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Linea di confine

Ti odio perchè ho bisogno di te

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[...] Si mollano lentamente gli ormeggi, ci si può avventurare per la propria strada senza la convinzione di incontrare difficoltà spesso immaginarie, inventate dalla paura di perdersi lungo il percorso. E arrivano anche i passi falsi, le ricadute. L’entusiasmo appena nato crolla, si ricade nel buio della paura. Ma lui, lo psicoterapeuta, è sempre lì, testimone della tua nascita, per ricordarti, solo con la sua presenza, che si può ritentare, provare di nuovo a camminare, come un genitore incoraggia un figlio ai primi passi alternati alle prime inevitabili cadute. Tutto avviene spesso nel silenzio, un silenzio più eloquente di ogni parola.

Ma lo psicologo, padre e madre, diventa anche il bersaglio della propria rabbia. La dipendenza è spesso avvilente, spesso si pensa senza dirglielo: <<per avere l’affetto e la sicurezza che non ho trovato, devo venire qui. E tu stai lì, seduto, come se niente fosse, senza rispondere alle mie domande, senza muovere un dito mentre io darei una mano per un tuo gesto di affetto! Eppure ti pago, e molto anche, per avere quello che gli altri hanno senza faticare. Sono costretta a elencare tutte le mie angosce, le mie paure, le mie debolezze, quelle che, fuori da qui, cerco di nascondere! Non so neanche dirti questo apertamente, ma tanto è certo che, attraverso un mio lapsus, mi sarò già tradita. Non verrò più, non sprecherò neanche un altro minuto del mio tempo inutilmente. Sto male come 6 anni fa, non mi hai aiutata neanche un po’. Ti detesto perché sei forte, più forte di tutti, grazie al tuo silenzio che certo a te non costa niente! Oppure usi le tue associazioni da manuale! Ti odio perché ho bisogno di te!>>

Ma si esce sconfitti, perché dentro di sé già non si vede l’ora di tornare per vedere se il tuo bersaglio è ancora lì, malgrado gli attacchi ricevuti. Ed è lì, lo psicologo, come sempre incrollabile, per dimostrarti che si può anche essere arrabbiati senza distruggere il mondo intero e, soprattutto, il tuo oggetto d’amore che lui rappresenta. È così che, senza accorgersene, s’impara a convivere, passo per passo, con le proprie rabbie e insicurezze, acquistando la sensazione di poter essere accettati dagli altri, o semplicemente di “essere”.
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Commenti

  1. L'avatar di willy61
    ANNUNZIO DI PRIMAVERA
    Se sciolto il gelo.
    Un'ansia soccorrevole si stende
    sui grigi campi ignudi, all'improvviso.
    I ruscelletti mutano la voce.
    Labili tenerezze
    trascorron, giù dall'etere, la terra.
    Vanno i sentieri, lieti d'apparire:
    vanno lontano.
    E per l'albero spoglio, ecco, d'incanto,
    tu vedi - espressa - un'anima salire.

    Rainer Maria Rilke

    Buona vita e grazie

    Guglielmo
  2. L'avatar di kaory_78
    Un'introspezione veramente profonda...

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