Sto cercando testi relativi Al disturbo attacco di panico,in particolare approcci alternativi al cognitivo comportamentale. Se qualcuno sapesse illuminarmi a proposito...
Buona giornata a tutti
Questa discussione si intitola attacchi di panico nella sezione Psicologia Clinica, appartenente alla categoria Forum tematici; Sto cercando testi relativi Al disturbo attacco di panico,in particolare approcci alternativi al cognitivo comportamentale. Se qualcuno sapesse illuminarmi a ...
Sto cercando testi relativi Al disturbo attacco di panico,in particolare approcci alternativi al cognitivo comportamentale. Se qualcuno sapesse illuminarmi a proposito...
Buona giornata a tutti
...puoi guardare il testo "Panico"di Rovetto però non so che approccio abbia, ma leggendo un suo testo per l'esame di stato mi sembra di ricordare fosse per lo più cognitivo.
...al di la della diatriba tra approcci e metodologie diverse o fattori aspecifici credo che in alcuni casi la pratica mostri una certa efficacia nell'uso di alcuni trattamenti piuttosto che altri in relazione a certi ambiti; credo proprio che per l'attacco di panico in questo senso sia stata mostrata più volte una elezione verso la terapia cognitiva e cognitiva-comportamentale










Fossi in te, approfondirei le dinamiche relative alla respirazione.
Nel caso degli attacchi di panico si è, quasi sempre, in presenza di un modo di respirare che si può definire "paradossale".
La persona che prova ansia, tende a respirare più velocemente, e in modo "corto" (senza riempire cioè i polmoni, ma utilizzando principalmente la parte alta del torace. Questo aumenta la concentrazione di ossigeno nel sangue e sbilancia il pH verso il campo di acidità. L'aumento dell'acidità del sangue modifica l'attività dell'amigdala, aumentando la sensazione di paura. Da qui la tecnica di far respirare chi è colpito da un attacco di panico dentro un sacchetto di carta, in modo da ripristinare il pH basico del sangue.
Come ha detto Lucio, le psicoterapie psicocorporeee funzionano piuttosto bene. In esse, infatti, viene posta una notevole attenzione al modo di respirare del paziente. La modifica della respirazione porta ad una modifica delle emozioni associate. Prova.
Buona vita
Guglielmo
Dott. Guglielmo Rottigni
Ordine Psicologi Lombardia n° 10126










Ringrazio Guglielmo per la completezza della risposta e ricorderei all'utente che l'iperventilazione é il fattore scatenante dei correlati fisiologici dell'attacco.
Non il motivo che ne sta alla base: si può risolvere come sottolinea Guglielmo con delle tecniche e si può risolvere anche adando alla base del problema
Grazie Lucio. Ulteriore precisazione. Ho citato le tecniche perché so quanto il vedere una persona colpita da un attacco di panico crei, a sua volta, panico nel terapeuta/psicologo/counsellor e, quindi, ho preferito fornire uno spunto per risolvere eventuali situazioni difficili.
Tuttavia, non è con la semplice applicazione delle tecniche che scompare il disturbo, e su questo hai fatto bene a sottolineare la necessità di "andare alal base del problema" (voglio dire, che ci sia un modo di respirare "sbagliato" è vero ma, ovviamente, occorre chiedersi che funzione abbia questo modo di respirare...).
Buona vita e grazie del PM
Guglielmo
Dott. Guglielmo Rottigni
Ordine Psicologi Lombardia n° 10126
Sul sito www.lidap.it, puoi trovare molti testi che trattano l'argomento panico da prospettive teoriche e psicoterapeutiche diverse, da quelle cognitiviste a quelle cognitivo- comportamentali, alle tecniche di rilassamento, (traing autogeno, bioenergenergetica -Reich, Lowen ed altri- altri app. psicocorporei) nelle loro diverse espressioni, ed alle varie prospettive psicoanalitiche. Potrai trovarci anche testi di approccio psicoanalitico al problema degli attacchi di panico, da Freud in poi, pure da una prospettiva lacaniana, la psicoterapia analitica dialettica, fenomenologica, transazionale, sistemico-relazionale, oltre a molte altre indicazioni utili, se saprai utilizzarle. Oltre ad articoli molto interessanti e testimonianze dirette di persone che hanno vissuto il problema. Gli approcci, sono molteplici e variabili, da quelli sintomatici o apparententemente tali, a quelli piu' propriamente "definiti" strutturali. Ma per comprenderlo, va ben visitato e conosciuto come funziona, altrimenti, se ne puo' avere una visione limitativa e distorta, mentre è possibile trovarci moltissime indicazioni e collegamenti. Soprattutto, bisogna, al di la' di qualsiasi definizione, e prospettiva data, trovare quell'approccio che si sente piu' in sintonia con il proprio modo di vedere il mondo, il disturbo ed il suo significato, per l'individuo, al fine di poterlo superare o aiutare qualcuno con questo problema.
Altro libro è, "Panico, istruzioni per l'uso" E "Vincere il panico", di G. Lanari.
Ultima modifica di RosadiMaggio : 13-11-2008 alle ore 17.25.33 Motivo: errore grammaticale
Gaia
Tessera n° 15 Club del Giallo
Guardiana Radar del Gruppo insieme a Chiocciolina4










Il suggerimento sulla Lidap, che ti ha dato Gaia, credo sia buono per iniziare. Tieni però presente che intervengono a livello solo del sintomo. Sarebbe forse anche utile capire ( e ti può aiutare un esperto) cosa c'é dietro al DP, come ti ha suggerito Guglielmo.
Ciao
salve a tutti, sono molto interessata all' argomento, che ne dite se lo presento per la tesi della triennale? per ora sto al 2 anno ma dovrei intraprendere una terapia personale e mi piacerebbe aprofondire l argomento durante l'anno documentandomi il piu possibile.
Se l'idea vi piace accetto qualsiasi consiglio per la tesi, dai libri da leggere ai siti internet ai seminari, possibilmente a l'Aquila...
grazie in anticipo
attendo con ansia
ciao
Ultima modifica di Irelg_87 : 14-11-2008 alle ore 17.23.13










Mi interessa tutto. vorrei fare una bella tesi e lavorarci tanto. anche se poi la discussione sara di pochi minuti ma non mi importa. Il problema è che sono talmente interessata a tutto che faccio difficoltà a trovare un argomento specifico. pensavo che questo poteva essere carino. mi piacerebbe affrontarlo da tutte le prospettive quindi qualsiasi cosa si possa collegare è da tenere in considerazione.










Per prima cosa, potresti iniziare con il leggerti in modo approfondito e con occhio critico, tutte le classificazioni, criteri e sottospecificazioni della loro tipologia, degli Attacchi di Panico, del DSM IV, dove c'è anche qualche spiegazione su determinate dinamiche che li sottendono.
Poi, se ti interessam potresti leggerti, il libro di Glenn Gabbard, "Psichiastria Psicodinamica", dove sono trattati sia L'ATTACCO di Panico che il DISTURBO di PANICO o DP, ex DAP, in modo ben integrato con il DSM IV. Rispetto al DSM IV, esiste anche una versione DSM IV-TR CASI CLINICI, oltre ad un'altra, "DSM IV- DIAGNOSI DIFFERENZIALE", che riporta anche casi clinici a titolo di esempio.
Cìè anche il Sims, che ha un'impostazione Fenomenologica.
Il DSM IV, nella parte relativa agli Attacchi di Panico, ti rimanda ai Disturbi ad essi piu' frequentemente correlati, in termini di Comorbidita' e di patologie da cui deve essere differenziato e di cui puo' essere una prima sintomatica espressione. Ci sono nin esso, anche molti esempi di Casi Clinici.
Se ti interessa una trattazione esplicativa a livello cognitivo comportamentale, gli ATT di Panico ed il D isturbo da Attacco di P Anico, sono trattati, in questi termini, nel libro di Vittorio Guidano, "Il se' Interpersonale" e "Il Se' nel suo divenire", dove sono inseriti nella teoria dei Significati Personali.
Naturalmente, poi ci sono molti altri testi; forse, dovresti specificare qual'è l'Indirizzo della Triennale, in modo tale da rendere eventuale, la trattazione dell'argomento, congruente con lo steso. O di staccarsene, senza fare troppe confusioni, in termini di orientamenti.
Ciao
Ultima modifica di RosadiMaggio : 27-11-2008 alle ore 07.52.07
Gaia
Tessera n° 15 Club del Giallo
Guardiana Radar del Gruppo insieme a Chiocciolina4