prassi
