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Alessia Va

Classe di esercizi.

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Stasera c’era la classe di esercizi bioenergetici e, nonostante la mia caviglia, non sono voluta mancare. Ho fatto quello che ho potuto, come ho potuto. E mi ha fatto del bene.
Dunque: era da qualche tempo che non mi capitavano momenti cosi “toccanti”.

Il primo è stato facendo il tipico esercizio di Lowen con l’asciugamano. Si prende un asciugamano, lo si torce, bene, bene, come quando si strizza un panno bagnato e poi, con le gambe leggermente aperte, le ginocchia piegate, sentendo bene il contatto con il terreno, si inizia a torcere molto forte, con le due braccia, spingendo in dentro, verso il petto. Per la rabbia è una valvola di sfogo notevole.
Ci sto lavorando molto, in questo periodo, con la rabbia, le mie sedute vanno spesso seguendo questo “life motive”. Prendere a pugni e/o a calci il cubo di gommapiuma è un agire importante. Ma in genere ho sempre la tendenza a scaricare più con le gambe che con le braccia. Lo faccio, ma mi ci vuole più tempo, per entrare, per viverlo, per dare spazio al movimento. Per le braccia. Le gambe vanno in genere più libere, decise, sono più mobili. Stasera, con l’asciugamano, anche le braccia hanno fatto sentire la loro voce. Non pensavo di avere una forza simile. Capace quasi di strappare l’asciugamano. Di romperlo. I muscoli tesi, un flusso di energia continua…e naturalmente un immagine. “Guardate l’asciugamano” e per me quel guardare era molto semplice, immediato, spontaneo. Non ho faticato a vedere, al posto di quell’asciugamano, il volto…anzi il collo…di una certa persona. E non vi so dire la soddisfazione provata nel figurarmi che fosse quello che stavo torcendo, e non un pezzo di spugna. Una soddisfazione feroce e selvaggia. Che poi li, in quel modo, si può esprimere senza fare danni…anzi, facendo solo bene. Mi sento le braccia più leggere. Più libere. Ora.

Il secondo. A coppie. Uno davanti, uno dietro. Un uomo e una donna.
Chi sta dietro sostiene chi sta davanti che si lascia andare, appoggiandosi all’altro…completamente. Bisogna stare cosi per un qualche tempo, respirando.
Io l’ho fatto con F. Io davanti. Lui dietro….Semplice, direte voi.
No. Terribilmente, visceralmente difficile. Difficilissimo.
Lui, un uomo.
Posizione: alle mie spalle.
Io: dovevo lasciarmi andare completamente, affidarmi completamente.
Ero terrorizzata.
Ho provato di nuovo quella sensazione di cuore in gola.
E poi sentivo la sua voce nel mio orecchio “lasciati andare” ed era ancora peggio.
Però…però…
Per la prima volta ho percepito qualcosa di rassicurante…
Perché in fondo, non c’era solo la paura, ma anche il calore….
Il calore di un altro corpo, di qualcosa di vivo, di palpitante, che toccava il mio,
anche lui vivo, presente, li, in quel momento.
Questo, si.
Una piccola cosa.
Ma non l’avevo proprio mai considerata.
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Commenti

  1. L'avatar di Morgana-z
    Brava.
    Dal profondo della pancia.

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