Sono una ragazza di 21 anni e vivo in una famiglia che è letteralmente di pazzi, dove non c'è ordine mentale se non imposto da schemi fissi troppo rigidi appresi dalla generazione precedenti che loro stessi non riescono a seguire perchè non hanno sviluppato un modus vivendi autonomo.. vivono nell'ansia dei ritardi, delle cose da fare, degli errori che si possono compiere...fin nelle minime cose quotidiane come rispondere al telefono, è tutta una complicazione vissuta con ansia. si agitano se non ho messo la catena al motorino, se non gli porto gli scontrini delle spese, mia madre mi annusa le mani per vedere se le ho lavate quando torno a casa da fuori, hanno il fiatone a chiedermi dove vado quando esco e con chi e si affacciano alla finestra. mio padre se perde in casa le sue chiavi si mette ad urlare, e questo lo fa anche mio fratello a 27 anni. mia madre è ossessionata dal conoscere la vita dei propri figli e ha una sorta di raapporto morboso ossessivo con mio fratello..io una volta costretta dai ricatti emotivi le dicevo qualunque cosa poi mi sono rifiutata e mi tiene il broncio perenne e va giù di insulti gratuiti offensivi a me e alla gente che frequento (fallita, puttana, buono quello, buona quella) (non sa che cos'è la riservatezza, dato che non l'ha mai sperimentata..ma ha sempre preteso la massima confidenza dagli altri) anche se lei di sè non ha mai detto una parola perchè dice che non ha niente da dire
per fuggire da ciò ero andata a vivere lontano da casa un anno per fare l'università, dopo vari tentativi, ma non ho resistito..e mi sono ritrasferita nella mia città a fare l'università..mi mancava il contatto con la mia famiglia che è troppo importante e mi lega un elastico che non riesco a spezzare.. mio padre è sempre stato depresso e incolpa me di essere la rovina della sue esistenza per fatti stupidi o irrilevanti come il fatto che torno dopo le 2 la sera il week end e che faccio la distaccata in famiglia e cerco il piu possibile di non pranzare con loro. stare in casa mette solo ansia..mia madre fin da qunado ero piccola mi ha vietato tutto con un'invidia latente che non sa nemmeno lei di avere..il culmine è stato a 16 anni quando mi ero innamorata la prima volta di uno che non le andava bene (neanche lo conosceva) e si metteva davanti alla porta per impedirmi di uscire anche usando la forza...mio padre si coalizzava con lei, mio fratello stava zitto e io passavo le mie giornate a piangere in faccia ai miei senza alcuna reazione, o chiusa in camera a disperarmi e dormire scrivendo tutto su un diario.. non avevo il coraggio di dire tutto a quel ragazzo per paura..quindi fingevo di parlarci attraverso un blog..mentre lui mi aspettava fuori e si chiedeva perchè..ho perso il primo vero amore che era dietro la porta..poi non mi sono più innamorata di nessun altro..
la casa è una specie di porto di mare in cui non c'è mai silenzio e tutti discutono da una stanza all'altra come fossero al mercato..nessuno chiude le porte e non esiste la privacy..io cerco di stare fuori il più possibile ma diventa un tormento come mi sveglio la mattina devo fuggire in biblioteca e tornare la sera è così triste..nello studio rendo poco..
andare a vivere lontano poteva essere una soluzione ma mi facevano pesare ogni centesimo che spendevo e mi facevano sentire in colpa da farmi venire mal di stomaco (non mangiavo più e avevo perso l'appetito) e vari attacchi di panico che cmq ho regolarmente da quando ho 15 anni..
lavorare mi emanciperebbe ma sono sempre stata studiosa e abb intelligente, non voglio perdere un percorso di vita valido che mi realizzerebbe perchè non riesco a vivere a casa mia!
fuggo nei rappori di amicizia o nei ragazzi perchè ci so fare con le persone, le so capire e ascoltare e ci trovo tutta l'umanità che in casa mi è mancata..a volte penso che fidanzarmi attenuerebbe il dolore ma non sono in grado di fare le cose per imposizione e non per cuore!
hanno rovinato la storia più importante della mia vita che poco tempo fa, nonostante i tentativi, non sono riuscita a recuperare (ci rifrequentavamo ma ero ossessiva e maniacale non riuscivo ad aprirmi, avevo un blocco perchè lui non era più innamorato dopo tutto quel tempo,per me invece era come fosse successo tutto il giorno prima ma non riuscivo a esternare le mie emozioni..erano troppo irrazionali e scoppiavo a piangere da sola dopo che l'avevo visto ed ero gelosissima senza motivo) ovviamente è finita e ai suoi occhi ero incomprensibile
forse mi innamorerò di nuovo ma so solo che è una ferita aperta da un sacco di anni che non riesco a superare..nella vita presente do il 20%, il resto è intrappolato nel dolore passato che è una macchia che non riesco a pulire via perchè i miei li vedo ancora come autoritari e mi incutono timore e soggezione anche quando sono in camera mia da sola ho paura di uscirne
perdonatemi. è uno sfogo.
la domanda è se mi servirebbe una terapia cognitivo comportamentale piuttosto che una analitica..mi sento bloccata
scusate è davvero troppo lungo


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