Salve a tutti, è la prima volta che scrivo, spero di essere nel posto giusto per chiedervi un consiglio
Seguo da ormai 4 anni un ragazzo ora 13enne che potrei definire problematico, sia da un punto di vista emotivo che cognitivo, aiutandolo nei compiti, parlando con gli insegnanti ecc. E' un ragazzo estremamente introverso e chiuso, non parla mai di sè e di quello che gli succede a scuola o a calcio, è un passivo aggressivo, come lo definisco io, perché il suo atteggiamento non è solo poco propositivo ma anche negativo. Inoltre è un bambino lento, che per la mia esperienza ricorda più un bimbo di quinta elementare che un ragazzo di prima media, e infatti gli è stata fatta una diagnosi di Disturbo misto perchè le aree di problematicità a livello cognitivo sono molteplici (tranne quelle meccanico-mnemoniche), ma non tanto gravi da rendere necessaria un'insegnante di sostegno (anche se io non sono d'accordo). I suoi genitori sono separati da quando lui era molto piccolo e ha un rapporto molto stretto, forse troppo, con la madre, la quale è consapevole di questo e tende quindi a spronarlo per uscire di casa con gli amici ecc. Non è ben visto dai compagni, ha pochissimi amici e anche gli insegnanti hanno un atteggiamento negativo nei suoi confronti, lamentando la sua eccessiva distraibilità e poca partecipazione (nonstante siano consapevoli dei suoi problemi).
Data questa lunga premessa vengo al punto: pochi giorni fa in classe, per allontanare un compagno che lo infastidiva, ha colpito involontariamente una sua compagna ferendola al sopracciglio. Nonostante non ci siano state conseguenze disciplinari il giorno successivo la vicepreside in classe di fronte a tutti gli ha detto che quello che era successo era così grave che D. avrebbe potuto rischiare la denuncia e lui si è messo a piangere per la paura. Di tutto questo D. non ha parlato a nessuno a casa, infatti la madre lo ha saputo da una sua compagna (pensate che la scuola non ha nemmeno mandato una comunicazione ufficiale, ma questo è un'altro problema). Ho consigliato alla madre di parlarene subito con lui, per spezzare questa "catena" di silenzio e riaprire subito un canale comunicativo anche per contenere le sue paure giustificate da un incidente inaspettato.
Nei prossimi giorni lo dovrò rivedere e non so come comportarmi, come parlarne con lui e come dirgli per l'ennesima volta che è bene aprirsi e parlare dei problemi con le persone a cui vogliamo bene. (All'inizio dell'anno per superare il problema dei brutti voti che continuava a nascondermi, ad esempio, gli ho fatto una scatolina in cui poteva lasciarmi dei bigliettini, per superare questa paura di comunicare, ed ha funzionato, ma evidentemente per questo non è stato efficace). Come fare per farlo aprire? Cosa dirgli anche questa volta? Scusate il lungo sfogo, ma ho l'impressione di non fare abbastanza o di continuare a sbagliare senza rendermene conto...
Qualsiasi opinione mi aiuterà, grazie per avermi "letto"![]()


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