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Racconti

Misteri...

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Panico.
Dove accidenti spariscono gli oggetti?
Che sia un illusione?
* Se non capisci lo schema, non puoi farci niente: ignora quello che non capisci per ora, e va avanti.* il Rospo era in modalità saggio orientale.
E non era un consiglio cosi brutto.
" Signora si calmi...faccia un bel respiro...troveremo il modo di ritrovare la collana, bisogna mantenere la calma... " lei non lo stava nemmeno ascoltando.
" Non sono in grado di fare esorcismi, non posso farcela da solo. Ho bisogno di supporto da parte di terzi...ma intanto, il mazzo di carte. Forse è la chiave di questi avvenimenti..." rifletteva ad alta voce.
" Lei...faccia qualcosa, la prego, la pagherò qualsiasi cifra, sono ricchissima, prenda cosa vuole, ma faccia sparire questi fantasmi!" strillava in preda alle lacrime.
" Deve rimanere calma! L'agitazione da loro potere, stia calma...sono tutte illusioni, non possono fare nient'altro..." mentiva consapevolmente, ma era per il suo bene, e si sforzò di recitare bene la parte.
" Adesso con molta calma, veda di farsi dire da Jack qual'è la combinazione...e bruciamo quel maledetto mazzo, una volta per tutte. Spezzata la maledizione, sarà tutto più facile." continuò risoluto.
Claire, la serva si affrettò a recuperare il cellulare , mentre il maggiordomo, scommetteva che si chiamasse Alfred!, accompagnava la signora a sedersi e a farle portare un po di scotch doppio.
In effetti, ci stava, dopo quegli eventi.
" Va bene...lo farò. Gli dirò che mi serve la combinazione per...l'assicurazione. Della macchina, dirò che l'autista ha fatto un incidente e servono i documenti...gli mando un messaggio..." con cura meticolosa, la donna scrisse in fretta il messaggio, rinfrancata dal caro vecchio alcol.
Dopo poco, richiamò il marito.
Qualche sceneggiata di lui, ma lei era rimasta calma e diretta, dicendo che l'alternativa era doverlo richiamare a casa.
Alex era preoccupato dell'idea, ma lei sembrava sapere il fatto suo: a malincuore, le diede la combinazione e chiuse dopo poco.
Qualunque cosa stesse facendo, gli importava più di continuarla che di mantenere il segreto.
Ma forse sottovalutava la moglie...
Una cosa che lo stupiva, era che l'entità NON avesse più fatto niente per manifestarsi o creare disagi.
Seguì la donna, e appena apri la cassaforte e tocco il mazzo, iniziarono nuovi fenomeni di telecinesi.
Ma era pronto: un bell'accendino e lasciò bruciare il tutto nel cestino della carta straccia.
Erano solo illusioni lo sapeva, e le ignorò stoicamente , fino a che passarono.
" Bene...se tutto va bene adesso, la situazione dovrebbe calmarsi nel giro di qualche ora...ha il mio numero: se dovessero continuare gli episodi mi contatti. Tra un paio di giorni potremo discutere del mio onorario. Arrivederci."
Fece dietro front, mentre la donna annuiva un po troppo velocemente con la testa, si riprese guanti e cilindro per tornare a casa.
Sperando che non gli capitassero altri eventi assurdi...
Almeno non si era dovuto affogare o seppellire! Che bell'inizio giornata.
Erano le dieci e mezza, e passato il fresco mattutino iniziava a sentire caldo, impacciato poi nei movimenti.
Senza contare gli scongiuri e le occhiate divertite o preoccupate di chi lo vedeva.
Il suo prossimo obiettivo era trovare un regalo adatto ad una bimba di 13 anni.
Il suo primo pensiero bacato era una tavoletta Oujah, ma era sicuro che avrebbe demolito il rapporto di amicizia con Della Vita.
Decise di tentare qualcosa di più classico e giovanile: qualcosa che potesse piacere ad una ragazzina senza suscitare ire dal padre.
Un computer l'aveva di sicuro, ma l'idea migliore gli venne dopo: c'era un cofanetto con tutti gli episodi di Death Note, con disegni originali e interviste tradotte agli autori, compresi i tre film live action.
Era una discreta spesa, e si ricordò solo al momento che era assolutamente al verde.
Non si era fatto pagare dalla signora Smithson, e presto avrebbe avuto anche l'affito e le bollette da pagare.
Certo, poteva fregare anche la morte di fame con il suo numero preferito ma... non era il caso.
Anzi, non aveva nemmeno il portafogli con i documenti con se.
Genio.
Si strinse le spalle, e decise di tornare indietro quando una voce lo richiamò.
" Mi hai negato un po di sana vendetta...almeno ci ho guadagnato la collana, ma non so se basterà sai? Forse mi rifarò sui tuoi di beni, ficcanaso che non sei altro."
Oramai era abituato a voci nella testa, anche se stavolta le sentiva fuori, quindi non si scompose nemmeno.
" Accomodati pure, non ho nemmeno il portafoglio. Puoi rubarmi i vestiti però: anzi, se lo fai in pubblico mi dai pure una mano. Attirerò l'attenzione e mi farò pagare per raccontare in tv l'evento." gli disse spassionato.
Dall'altra parte, (!?) l'uomo si mise a ridere.
" Certo che pari veramente un becchino! Però hai le palle... che cosa sei? Un ghoul?" disse canzonatoria la voce.
" Non so nemmeno cosa sono per te, di certo non sono uno zombie. Vado di giorno, e vedo i morti: fai te. Io dico che sono un medium." gli rispose.
Ecco, questo era il mondo di fregare il "grande piano degli eventi".
Si aspettano che vai nel panico e ti dimeni, e tu invece gli vai contro e li confondi a tua volta.
E' cosi che dovrebbe funzionare: il più furbo frega il meno attento.
Sempre meglio della cara vecchia legge del più forte...
" Secondo te sono un fantasma?" gli chiede interessato.
" Non sei ne un fantasma ne uno spirito. Sei assolutamente umano: questo odio multiforme, risentimento infantile è tipico della nostra specie. Se fossi stato membro dei regni invisibili ti avrei scovato in un nanosecondo." aggiunge pacato.
" Bravo, ben detto... " gli rispose di rimando la voce, pensierosa.
" La cosa brutta è che sei pure un ladro." fece una smorfia con l'ultima parola.
" Ah, tu non sai cosa è successo, parli facile tu! Ti sei immischiato in cose che non sai..."
" Davvero quella donna ti aveva fatto uno sgarro? Mi viene difficile da crederlo" gli risponde strafottente.
" La donna no, è il marito che mi ha fatto incazzare. E deve pagarmi, sino all'ultimo penny." risponde acido.
" Vedi? Se eri davvero onesto, te la prendevi con lui, non con quella donna. Se Jack ti ha ripulito al poker, dovevi spillare soldi suoi, non i regali alla moglie. Lei non c'entra, lo hai detto tu."
" Uhm... e non hai neppure torto... in effetti non fa una grinza, lei non c'entra... e va bene, le restituisco la collana. Ma tu hai bruciato il mio mazzo. Come mi risarcisci?"
" Senti quest'idea e dimmi se ti piace: tu mi dici quanto ti deve Jack. Mi garantisci che non accade più nulla di strano a casa loro e dico che quella è la cifra per un rito di protezione contro la maledizione. Dico che è stata colpa di Jack e del mazzo, e poi ti prendi la tua parte. Pulito pulito. Tanto la colpa sarà sua, e pagherà di fatto lui."
" Tu, sei, un, genio. Se fa storie, tu dici che te ne lavi le mani e li tormento, facciamo una sceneggiata e rendiamo tutto più credibile. Le ho ridato la collana, intanto."
" Guarda, la chiamo subito e le spiego la storia: quanto ti serve? "
" L'ho rimessa sul letto, venti mila bigliettoni. Aggiungi la tua parte, e siamo a posto." replica.
" Signora Smithson? Sono io... ho una buona notizia e una cattiva notizia... la buona notizia è che la maledizione sulla sua casa si è infranta. La cattiva, è che invece si è addossata a me bruciando il mazzo.
Sono costretto a chiedere un compenso molto alto per i materiali e le ricerche che dovrò sostenere...la collana intanto è ora sul suo letto...sono riuscito a domare lo spirito.
Si si, non dovrebbe tornare a casa sua...ma in compenso starà da me.
La cifrà è 22 mila dollari, e deve essere suo marito a darmeli, perchè abbia effetto la controfattura.
Intendo, prese proprio dai suoi fondi. Sono piuttosto sconcertato di dover spezzare una maledizione addosattami dai pasticci dei clienti, senza offesa, non è rivolto a lei ma a suo marito...se dovesse fare storie, mi spiace ma sarò costretto a "rispedirla al mittente" , se farà storie.
Se li può accreditare al mio conto, e poi si fa pagare da suo marito? Solo se provengono da un suo conto personale a cui lei ha accesso: altrimenti potrebbe versarmi anche il triplo e non servirebbe a niente per me...sa cosa ha provato, conto molto sulla sua empatia...la ringrazio signora, attenderò una sua chiamata per sapere cosa ha deciso il marito.
Se entro due ore non riceverò risposte, sarò costretto a ...signora non è una mia scelta: ho altri affari e altre persone che cercano il mio intervento, non posso lavorare in questo modo. Gli può dare il mio numero , anzi le pregherei di farlo: cosi può contattarmi personalmente e chiariamo la situazione. Ma velocemente, la prego."
E parti una risata satanica da parte dell'uomo misterioso.
Che prese pure a parlare in un linguaggio a lui sconosciuto.
" Non si spaventi...mi sono distratto e ha ripreso a parlare, mi scusi ma ora devo chiudere...a presto."
E chiuse.
" Due mila dollari? Non male come parcella eh? Chissà quante sceneggiate di questo tipo...volpone. E poi dai a me del disonesto" ridacchiò.
" Nessuna sceneggiata: davvero ho messo a riposo diversi fantasmi. Anche perchè sono costretto: li vedo continumanete... ho anche incontrato un lupo mannaro e ieri sera un vampiro. E non scherzo: esistono davvero."
Si aspettava qualche risata, invece il tipo lo prese sul serio.
" Aspetta...sei un Vincolato? Uno di quelli con i fantasmi mezzi spiriti legati addosso?"
Alex che si era rimesso a rinforcare la bicicletta scese subito.
" Si... lo sei anche tu? Hai poteri che non conosco ancora? Lo sono da due mesi."
" No...aggiungi alla lista di stranezze i maghi. Si, so fare magia... mi chiamo Roma, nell'ambiente. Sai, nickname e simili, anonimato e queste belle storie. Noi li chiamiamo magie simpatetiche.
Posso vederti a distanza, sentirti, parlarti e toccarti, anche se ricevi solo una sembianza di sensazione.
Come vedi traposrto oggetti a volontà, o quasi. E altre cosucce. Tipo leggere nel pensiero, anche a distanza.
Sò quando una persona mi mente o meno, e tu non hai mentito affatto, tranne in parte quando parlavi alla donna...bene, ho aggiunto un po di conoscenze sia al mio che al tuo bagaglio, ogni tanto ti terrò d'occhio per prendere i miei soldi, e poi...ti lascerò in pace, basta. A meno che non ti trovi troppo interessante."
" Guardone... invece, se ti mancano aiuti nel campo spettrale, sai a chi rivolgerti. Le mie tariffe non sono cosi alte, lo faccio per campare...è che sono al verde e quelli sono ricchi davvero.
Ieri mi hanno pure rapinato dei teppisti che mi hanno quasi ucciso, ma ho saputo vendicarmi..." era iniziata la gara a chi l'ha più lungo, a suon di competenze occulte e sboronate sulle proprie imprese.
" Che hai fatto? Li hai fatto infestare dai tuoi amici morti?" Roma si stà divertendo.
" Nah...dopo che mi hanno quasi ucciso ho usato un trucchetto per proiettarmi come fantasma...e li ho seguiti. Ho scoperto dove si riunivano i loro traffici di droga e ho fatto una soffiata alla polizia. Giusto per gradire..." usa il suo tono più superbo.
" Però, mica male...sei un giustiziere?"
" Se capita, non mi tiro indietro. Io però ho priorità con i morti: oguno al suo posto, e tutti siamo amici.
Ecco la mi filosofia."
" La mia è simile: solo che mi devo fare i cavoli miei in pace, se non mi vai contro e non fai porcate non c'è problema, appena uno sgarra gliela faccio pagare...e cara. Poi sai com'è, già che ho i super poteri come gli eroi dei fumetti, ma sono più furbo, me la spasso un po..." il suo accento italiano era autentico, dal vago esame di Alex. Un po diverso da quello del nonno, ma era quella l'intonazione.
" Bene...allora non c'è bisogno di altro: vado a cambiarmi... non che mi piaccia sapere che mi puoi spiare, ma non posso farci niente. Peggio per te se mi guardi sotto la doccia." fece spallucce.
La risata di risposta seguito da un commento a lui incomprensibile fu il saluto e congedo di "Roma".
Etichette: horro, racconto
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