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Alessia Va

Miracoli.

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Ieri sera, e lungo la notte, immagini.

Io bambina. La grande casa. La lite. Una discussione molto accesa. Hanno visto lui mettermi le mani nei pantaloncini. Mentre eravamo in giardino.

Pensano sia un episodio isolato. O almeno è quello che mi sembra. Forse sanno. O magari no.
Io comunque mi sento colpevole. È come se fossi la causa della fine di qualcosa. E allo stesso tempo, questa fine, è una liberazione. Ma è un tipo di libertà che non riesco a godermi appieno. Perché è anche un lutto. Una perdita. So che ora non succederanno più quelle cose. La mamma e il papà sono veramente molto arrabbiati. Mi tirano per un braccio. Mi fanno salire in macchina. Stanno dicendo che non credono a quello che hanno visto. Che mi riportano a casa. Che non finisce li. Quindi, dovrei essere contenta, perché le cose che succedevano, proprio non mi piacevano. Ma adesso, cosa succederà? Mi sento come se fossi stata improvvisamente gettata mare, tra acque gelide che tolgono il fiato, senza alcun punto di riferimento. Almeno, prima, anche se si andava alla deriva, ero dentro una barca, solida, sicura. C’era qualcosa di tangibile, di materiale, che mi portava da qualche parte. C’era qualcuno che stabiliva la direzione. Ora, invece, lo scafo è distrutto e sono di nuovo sola…Cosa succederà…a lui? Si, lo puniranno. Devono dargli una punizione. I bambini quando fanno qualcosa che non va sono messi in castigo. Per cui, anche a lui toccherà qualcosa. Ora, magari, la mamma e il papà gli diranno che basta, non si fanno più quelle cose. E lui non le farà più. Ma non so neanche se voglio che sia questo “più”. Non mi piacciono. Ma mi sento triste. Oh, mi fa male la testa….perché non so decidermi!!! Ma non è cosi facile. È come essere sospesi tra due precipizi, le braccia, lunghe lunghe, come quelle dei cartoni animati, che tentano di stare aggrappate da tutte e due le parti. Forse lui mi vuole davvero bene. Ma però non si vuole bene cosi ai bambini. E se una persona ti vuole bene non ti fa fare cose che ti fanno star male. Almeno non sempre. E poi invece a me cosa faranno? Perché anche io ho fatto cose che non andrebbero fatte. È vero, non le volevo mica fare, ma poi le ho fatte lo stesso. Allora, se le fai lo stesso è un po’ come se tu non avessi veramente non voluto farle. Quindi, anche io, merito un castigo…
Però, come sono contenta, che ci abbiano scoperto.
Ma…come mi sento “sporca”.
Sono divisa a metà.

Difficile descrivere i sentimenti complicati a riguardo. Sono davvero tanto, tanto, complicati.
Odio-amore, paura-fascino. E mi vergogno terribilmente sia per l “odio/paura” che per l”amore/fascino”. Ma soprattutto per dei sentimenti che non si dovrebbero provare per una persona che ti fa del male. Per qualcosa che non può essere suscitato da pratiche cosi tremende. Credo di dover dire a me stessa che non si può “giudicare” il vissuto di una bambina in quelle condizioni. Ci provo. Era evidente che NON MI PIACEVANO quelle cose. A nessuno, piacciono. Ma il meccanismo a lungo andare si fa cosi perverso e sottile…

Inutile dire che nottata sia stata…
Ma questo mi permette di capire qualcosa in più…

A volte penso: con quello che ci è capitato (e parlo non solo della mia esperienza, ma anche di tutte le altre esperienze dolorose che tutti quanti noi abbiamo vissuto in diverse forme), siamo veramente fortunati ad essere ancora “sani” dentro. Ad aver conservato un nucleo di fiducia, di poesia, di bellezza.

Siamo davvero dei miracoli…




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Commenti

  1. L'avatar di Morgana-z
    ...perchè, con tutte le cose che ci sono capitate, con tutti i traumi, le sofferenze e le spaccature profonde, alla fine la nostra psiche riesce mirabilmente a "rialzare la testa"....e a vincere su una forza che cerca di annientarci. Questo è il miracolo.
  2. L'avatar di Alessia Va
    Bella Fenice

    E' una immagine che mi è molto cara...
  3. L'avatar di Morgana-z
    ....siamo esseri fatti di fuoco che al fuoco ritornano e da esso rinascono...
    a volte fragili come falene, ma intimamente straordinarie.

    ti abbraccio, mi abbraccio.
  4. L'avatar di willy61
    Ne "Il Signore degli Anelli", verso la fine, l'elfo Legolas e il nano Gimli guardano le mura di Minas Tirith, ricostruite dopo la battaglia contro gli orchi. E il nano è pieno di stupore per la capacità degli Uomini di riprendersi e di far rifiorire la vita anche laddove era appena passata la Morte.

    E dice una cosa del genere: "E' incredibile. Questi esseri così minuti, così fragili. Eppure sono resistenti: la loro opera ricomincia, anche tra i sassi, anche tra la polvere. Penso che le opere degli uomini sopravviveranno alle nostre, Legolas".

    E così, è. Per fortuna nostra.

    Buona vita
    Un saluto da quel di Trieste.
    Guglielmo
  5. L'avatar di Alessia Va
    Guarda Trieste per me...

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