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Alessia Va

...Trieste...

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Lunedì ha portato con se la voglia di camminare. Cominciavo a risentire le mie gambe, a poter percepire quella differenza sottile tra il farle muovere con uno sforzo di volontà e il “lasciarsi camminare”. E cosi mi sono lasciata camminare. Era bello sentire di nuovo. Sentire qualcosa. Anche solo il riverbero dei miei passi sul selciato. Le rive, il centro storico, piazza Unità. E poi il Molo Audace. La giornata era nuvolosa e freschina. Camminavo e tornavo a percepire la brezza sul viso. L’odore del mare. La gente, attorno a me. mi sono seduta, cosi vicina all’acqua che quasi la toccavo. Mi sono seduta e mi sono lasciata scorrere, come la risacca. Con gli occhi chiusi ho ascoltato il rumore del mare. E come tante altre volte, ancora, è stata proprio l’acqua a farmi rivivere. Sono nata e cresciuta in mezzo ai laghi. L’acqua è come un sostentamento. Per la mia anima e i miei sensi. Se dovessi scegliere, un giorno, dove andare a vivere, vorrei che fosse sul mare, su un lago o un fiume. Non potrei stare, senza questa materia liquida.
Lentamente è salita la marea, e me ne sono quasi sorpresa, aprendo gli occhi. Buffo. Sorprendersi cosi, della vita che scorre, eternamente uguale a se stessa e mai la stessa di un attimo prima. Eppure per me, in quel momento, è stato come vederlo per la prima volta.
Mi ero seduta li, che l’acqua non copriva che come un velo il primo scalino, e ora mi arrivava ai piedi, sfiorandoli leggermente. E poi di nuovo, seguendo il suo flusso, sarebbe calata fino al primo scalino. E di nuovo sarebbe risalita…e cosi via. Con i ritmi della luna, come le stagioni, come i cicli…I cicli della vita. Cosi mi sono alzata un po’ più leggera. Un po’ più serena. Un po’ più presente. Io c’ero. Io ci sono. Sono viva. Come è vivo il pianeta. A dispetto di tutto.
È arrivata la pioggia e la lasciavo scendere sul mio viso, sulle braccia, le mani. Era bello sentire anche la pioggia. Le gocce fredde e stizzose. Dotate di energia condensata. Tac…tac…tac…
Le ho guardate scendere, al calduccio, dalla finestra sulla strada. Sentendomi un pochino più al sicuro. Un pochino più vicina a quell’abbraccio della mia Trieste. Le guardavo muoversi portate dalla Bora. Come se la Signora le scagliasse contro la mia finestra. Quasi a dire: “Senti l’energia! Senti la forza! Puoi sentire di cosa è capace la vita? Ascoltami!”.
E poi libri…decine, centinaia di libri. Stupendi e meravigliosi! La “libro-terapia” è senz’altro la cura migliore. Quando poi la si fa con una persona speciale, è ancora più efficace!
Il lunedì è finito cosi. E già era la vigilia della partenza.

(continua)

Updated 31-08-2010 at 23.00.07 by Alessia Va

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Commenti

  1. L'avatar di Morgana-z
    Io c’ero. Io ci sono. Sono viva.

    ...ha qualcosa di straordinario la nostra capacità di riemergere...è un ciclo, come tutta la vita, ma a volte la nostra disperazione sta nel non sapere quale sia il ritmo di questo ciclo, quando di nuovo riemergeremo alla luce.

    Mi è venuta voglia di invitarti al mare...agli odori della mia terra. Ti aspetto....

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