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Racconti

Pericoli...

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Oramai Alex l'aveva lasciata andare, aveva deciso.
" E' inutile che sbotti: me l'hai detto tu. Non ero pronto per questa lotta, e attirare attenzione con il trucchetto significava perdere potenzialmente il territorio. " pensava tra se e il geist.
* Come te la cavi con le armi? Ti servirebbe un po di istruzione al riguardo da quanto ricordo dello scontro con il revenant...* gracidò il Rospo.
" Si, diventerò un maestro di spada, contaci. Lasciami solo dai..." fece per alzarsi.
Si sentiva sfinito, emotivamente più che fisicamente, e si decise a tornare al suo appartamento.
Il giorno dopo aveva un incontro con una cliente danarosa per una seduta preliminare, e poi a mezzogiorno incontrarsi in stazione di polizia con Jimmy Della Vita.
Avesse ricordato meglio l'arruginito italiano di suo nonno, si sarebbe accorto dell'ironia della cosa.
Era preso dai suoi pensieri e non si accorse del punk con catena che gli aveva sbarrato la strada.
" Di qui non si passa amico...pedaggio. E' tutta salute..." un teppistello. Piazzato e armato però.
" Anche qui è pedaggio...fuori la grana!" Due , teppistelli. Questo invece era armato di coltello.
* Dagli i soldi e vattene...non rischiare la pelle inutilmente Alex, non ha senso due contro uno...non puoi farcela.* gracidava il Rospo.
Ma Alex era di ben altra idea.
Non sopportava di essere una preda, era già morto in modo simile una volta e aveva le idee chiare: mai più senza combattere.
Certo, la morte ha uno schema, ma questa sera voleva davvero gabbarla in altro modo.
Loro non se ne potevano accorgere, ma evoco un piccolo dono del suo amico, il Rospo.
Era la parte fisica del loro Vincolo: una torcia da sub anni 80/90, perennemente piena di melma e alghe, ma perfettamente funzionante.
In realtà gli serviva solo per supporto, come catalizzatore per quello che gli serviva davvero. Alle sue spalle aveva un cassonetto e lasciò cadere in cima, senza rumore la torcia.
Invocare un Sudario di Ectoplasma direttamente dal suo geist, affinchè ricoprisse come una leggera armatura la sua figura.
Rimase muto, mentre l'aspetto roccioso del Rospo si sovraimponeva su di lui.
Non era un granchè come protezione: una giacca da motociclista sarebbe stata altrettanto utile.
" Capitate male: ho speso tutto in drink al bar. Ve ne andate da soli, o facciamo una bella cosetta a tre, uhm?" rispose con un sorriso storto.
Si aspettava la loro reazione.
Il tizio con la catena era preparato, e fece roteare la catena sopra la testa troppo in fretta: al momento di lanciarla, Alex aveva già scansato la testa.
Aveva però esposto il fianco, e il tizio col coltello trovo facilmente il suo fianco: non era un colpo mortale, ma un taglio lungo che strappò la maglietta e macchiò di sangue per terra.
Ma non solo di sangue.
Un denso muco bianco ribollente usciva dalla ferita, visibile anche ai non medium, che copriva e cicatrizzava la ferita.
" Oh Cristo! Gesù ma che è..." il tizio col coltello era spaventato, distratto, e Alex ne volle approfittare per dargli un robusto calcio all'inguine.
Una gran bella mossa... se avesse funzionato: aveva solo sprecato le sue energie, ed era ancora circondato dal tipo con la catena.
Questa volta aggiustò il tiro e colpi al petto Alex.
Un rumore leggermente sordo, l'armatura l'aveva in parte protetto, ma il dolore c'era lo stesso... si metteva male.
Si metteva anche peggio, perchè il tizio invece di scappare, si lanciò su di lui con furia colpendolo tra le scapole...un colpo violento, duro... il tipo era andato di testa e aveva fatto centro niente da dire...
Stavolta nemmeno l'abilità soprannaturale era riuscita a tenere l'impatto, e la sua ferita prese a sanguinare...decisamente.
Aveva smorzato metà del colpo, ma il muco bianco fumante non riusciva a coprire tutto il sangue...mancava poco, prima di mettersi davvero male.
Ad Alex venne in mente un altra follia... lanciarsi addosso al tipo col coltello, contro ogni buon senso.
Lasciò perdere e cercò invece di scappare, inutilmente: il tipo con la catena gli aveva di nuovo sbarrato la strada.
Erano decisi a pestarlo a morte, niente da fare...
Il teppista col coltello si prese di nuovo di coraggio " Questo è un mostro, un mutante del cazzo! Io lo ammazzo!!" urlava, spaventato e fatto di droga, pronto a ripetere la carica di prima.
E con un discreto successo, una seconda pugnalata, assolutamente sufficente per metterlo al tappeto.
L'ectoplasma non poteva più fare niente per lui, i danni erano troppo gravi per smorzarli.
Ma non crollò nell'incoscienza.
" Ora facciamo un bel giochino eh merdaccia?!"
Alex non reagì, e si lascio catturare dalla catena, troppo debole e lasciò che quello gli finisse alle spalle con l'intenzione di bloccarlo.
L'uomo col coltello aspettò per vedere quando era immobilizzato per dare ad Alex il colpo di grazia.
Il suo piano era di scrollarselo di dosso nel momento in cui il tipo si avvicinava, ma non ci riuscì.
Era come tagliare la carne dal macellaio, e questa volta aveva preso il polmone.
Alex era molto vicino alla morte e si lasciò cadere in avanti.
" Wooa...mostro del cazzo...prendi il portafogli, svelto!"
Presero il magrissimo bottino: appena 5$ più il portafoglio, niente documenti grazie, e scapparono, lasciando Alex sanguinante a morte nel vicolo.
Non tutto era ancora perduto...ma doveva agire in fretta.
Solo la potente connessione col Geist gli permetteva di non svenire, anche se il dolore lancinante lo aiutava a rimanere vigile...aveva bisogno di acqua ...o al limite di abbastanza terra da potersi seppellire.
Si rialzò, coperto di sangue , respirando malissimo a causa delle coltellate al petto e come uno zombie malmenato, barcollò sino a trovare la sua piccola ancora di salvezza. Un tombino per le fogne.
A forza, lasciando una scia rossa, sollevò il coperchio e si trascinò di sotto.
Si lasciò cadere, tanto era già abbastanza malmenato...e l'armatura fantasma l'avrebbe protetto da quei miseri tre metri di caduta.
Atterrò con un lamento doloroso non da poco...ma era arrivato alla sua metà.
Acqua putrida, liquami maleodoranti e infetti, ma per lui ancora di salvezza.
Ora veniva la parte "piacevole" : doveva annegarci.
Con gli ultimi barlumi di forza che gli erano rimasti, si tuffò in acqua, sforzandosi di aprire le sue vie aree per ingurgitare la stomachevole mistura tossica e iniziare a soffocare...giusto un poco.
E lo fece... iniziò a sbloccare di nuovo il suo trucchetto preferito.
Il suo corpo smise di soffrire, e la sua proiezione astrale si librò sopra il corpo martoriato che aveva smesso di sanguinare e "arrossare" l'acqua.
La stasi perfetta e innaturale...
Ora era libero dal dolore...ma non dalla sete di vendetta.
* Sei stato patetico...e fortunato. Cosa volevi dimostrare?* ringhio disgustato il Rospo.
" Ora lo vedrai...questi due assassini avranno la mia VENDETTA* urlò a sua volta.
Prese quota, passando attraverso il cemento e poi l'asfalto come se fossero aria fine.
In effetti, prese sin troppo slancio: era già a quattrocento metri d'altezza.
Si, la sua velocità di volo era sulle trecento miglia orarie, in tre secondi poteva superare i quattrocento metri.
Niente male eh?
Abbassò rapidamente quota e riprese la mano, mentre il suo corpo rimaneva nei liquami fetidi.
Come l'ombra di un tornado, trovò molto facilmente il duo.
Il tizio con il coltello si era sporcato di sangue, del SUO sangue e se l'era tolta arrotolata e sotto braccio mentre si stavano fumando una canna.
Rimase li, appostato, sentendo i loro nomi, osservandone bene i visi...aveva all'incirca 4 ore di autonomia prima di tornare nel suo corpo risorto.
Fece un bel bottino di informazioni: non scopr' i cognomi, ma dove vivevano, che facevano parte di una banda, i nomi degli altri loro membri...e con sua somma gioia, dove nascondevano la droga.
Erano spacciatori tra le altre cose, e si erano incazzati per il casino fatto.
Troppa attenzione...si, aveva ragione.
Erano le 11 di sera, e all'una erano tutti e 5 a dormire, l'indoman mattina gli aspettava una consegna importante.
Un sorriso inquietante si pitturò sul volta di Alex.
Schioccò le dita, mentre in niente si ritrovò di nuovo nel suo corpo: emerse di nuovo, alla solita moda dei pesci volanti dritto sul bordo.
Vomitò per un quarto d'ora l'acqua schifosa che gli era andata addosso...avrebbe quasi preferito morire, e puzzava in modo orribile.
Almeno i liquami avevano lavato via il sangue.
E la sua pelle era di nuovo a posto, senza tracce: niente prove, ma aveva ben altro.
E serena e tranquillo, telefonò a Della Vita, svegliandolo ma dandogli una notizia abbastanza succosa da farsi perdonare e ottenere anche un sentito ringraziamento.
Come ricompensa però, pretese di essere venuto a prendere e riaccompagnato a casa: non sarebbe entrato facilmente in un mezzo pubblico, cosi puzzolente.
E in condizioni normali, Della Vita gli avrebbe sparato invece di permettere di inzozzare la sua macchina.
Giustizia era stata fatta...il suo ego, aveva tramutato una morte quasi certa per mano di due aguzzini, in una retata e smantellamento di una banda di tossici e spacciatori.
Los Angeles 1, Cattivoni 0.
Evvai.
Etichette: horror, racconto
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