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Alessia Va

Cura...

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Stamattina sono andata al mio appuntamento con F. Per il massaggio. Sarebbe bello continuare ad oltranza, ma economicamente diventa pesante. Poi tra un mese riprende la classe di esercizi. E domani ricomincio il mio percorso di terapia, dopo la pausa estiva. Quindi, oggi è stato l’ultimo. Salvo restando, come ci siamo detti, che se avessi bisogno, lui c’è. E io so dove trovarlo.
Mi fa strano sentirmi in questi panni di persona che permette a qualcuno di prendersi cura di lei.
È questo che mi fa sentire, F. Ha mani delicate, un cuore tenero e braccia forti. Oggi ho sentito ognuna di queste cose in modo forte, mi viene da dire: penetrante. È stato come sentirlo entrare dentro di me. Con passo lieve, ma deciso. Attraverso il collo, il petto, il diaframma, la schiena…le gambe. Uniche solitarie le braccia. Chissà perché li, è difficile “far entrare”. Si svuotano, terrorizzate. Si ritirano. E gelano. Ma va bene. A piccoli passi, si cammina. Scoprendo cose nuove. Di me e degli altri. Ho un nodo in gola, adesso, mentre scrivo, perché mi rendo conto di quanto ho trattenuto, soffocato, martoriato, dentro di me, per una vita intera, cullandomi nell’illusione che non esistesse, tutto quel mondo sommerso, che non facesse parte di me, pensandomi un’altra persona.
Adesso, si inizia a fare sul serio. A scalpellate, l’altra persona viene via. E non si torna indietro. Non si ripara ciò che si toglie, va in frantumi. E rimase solo l’anima, il cuore, della struttura.
Qualche pezzo di intonaco rimane, a difesa delle parti più fragili. Ma per il resto, deve venire via tutto. Si deve vedere bene, la persona sotto…deve venire fuori.
Ma piano, piano…un lavoro di pazienza, di calma, perché si rischia, altrimenti, di danneggiare l’affresco. Prendermi cura. Prenderci cura. Va imparato…anzi: va lasciato, concesso, permesso.
Perché chissà per qualche assurda logica, ci hanno insegnato che se ci prendiamo cura, sbagliamo.
È forse un po’ anche questa paura che sto vivendo, ora. Tra le tante. La paura di amarci. Quanti di noi ne soffrono…
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