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Racconti

Prologo: Il Vincolo di Alex Scirocco

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Alex stava scappando: quell'uomo gigantesco dai tratti affilati e angolari muscoloso e imponente gli stava dando la caccia.
Invece di fare una serena passeggiata sulla spiaggia di Santa Monica, aveva visto l'impossibile davanti i suoi occhi.
Un lupo enorme, dal pelo argentato era di fronte a lui, con zanne spalancate e lingua di fuori.
Doveva essere stata un allucinazione, senza dubbio: l'essere che lo inseguiva era bipede, nudo, peloso e dalle grosse mani spuntavano unghie affilate e spesse, più simili ad artigli.
L'ululato, non c'era altro modo per descrivere quel suono alto e penetrante che gli usciva dalla gola, gli rimbombava nelle orecchie e dava una scarica al suo sistema nervoso: la produzione dell'ormone della paura era a regime.
Si stava avvicinando sempre di più, l'unica possibilità che sentiva rimanergli era tuffarsi in acqua: se avesse deviato in un altra direzione l'avrebbe preso, e poi Alex è un nuotatore capace!
Poteva sperare di distanziarlo e magari odiava l'acqua più di quanto sembrasse desiderare la sua pelle...
Vestito ancora con la sua tuta, e dimentico del walkman si lanciò nell'acqua fresca e ad ampie bracciate si diresse verso il largo.
L'acqua salata gli schiaffeggiava il viso , mentre la tuta si infradiciava e appesantiva i suoi movimenti: la disperazione compensava mettendogli le pinne alle estremità.
" Carne morta, Alex Scirocco!" ringhiò la voce innaturale dell'uomo lupo: lo aveva inseguito eccome, uno squalo in miniatura abile quanto lui, ma molto più vigoroso.
Essere la preda di un incubo impossibile era un esperienza nuova per Alex... ma non del tutto.
Lui è un medium, sin da quando aveva nove anni.
Gli immateriali spiriti dei morti, iniziarono ad essergli visibili dal giorno in cui, litigando con suo padre, il custode di un cimitero, si era rifiutato di portarlo a lavoro.
E lui, di nascosto, si era infilato nella sua macchina e l'aveva seguito...nel cimitero che cambiò per sempre la sua vita.
Si era nascosto in una bara che per una curiosa casualità era aperta e vuota: qualcuno aveva trafugato la salma e per disperazione vi si era infilato e con molti sforzi l'aveva richiusa sopra di se.
Non aveva considerato che poi non avrebbe avuto la forza di aprirla...
Ma la morte rischiava di coglierlo ora, 21 anni dopo : doveva pensare in fretta... usare al meglio le sue risorse.
In quel tratto di costa, c'era una caverna sotterranea, che aveva un tratto sopra il livello dell'acqua.
Se ci fosse arrivato, avrebbe potuto nascondersi li e rimanere in parte sommerso, magari guadagnando tempo...era un azzardo, ma cosa gli restava da fare? Farsi mangiare?
La bestia non sembrava lasciargli dubbi su cosa volesse da lui...
Prese una buona boccata e si infilò sott'acqua: istintivamente sembrava essersi diretto proprio li, nel punto d'accesso della grotta, vicino all'isolotto scoglioso.
La creatura lupesca non si perde d'animo o di furia, e lo seguì dopo un istante di sorpresa.
L'entrata della grotta era ancora distante una decina di bracciate, e l'aria dei polmoni di Alex stava già esaurendosi pericolosamente quando il walkman si staccò dalla tuta definitivamente e andò a finire dritto sul muso del bestione.
Un secondo di vantaggio in più..abbastanza per arrivare nella grotta, e velocemente fare scorta d'aria.
Ma forse non era stata una buona idea... il suo sesto senso era scattato: qualcosa di spettrale si nascondeva in quella grotta.
Avvertiva un crescente senso di claustrofobia, come quando era in quella bara che non riusciva ad aprire.
Provava sempre quella sensazione, anche a cielo aperto quando una presenza era vicino a lui.
E poi, immancabilmente, li vedeva... i senza pace, gli incatenati.
I fantasmi.
Era oramai un riflesso condizionato: forse persino un opprtunità! Magari il fantasma gli sarebbe stato di aiuto, avrebbe avuto qualche modo per nasconderlo o persino attaccare l'uomo lupo!
Ma quello che i suoi sensi paranormale gli mostrarono...no, era qualcosa che non aveva mai visto prima.
Aveva scorto in passato fantasmi dall'aspetto alterato, vagamente deformato dalla morte o dai tratti esagerati...ma questo non era umano...non sembrava esserlo MAI stato: era un rospo enorme, dalla pelle fradicia e colante acqua nerastra, e dagli inquietanti occhi azzurri, come zaffiri.
Ma che diavolo è successo a Santa Monica!? Non solo mostri vivi, ma pure mostri morti!?
Lui era un medium maledizione, il suo lavoro era fare da tramite tra i vivi e i morti, aveva persino aiutato la polizia in qualche caso, si stava facendo un nome...e ora?
Il rospo gigante, grande quasi quanto l'uomo lupo si stava avvicinando, il suo gracidare spettrale faceva eco nelle mura, come se fosse materiale e solido...possibile? O era suggestione?
Si era distratto per diversi secondi, e la creatura lupesca gli si era avvicinato...ma non lo attaccò.
La creatura fissava il punto dove era attaccato il rospo, tutt'uno con la raccia della caverna.
Il capelli della testa, ancora umana a parte la mascella e le foltissime basette, si rizzarono anche se bagnate e un ringhio di sfida fece perdere del tutto la ragione al misero Alex.
Perse la testa, e si rituffò in acqua, andando nella sezione più profonda della cavera, quella che non aveva mai visitato prima: non sapeva cosa vi avrebbe trovato e non gli importava.
Doveva vivere, doveva sopravvivere a questo manicomio mortale.
Le braccia gli facevano male, i polmoni gli bruciavano e l'assenza di luce della grotta lo rendeva cieco.
Se non fosse stato per l'aspetto etereo e vagamente luminoso della creatura sarebbe stato peggio...
Ma la dannata tuta stava per giocargli un brutto tiro: si incastrò in alcune stagmiti della caverna e agitandosi la situazione peggiorò ancora.
Era rimasto intrappolato nei suoi stessi vestiti, tra le rocce e l'acqua troppo alta per farlo respirare.
Il suo corpo non poteva più reggere il trauma, stava annegando...il suo polso destro si era persino incastrato tra un paio di sporgenze, era arrivata la sua ora...la disperazione, il dolore al petto e alla gola, il dolore all testa ...aveva la meglio, penosamente stava morendo.
Tutto quello che non voleva, rischiava di diventare lui stesso un fantasma per una morte cosi atroce...
Dopo un altro mezzo minuto di disumana paura e follia, un sollievo.
La morte l'aveva preso...ma non del tutto.
Nel beato stato di oblio che l'aveva avvolto non era solo.
Il rospo gigantesco era con lui, a fargli compagnia.
" Ho scacciato il lupino, mortale...non finirai divorato da lui. Ma stai morendo qui, nel mio dominio... sento la tua anima che si separa dal tuo corpo...ma anche il desiderio di vivere...tu mi piaci.
Ti offro un patto...un occasione nuova.
Ti salverò, e tratterrò la morte dal tuo corpo sino a che non sarai in salvo...in cambio, dovrai ospitarmi nel tuo corpo.
Non lo possiederò totalmente, non avrò il controllo ...voglio solo accesso ad un corpo, ho bisogno di un uomo che faccia da guardia tra i vivi e i morti...accetta, e il potere dei morti fluirà in te, lasciandoti però vivo e vegeto...non hai molto tempo, decidi in fretta, mortale!" gli intimò la presenza anfibia.
Ad Alex non gliene importava nulla: voleva solo vivere, e al diavolo ogni altra conseguenza.
Per tutta rispose, infranse ogni barriera che sentiva nella sua anima, attaccandosi alla presenza gracidante che aleggava su di lui.
Lo risucchio, mentre sentiva il suo corpo infondersi della creatura.
" Bene...ora come promesso ti farò uscire di qui...impara, mio giovane portatore..." in quello stato di rinnovata viva, stava ancora soffocando, l'ossigeno era esaurito e il suo corpo sembrava stare per morire...di nuovo.
Ma senti qualcosa nella sua coscienza, guidata dallo spettro anomalo, che si accendeva, che si sbloccava.
Come una chiave rugginosa, ma ancora integra, che girava nel chiavistello.
Una chiave fatta di lacrime fradicie solidificate, cosi l'avrebbe potuta definire.
Il dolore finì di nuovo, e il suo corpo, con tutta la sua coscienza tenacemente invischiata, era in pace.
Uno stato di morte apparente, mentre si vedeva uscire dal corpo.
Era ...un fantasma? No...sentiva ancora il suo corpo, il suo stesso corpo vivo, anche se in coma.
" E ora...rientra nel tuo corpo, muoviti..." ordinò aggressiva la bestia. Era ancora dentro di lui, persino quando era in forma di fantasma!?
Obbedì...e una pressione invisibile catturò il suo corpo immobile.
Le stalagmiti si infranserò, mentre una corrente opposta a quella della marea scagliava il suo corpo a velocità folle.
Non gli sembrava possibile...ma che razza di creatura era quella che aveva dato accesso al suo corpo? Non aveva mai visto anime cosi potenti e terribili...o almeno, non ne aveva viste cosi...di frequente.
Vero è che negli anni, il suo dono di sensitiva si era affinato e rinforzato molto lentamente, sino ad aver raggiunto il culmine nei suoi trent'anni.
Oramai poteva vedere i morti senza quasi più sforzo, e percepire la loro presenza anche prima di aprire gli occhi a quel suo occulto senso.
Come un pesce volante stava raggiungendo il limitare dell'acqua, ma invece di spiccare il volo in aria, i suoi piedi pattinarono sugli ultimi metri d'acqua sino a portarlo, in piedi, sano e salvo alla spiaggia.
Deserta.
Crollò, svenuto, dopo una decinda di secondi.
" Ti credevo più tosto....Alex Scirocco..." gracidava aggressiva, canzonatoria, la voce dello spettro, nella mente torpida del Vincolato.
Etichette: avventura, horror, racconto
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