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Alessia Va

...

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Oggi non c'è stato verso di farli ragionare.
Erano completamente fuori di testa.
Che se la prendevano l'uno con l'altro.
Ho provato ad aprire una discussione, dove ciascuno diceva la sua e si tentava di chiarire qual'era il problema.
Risultato: non rispettavano i turni di parola e la toglievano ai compagni, peggio dei nostri politici quando si scannano in tv.
Ho alzato la voce e l'ho persa.
Risultato: meno di zero.
Sono venuti alle mani, li ho separati e ho messo note.
Risultato: se ne fregano anche delle note.
Devo dire che mi sento veramente "fallita" se devo fare un bilancio della giornata di oggi.
Mi chiedo ancora una volta se abbia un senso dedicarmi a questo lavoro, se è come cozzare contro un muro di cemento armato.
Se non sono in grado di farmi ascoltare.
Poi succede che, dopo la campanella dell'una, mi si raccolgono attorno cinque ragazzi con la voglia di raccontare, di raccontarsi, di farmi sapere che hanno apprezzato che mi sia sforzata di parlare con loro. Perchè nessuno l'aveva mai fatto. Ragazzi che mi raccontano come i problemi ci siano fin da settembre. Che la loro è una classe strana, dove covano rancori e odi sotterranei, che le prof/i prof non fanno altro che tenere giu' a forza di minaccie e note ma che se non verranno risolti esploderanno con violenza...e gli do' ragione...vista l'escalation. "La prego, Prof, parliamone ancora, in classe...dobbiamo chiarirci".
Ecco.
Sono cosi stanca che vorrei piangere.
Ma come posso deluderli?
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Commenti

  1. L'avatar di Morgana-z
    Sono proprio strani...tutti i ragazzini. Sono abituati a fare casino, e lo fanno consapevoli che la loro escalation produrrà le stesse conseguenze di sempre: urla, rimproveri, note, richiami dal preside...ma fattivamente non accadrà nulla.
    Eppure, nonostante apparentemente con te sia successo lo stesso, qualcuno si è accorto che hai aperto uno spazio per loro...che li stai degnando di uno sguardo che altri non hanno più.
    Hai aperto la breccia di Porta Pia.

    Lo so che sei stanca, ma...mica è facile aprire brecce!!!

    ...Piangi se serve a scaricarti....il tuo pianto, per come la vedo io, è l'equivalente del loro rumore....esprime uguale frustrazione.

    Ma non rinunciare. La prossima volta continua con questa questione....non succederà tutto subito...ma ho fiducia.
    Un abbraccio....
  2. L'avatar di LucyVanPelt
    La sensazione che ho io, per quel poco che posso conoscere di te, è che tu sia una persona da cui c'è molto da imparare in questo ambito. Credo sia ingiusto che ti senta fallita, ingiusto nei tuoi confronti e ingiusto in merito alle tue innegabili capacità. Credo, anzi, che il risultato ottenuto alla fine possa considerarsi una piccola grande vittoria...quei cinque ragazzi con la volontà di adoperare il dialogo rappresentano qualcosa in più rispetto all'aggressività del resto della classe. E questo "qualcosa in più" è merito tuo, perchè altrimenti non ci sarebbe stato, così come anche da loro ti è stato detto e dimostrato. Io ho qualche anno in meno di te, ma forse puoi ricordarlo anche tu che tra le nostre c'erano classi tranquille, classi mediamente tranquille, e classi impossibili da gestire indipendentemente dalla volontà, pazienza, impegno e abilità degli insegnanti...a fine anno poi sembra si lascino andare e sentano di potersi permettere comportamenti che nel corso dell'intera stagione non si sognano nemmeno, quindi è ancora più difficile stargli dietro. Perdonami se mi permetto di dirti che la paura di deludere te stessa sembra essere quasi più forte di quella di deludere loro...e allora convinci te stessa che non devi avere paura, tu sei in grado di farcela Alessia...essere talmente stanchi e scoraggiati da aver voglia di scaricarsi in lacrime è umano, è normale, ma questo non implica assolutamente un fallimento. Non sei tu a non saperti fare ascoltare, sono loro a non sapere ascoltare...e questo purtroppo non è una cosa che si può apprendere in due mesi, tanto meno quando ci si trova in un'età in cui il "non ascoltare" diventa quasi una regola interiore.
    Coraggio, questa esperienza non potrà che renderti più forte poi
  3. L'avatar di Alessia Va
    Non vi nascondo di avervi letto tra le lacrime, ieri sera, prima di andare a letto. Ne vi nascondo che al momento siete le uniche persone, oltre un altro paio di amiche che insegnano, che stiano comprendendo quello che sto vivendo. Per qualche strano motivo ai più il mestiere dell'insegnante appare come di poca fatica e impegno.
    "Ma si, cosa vuoi che sia" è il pensiero aleggiante.
    Invece se ne fa e tanta di fatica.
    Fisica e psicologica.
    Ci si mette in gioco, ogni giorno, completamente.
    Almeno...se si vuole costruire qualcosa...
  4. L'avatar di Morgana-z
    Sto imparando che qualsiasi lavoro tu faccia ha un risultato che dipende da quanta energia e quanto amore ci metti, e dall'etica che è sottesa al tuo portarlo avanti.
    Più investi, più ti stanchi...ma i cambiamenti, con questo lavoro, sono infinitamente piccoli nel presente...eppure tali "minuzie" acquistano maggior spessore nel tempo, diventano più significativi in un futuro di quanto lo siano nel presente...
    Coraggio, tesoro...sono pronta ad incoraggiarti ogni giorno...

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