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Alessia Va

Le ultime dalla scuola...

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Oggi ero di buon umore. Rilassata dopo un pomeriggio a far spesa in compagnia di due amici. Grata del tempo passato assieme, stupita di come, in questi giorni, stia ricevendo in tante piccole cose, tanti piccoli gesti, che poi sono grandi e che mi danno tanto. Stavo preparando, appena dopo cena, un buon dolce di mele e noci, con l'aroma della buccia di limone grattugiata che solleticava le narici...
Tutto perfetto, o quasi...
Finche...

...la Gelmini. La cara, amata Gelimini, la quale infila una sciocchezza dietro l'altra, ma che raggiunge il culmine della sua scemenza (mi si perdoni la brutalità) quando afferma, candidamente: "I precari non protestino, sono tutti posti in più che alla scuola non sono mai serviti a nulla ne serviranno"....

..............

...rimango basita, esterefatta, incredula. Non servono??? Non sono mai serviti??? Ma si faccia un giro, la cara ministra, nelle scuole italiane, per rendersi conto di che tragedia è, per i pochi docenti che si è riusciti ad assumere, gestire non solo le proprie classi, ma supplenze e ore straordinarie...Parli, la ministra, con docenti disperati che vorrebbero con tutti loro stessi che arrivassero nuovi colleghi a togliere a loro un po' di quel lavoro massacrante che li sta esaurendo. Anzi, si provasse a fare lei la docente, per un qualche tempo, poi ne riparliamo!

Poi mi dico: perchè me la prendo tanto?
Non ci si può che aspettare questo, da una come lei. Da un governo come il nostro.
E' triste, però, questa considerazione...

Updated 02-09-2010 at 23.11.59 by Alessia Va

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Commenti

  1. L'avatar di willy61
    Non farmi parlare della Gelmini... ho promesso a me stesso di non bestemmiare. Quindi, non provocare il carrettiere toscano nascosto nel mio inconscio pronunciando quel nome...

    Però, consentimi una considerazione: quanti insegnanti "precari" esistono in Germania, Francia o, che so, Lussemburgo?
    Pe quel che ne so io, zero. Perché o fai un concorso e sei insegnante, o non fai l'insegnante.

    E a me pare che siano stati in tanti a guadagnare voti con i concorsi e con gli insegnanti.

    Buona vita
    Guglielmo
  2. L'avatar di complicata
    E questo è vero, è una contraddizione di fondo, però fatto sta che adesso ci ritroviamo senza personale, un bidello ogni tre piani, non si guarda più neanche il portone d'ingresso, e si lascia aperto, così può entrare e uscire chiunque, i ragazzi senza insegnanti di sostegno,(o con l'insegnante di musica, che fa il sostegno al posto dei neoassunti, e placca da buon rugbista, il ragazzo scappato dalla scuola nella strada, e meno male che c'è qualche uomo ancora) senza un'ora di compresenza, tutte frontali anche nel pomeriggio,perchè i prolungati e i tempi pieni ci sono comunque,ecc, ecc.
  3. L'avatar di complicata
    Dimenticavo l'insegnante che schiva il cazzotto dello studente delle professionali, il quale con quel diretto, per fortuna, spacca la porta.
    L'insegnante di francese messa sul sostegno, che torna a casa e si fa la doccia, perchè è coperta di sputi.
    Ma si potrebbe fare un romanzo, hai voglia..
    Quello che ti tira una chiave da meccanico addosso "perchè mi restava antipatico" e così via...
    Quello che ti aspetta fuori e ti ha tagliato le gomme della macchina
    Queste sono le realtà, gente.
  4. L'avatar di Alessia Va
    Già.
    E cosa succede quando non c'è uno straccio di insegnante per fare un' ora di supplenza? La classe viene divisa e i ragazzi smistati nelle altre classi, che da 30 diventando da 35 o anche 40....
    O, nella peggiore delle ipotesi, i ragazzi vengono lasciati soli in classe. E li può succedere di tutto...
    Ma naturalmente, il personale non serve...
  5. L'avatar di complicata
    E' proprio così!
    Io l'anno scorso una mattina sì e una no, avevo anche gli smistati, che si portavano le seggioline dalla loro aula,che si affacciavano e facevano: "Permesso? Noi siamo con lei"
    E io: "Venite, accomodatevi" come in salotto.
    Lì anche troppo bravi.
    Questo va contro il principio dell'istruzione obbligatoria, questi erano in parcheggio, praticamente.

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