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Racconti

Cosa è la vita senza qualche complicazione?

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Jimmy Della Vita aveva accompagnato con un espressione molto contrariata, e schifata sopratutto, Alex e gli fece mille domande su come avesse le informazioni sul ritrovo dei teppisti, il nascondiglio della droga e l'informazione sul contatto.
Lui non era della narcotici, era della sezione furti e rapine: non che gli spiacesse raccogliere favori con qualche soffiata.
Alex rispose soltanto " Mi sono addentrato nella feccia della città: si nota no? E poi non ci crederesti, quindi che senso ha sprecare fiato?" < gracchio, aveva la gola ancora scorticata dagli acidi e liquami che aveva ingerito e poi vomitato.
La prima cosa che avrebbe fatto a casa era imbottirsi di antibiotici.
Arrivato a casa ringraziò il poliziotto: l'appuntamento per la tarda mattinata saltava, avrebbe avuto altre cose da fare e si era ricordato il compleanno della bambina.
Tredici anni: l'aveva pure invitato a fare un salto, quella sera se gli andava, alle nove.
" Uhm, cercherò un regalino adeguato Jimmy : cosi ti sdebiti per il pranzo che dovevi offrirmi eh? Sta bene la sera. Farò un saltino e via. "
Questo invito era un pò strano: non è che fossero mai stati cosi amici, ma era troppo stanco per badarci.
Arrivato a casa si fiondò nella doccia, mise i vestiti in lavatrice, quel che rimaneva della maglietta, e si fece da solo un iniezione, dose massima.
Se rischiava di morire nel sonno per qualcosa, il Geist l'avrebbe notato e si sarebbe svegliato in tempo per andare in ospedale.
Male che vada, sapeva benissimo cosa fare... ma due volte a poche ore di distanza, era troppo perchè potesse sopportarlo.
Passò una nottataccia e si svegliò per vomitare almeno tre volte: sonno scarsissimo, ma in qualche modo al mattino era di nuovo in forma.
Aiutino del geist, probabilmente: gli aveva accennato che droga e veleni avrebbero avuto un effetto ridotto sul suo metabolismo.
Ore sette e mezza, riuscì persino a fare colazione e si diresse in bicicletta sino alla casa della ricca Cloe Smith.
Moglie di un produttore di teatro di discreta fama, ma ottimo giocatore di poker.
In pratica un baro e organizzatore di bische clandestine.
La donna era tutt'altro che una bellezza, ma aveva una discreta dote: una storia sdolcinatamente romantica.
Riguardo l'amore per i soldi ovviamente.
Si era messo il suo completo più pulito, quello che indossava per i funerali cioè.
D'altra parte lei voleva un medium: che c'era di male?
<<Dlin Dlon>>
Al campanello arrivò una graziosa cameriera con tanto di grembiule e completo vecchio stile sorridente ad aprire.
Vedendolo in volto il suo sorriso si gelò e non seppe che dire.
" Alex Scirocco, la signora Smithson mi attendeva per la seduta medianica. Può dirle che sono arrivato." la imbecco.
" Oh...si, si signor Scirocco prego, entri si accomodi: la signora l'aspettava e arriverà tra un momento." disse di colpo tutta affrettata. Gli indicò una poltrona e levandosi il cappello a cilindro e posandovi dentro i guanti le fece un cenno.
Ad una prima occhiata, non avvertiva alcun freddo da morte nelle vicinanze. E non percepiva la presenza di alcunchè.
Arrivata la padrona di casa, vestita con una vestita come pronta per uscire, e con una collana di diamanti indosso, l'accolse.
" Benvenuto, signor Scirocco, sono lieta che sia stato perfettamente puntuale. Se vuole seguirmi nel salotto, potremo parlare tranquillamente e in privato." Dritta al punto, fece un gesto leggero con la mano, e la cameriera sparì di volata.
Esaminò bene la sua futura datrice di lavoro, e notò che almeno portava bene la sua età.
Sembrava appena aver raggiunto i cinquanta, ma invece ne aveva sette e mezzo in più, e qualche giorno.
" Vedete, credo che la casa sia infestata...ho avuto sentore di strani suoni la notte, e ho visto nel salotto oggetti muoversi in volo. Mio marito è un ateo convinto e accanito, mi avrebbe liquidata come pazza...quando
Claire, la serva che vi ha aperto, ha visto assieme cosa era successo, ci siamo spaventate a morte e ha cercato, dietro mio ordine, un esperto del settore.
Per questo siete qui... osservate liberamente." < apri la porta e una stanza lussuosa come non ne vedeva nelle pubblicità degli alberghi gli si parò davanti nel suo splendore.
La sua vista non recepiva niente, di nuovo.
" Madame, devo chiederle il permesso di entrare in trance per breve tempo...ho bisogno di potermi sedere."
" Ma certo, si accomodi, non si dia pensiero...può darmi una prima impressione?" chiese con tono petulante.
Ma lui era pronto.
" Non penso sia presente attività spettrale in sè: non legata a questa stanza.
Normalmente i fantasmi non hanno grande libertà di movimento, sono vincolati a persone e luoghi ben specifici: non importa a che distanze, si possono trasportare dall'una all'altra.
Il problema è quando sono legati ad interi edifici: in quel caso hanno accesso all'intera area oltre ai confini.
Esiste la possibilità che si tratti di presenze di altro tipo, in quel caso non potrò garantire la risoluzione e se fallirò non dovrà pagarmi nulla." il suo tono professionale e serio sembrò fare colpo sulla donna.
Probabilmente si aspettava un imbroglione e imbonitore, ma il seme del dubbio le si era palesato in volto.
Accomodato sulla poltrona più vicina, Alex iniziò a fare un altro trucchetto: possessione inversa.
Ovverò, invase lui il corpo spettrale del Rospo, e potè esaminare nella sua interezza, il regno cosidetto crepuscolare.
Solo che cosi, non poteva lasciare il suo corpo: i suoi sensi si sdoppiavano, ed era sia nel fisico, che nel crepuscolo. Avrebbe dovuto spostarsi fisicamente per andare nelle varie aree.
Non il vero mondo degli spiriti, ne l'oltretomba: un piano a metà strada tra entrambi.
Nel regno del crepuscolo era presente uno scenario simile, ma al posto del salotto c'era una biblioteca.
Non vide alcuna presenza.
" Signora da questo momento sarò estremamente concentrato, non si preoccupi se sembrerò parlare all'aria...mi stia davanti, cosi mi sarà più facile notarla..." le fece un cenno e lei ancora più perplessa esegui le sue istruzioni.
Decise di fare un giro per le stanze, e arrivato ad un soggiorno, notò effettivamente qualcosa.
C'era una specie di spiritello, dalla forma di una bottiglia di whisky antropomorfa , grande quanto un alano che era legata alla riserva dei liquori.
" Salve alcolico..." lo salutò cosi, disse all'armadietto.
" Eh? E tu chi sei? Mai visto una rana cosi grande, per tutti i Jack Daniel! Da dove vieni?"
Grazie alle fattezze rospesche, non era facile notare il divertimento e l'espressione tirata per il non ridere di Alex.
" Sono stato chiamato dalla signora Cloe Smithson... pare che nel salotto , anche se a me sembra una biblioteca, ci siano stati strani spostamenti di oggetti, li ha visti anche una delle serve..." chiese.
" In salotto? E' vero... si sono prese un bello spavento, e la cara Cloe ha quasi rovesciato per intero il povero bourbon... povera cara, era davvero sconvolta... non c'entro io, sia chiaro.
E' colpa del marito , Jack: è uno sciamano da quattro soldi te lo dico io.
Ha smesso di bere e si è venduto ad uno spirito sorte, una specie di mazzo di carte da poker semovente, puah." fece la bottiglia animata disgustata.
" In che senso venduto? "
" Ha fatto un patto: quello si sta lentamente fondendo, e Jack ha iniziato a spaventarsi e lottare.
Per tutta risposta, lo spirito si è staccato, ma ha iniziato a usare qualche numen per allucinare e imbrogliare.
Non c'è stata alcuna vera manipolazione, solo illusioni. Se vuoi fare una bella stangata, brucia il mazzo di Jack, quello che tiene nel suo studio, in cassaforte.
E' il suo collegamento: sarà facilissimo vedrai. Ah, dì anche alla cara Cloe di comprare altro champagne, le scorte stanno finendo. E quando vuoi fare un giro, alla salute eh!" ridacchia.
" Sarà fatto..." terminata la possessione inversa, cercò di spiegare l'accaduto in termini che potesse capire.
" Bene signora... in pratica è successo questo: suo marito ha un mazzo da poker che è maledetto. Bisogna distruggere il mazzo che tiene in cassaforte, nello studio.
Mi è stato riferito che ha anche qualche conoscenza sciamanica...le risulta che abbia iniziato a interessarsi di occulto recentemente?"
La donna sbiancò.
" In effetti si, aveva vinto un mazzo da poker francese da un italiano, molto elaborato e di buon gusto...vi era anche un libro piuttosto grande, in copertina nera con degli orribili demoni in copertina.
Diceva che era un fantasioso manuale di strategie, e ne era diventato geloso...mi spaventava quella cosa e...non conosco il numero della cassaforte, ma troverò un sistema.
Lei è sicuro che..." non la lasciò terminare.
" Sicuro come è vero che farebbe felice questo armadio dei liquori prendendo altro champagne, stà finendo dice." aggiunse serissimo.
L'armadietto era chiuso, e dentro non si vedevano le bottiglie.
La donna rimase a bocca aperta, con la mascella tremante: era il chiaro segno che era totalmente persuasa.
" MA I CAZZI TUOI NO EH?! LUI APPARTIENE A ME!"
Una voce maschile dura e tagliente si era sentita nell'aria.
La donna emise uno strillo terrorizzato, e la serva, ansante aveva aperto la porta, seguita da un altro uomo della servitù agitati.
" Signora, tutto bene?!" chiesero in coro.
" Lo spirito! La prego, lo scacci, lo mandi via!" strillò lei isterica mentre scappava.
Facendo appello nuovamente alla possessione inversa , andò a vedere chi aveva parlato.
Non era un potere di fantasma, questo lo sapeva: era uno spirito burlone, e anche parecchio incazzato.
Tuttavia non c'era nessuno, non nel piano crepuscolare.
"Alcolico" scosse il capo.
" Amico, guarda che non è nemmeno nell'Ombra...questo non è nemmeno Pokerissimo...non è la sua voce.
Stavolta non ho davvero idea di chi si tratti..." borbottava spaventato, tormentandosi il tappo, la bottiglia animata.
" Ok...Rospo, tu che mi dici? Hai idee?" pensava tra se e se concentrato.
Ma qualcosa lo spinse, non abbastanza forte da spingerlo, ma la sensazione fisica era chiara.
Uno spintone.
E di nuovo parole.
" Non puoi fare niente, stronzone: non hai alcun potere qui! Tornatene a casa tua, questa ora è MIA MIA MIAAAA!" urlava.
" E' tutto qui quello che sai fare? Urlare come un ossesso e spingere? Puah, andiamo, puoi fare di meglio no? O hai paura, cagasotto? Cagasottooo! Cagasotto, cagasotto!" era diventata una questione di principio.
La sensazione di un pugno in bocca gli arrivò, seguita da altri spintoni.
Alex rideva sotto i baffi " Lo sapevo, non puoi fare nient'altro...ahahah anche una nonnina picchia più duro di te, impotente" lo derise, sempre di più.
E questa volta si dovette ricredere: iniziarono a sparire oggetti, soprammobili, fermacarte.
Risucchiati nel nulla, senza che capisse come poteva fare a fare queste cose.
La signora Cloe iniziò a urlare, un urlo tanto forte da sentirsi perfettamente nonostante fosse distratto a percepire il crepuscolo.
La collana di Cloe era sparita.
Questo era proprio un bel mistero...
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