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Alessia Va

Da "La Gallina volante" della Mastracola...

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Io non sono una che sa consolare gli altri, prenderli a braccetto e dire: “Su su, non fare così”. Non so nemmeno asciugare le lacrime altrui, non porto fazzoletti neanche di carta, così come, allo stesso modo, non porto mai ombrelli, tanto è solo acqua, vuol dire che se piove me la prendo in testa, sempre meglio che girare con quell’ingombrante coso retrattile con manico. Il problema è che penso che nulla di questo mondo sia consolabile, quindi quando ci tocca ci tocca e bon. Mario dice che ci sono pastori e ci sono i maestri, e sono due cose ben diverse e uno è in un modo non può essere in un altro. I pastori sono gli insegnanti che tengono la classe come un gregge e stanno attenti a che tutte le pecore ci siano e li seguano, e se ne perdono una, o la aspettano anche mesi o tornano subito indietro a riprendersela trascinandosi tutte le altre, poi la accarezzano sulla testa, le asciugano la lana e la rimettono al suo posto. Ai pastori non importa niente dove si arriva, tanto non devono andare da nessuna parte: l’importante è tenere insieme il gregge. Il maestro invece è uno che insegna quel che sa e che deve insegnare, e chi lo segue bene e chi non lo segue non importa, fatti suoi. Lui va dritto dove deve andare, intanto perché sa dove deve andare, e poi perché se facesse una deviazione anche piccola potrebbe non arrivare più dove deve e questo sarebbe grave; la sua strada è lunga e difficile, quindi non può distrarsi mai, nemmeno per vedere chi c’è e chi non c’è, certo il rischio è che può capitargli di arrivare solo alla meta e questo gli spiacerebbe proprio tanto. Lo so che sembra più simpatico il pastore, ma ti piacerebbe essere una pecora che poi nella vita non sa fare niente da sola e ha sempre bisogno del gregge? Almeno col maestro, quei pochi che lo seguono, fosse anche uno solo, arrivano in un posto dove poi saranno davvero individui, in grado di farsi una loro strada, almeno si presume, o comunque cosi pensa Mario. Cara Tanni, mi dispiace ma io mi sento più di quest’ultima razza, e sarei felice se tu mi seguissi perché so dove portarti e so che lì ti troveresti benissimo.

Ciao, tua Prof.

Updated 20-06-2010 at 15.38.50 by Alessia Va

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