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Racconti

Dire, fare, mordere?

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La faccia di Alex era tutt'altro che da poker, era visibilmente sbiancato.
La donna, che era anche truccata bene per esaltare il suo pallore gli strinse la mano a sua volta, con una presa salda ma nient'affatto inumana.
" Ti devo ringraziare per la birra, ma stasera devo guidare per tornare a casa. Non te la prendere... ti dispiace se ti faccio compagnia ad un tavolo? Sono nuova e non conosco nessuno." L'immagine dell'innocenza.
Dark, ma sempre innocente.
Alex annuì assente, mentre poteva quasi sentire le maledizioni per l'invidia delle altre ragazze.
Sicuravano gli auguravano una morte atroce, ma dentro di se poteva sorridere mesto " già fatto!".
" Mi chiamo Trish, tu ? Bella maglietta a proposito, figo."
Il maglione di Alex era dei Metallica, con il disegno di un tristo mietitore con falce: molto intonato.
Sporse la bottiglia in sua direzione, con noncuranza.
" Scommetto che se ti offrivo qualcosa di caldo e rosso avresti accetato, vero Trish?" rispose pungente.
No, decisamente Alex non ci sapeva fare con le donne, con le vampire poi era persino peggio.
" Il ketchup sta bene sugli hot dog, ma ho già cenato grazie. Sarebbe educazione però che ti presentassi bello." rispose lei.
" Alex, mi chiamo Alex. Non sono pratico dei preliminari, arrivo subito al sodo..."
" Ma se neanche ci conosciamo, che modi...si tratta cosi una giovane ragazza? Per chi mi prendi..." risponde lei divertita. Almeno apparentemente.
" Ti stò dicendo che non voglio morti qui... non dovrebbe nemmeno esistere la tua razza, sanguisuga." le rispose in tono freddo, glaciale.
" Ah, è questo il problema... e tu? Chi dei due mi sta parlando, cocco? " sul bel visino, erano scomparse le farse e uno sguardo calcolatore lo stava esaminando.
Alex rimase sconcertato: come caspita l'aveva intuito? Gli stava leggendo nel pensiero? Era una sensitiva? I non morti vedono i fantasmi e i geist?
" Che cosa sai di quelli come me?" chiese con un tono formale, accademico.
* Rospo...che cosa sai dei vampiri? Rospo, rispondimi! *
Un gracidare velenoso, mentre il geist nella sua testa si era svegliato in pieno.
* Idiota, non sei all'altezza di una ladra di sangue...puoi solo sperare che sia giovane...impalettala, bruciala, smembra il corpo...non guardarla negli occhi! *
Rabbia, la tensione delle possenti zampe, fasci di muscoli eterei si flettevano dentro l'anima di Alex, dandogli una grinta che non aveva davvero.
Più un osmosi di carattere.
Per tutta risposta, la vampira scopri leggermente i canini.
" Non fare l'idiota...non cerco rogna. Se sei posseduto e hai ancora una volontà, esistono esorcismi e abiure...formule per liberarti...sia chiaro, questo ora è il MIO territorio, e non sara uno spiritello presuntuoso a fermarmi." le sue labbra saettavano veloci, quasi frustando l'aria, simili ad un cobra che scatta verso la preda, ripetutamente.
Aveva alternato i toni, all'inizio duro, poi persino gentile, per tornare di nuovo aggressiva e tagliente.
Alex era confuso...
Era un trucco? O era solo cosi inumana da saper fingere ? E quanto era vecchia, la creatura di fronte a lui?
* Aspetta che se ne vada prima lei... tieniti a portata di mano dell'acqua per affogare, prova ad annegarti di nuovo nei bagni: ficcati la testa nel cesso.
Se risulterai già morto potrai spiarla, e se scoprirà che ti sei suicidato ti lascerà in pace. Dubito che sappia di noi, stai attento...*
Che bel consiglio...annegare con la testa in un water per poter spiare e confondere una vampira arrabbiata...ma era vero? Un esorcismo poteva liberarlo ? Cosa sapeva davvero?
Per fortuna questi pensieri erano suoi profondi, e non aveva scelto di condividerli con il suo ospite...almeno, sembrava che non potesse sentirli se cosi non sceglieva.
" Spiegati meglio...cosa sai ? Come hai saputo?" decise di disciplinarsi un po l'espressione e di farla parlare il più possibile.
" Vedo che sei tornato più ragionevole...allora c'è ancora speranza. Ascoltami: più tempo passi con questo "passeggero" addosso, più si fonde con te. E' un processo lento, che può richiedere giorni...e a quel punto non sei più, ne tu, ne lui..ma un amalgama, un rapporto simbiotico.
Rischi di attirare, anche altre attenzioni... non siamo le sole "creature della notte" qui in giro sai? Il tuo "amico" dovrebbe sapere a chi mi riferisco".
Alex rispose subito.
" Lupacchiotti incazzosi... si, mi hanno già fatto visita...prima che iniziasse tutto. Sono due mesi che siamo uniti... stà in un recesso , per cosi dire... ma non mi possiede mai veramente.
Sono sempre in pieno controllo." cosa stava succedendo? Perchè diavolo le stava spifferando i fatti suoi?
I gorgoglii del geist erano più sordi, lontani, forse poteva davvero fidarsi di lei.
Non si era potuto confidare con nessuno prima d'ora, non sui dettagli: lo avrebbero rinchiuso in una casa di cura per malati mentali.
E già ci andava vicino con i suoi blog sugli spiriti dei morti, le sedute e il suo lavoro di medium.
" Questo è...strano. Devi essere bello tosto...o forse non è ancora cosi potente da poter avere diretto controllo. Ascoltami, posso davvero aiutarti: puoi parlarmi di lui? Più ne so, meglio posso prepararmi." i suoi occhi verdi, si era tolta gli occhiali, scintillavano come diamanti e sembravano parimenti preziosi per lui.
" Stavo morendo...e mi fece un offerta: diventare un guardiano delle soglie tra i vivi e i morti. Ero già un medium, mi spiegò che mi avrebbe salvato e mi avrebbe lasciato praticamente libero, ma aveva bisogno di un corpo...di qualcuno che si occupasse dei fantasmi, che sarebbe stata la mia missone.
Ha mantenuto la parola, è una sorta di rospo gigantesco...da allora vedo la gente morta, costantemente.
Come nel sesto senso... è spirito, e fantasma assieme. " si stava confessando, come se fosse davanti ad un prete.
La vampira pareva pendere dalle sue labbra, immobile, fissandolo.
" Io... non immaginavo, pensavo si trattasse di uno spirito normale...non ne sò abbastanza... è più complicato di quanto credevo..." non si stava tirando indietro, stava solo riesaminando le sue nozioni.
Gli accarezzò la mano, delicatamente.
" Ti fa soffrire?"
" Lui? No...non davvero...è solo che non sono mai...solo, al massimo ho momenti di tregua in cui non avverto la sua presenza...mi spaventa. Però mi ha salvato la vita, e non mi ha mai chiesto di fare niente che non avrei fatto prima...mi ha insegnato un sacco di cose sull'oltretomba...cose che non immaginavo.
Ero un medium sin da bambino sai? A volte mi fa paura...ma non mi ha mai fatto del male...non posso dire di si, onestamente."
Lei annuì.
" La versione romanzata e cinematografica è scadente: è fatta apposta...non è vero che dobbiamo...nutrirci sino in fondo.
Anzi, porta solo inconvenienti, non ultimo per la coscienza: non stà scritto da nessuna parte che dobbiamo agire come bestie.
O meglio qualcuno avrebeb da ridire su questo...ma non è vero che non abbiamo scelta.
Io non ho mai ucciso nessuno, nemmeno per errore: basta nutrirsi poco, ma spesso, e siamo fatti per questo...nessun dolore, un bacetto e spariscono anche i fori. Niente prurito o altro.
Non dico che siano tutti cosi...gentili, anzi... ma non dobbiamo essere mostri, se non vogliamo.
Capisci che intendo?"
In quel momento la creatura che prima gli aveva dato tanta diffidenza e pensiero, sembrava una normalissima ragazza, spaventata lei stessa, triste.
Non era una minaccia.
" Non so cosa dirti...scusa se sono ...stato cosi...sei la prima che noto , non se ..." si era impappinato.
" Senti, non è facile la vita...lo sai già. Questo posto è pubblico, e casini è meglio in ogni caso che non succedano... possiamo ri incontrarci no? Parlare, conoscerci, prendere le misure...magari aiutarci a vicenda, no?" le chiese abbsssò gli occhi, e di colpo l'orrore di tutte le verità che le aveva spiattellato lo travolse, mentre sensazioni di rabbia folle e inumana affollavano i suoi sensi.
" Mi hai stregato..." Alex era daccordo con la creatura, adesso erano in piena sintonia.
" Se davvero volevo farti del male, se volevo che mi seguissi...l'avresti fatto dietro mio volere. Invece di mia iniziativa ti ho parlato, ti ho raccontato di me...qualcosa. Lo ammetto, ti ho stregato un pochino...ma non mi sono nemmeno nutrita, o altro.
Potevo farlo ma non l'ho fatto... pensaci Alex...non sono tua nemica, cerco davvero di rimanere a galla ...in questo bagno di sangue." <sussurrava il finale, mentre una minuscola lacrima rosata le scendeva dall'occhio.
Il geist vedeva ora una preda, lo sentiva: avvertiva la sua vulnerabilità e lo spingeva ad attaccarla, a fare qualcosa di brutto su di lei. Subito.
" Sei sospetta per me...vai in pace. Non c'è bisogno di farsi la guerra... possiamo scambiarci informazioni, conoscerci meglio. E vedere. " non la guarda più negli occhi, ma le fece un cenno sbrigativo con la mano.
Stava facendo la scelta giusta?
Eppure non sentiva più quella sensazione di fiducia "pressante" su di lui.
Riusciva ora a sentirne la differenza...
" Grazie...grazie Alex." detto questo si alzò, e a passo normale uscì dal locale.
Provava un miscuglio di emozioni diverse, era confuso.
Ignorò, stavolta di sua volontà, le proteste furiose del Rospo.
Era successo qualcosa quella sera, che non aveva mai programmato.
Aveva confessato i suoi timori ad un estranea, con un segreto scottante quanto il suo.
E non gli era dispiaciuto, anzi...
Etichette: avventura, horror
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