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Alessia Va

Presto o tardi.

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Non scrivo di lui, l’uomo che mi ha segnato l’infanzia e la vita, da tempo. Ma ci penso. Non è che sia svanito dalla mia vita. Anche perché riappare, comunque sempre. Anche quando ci provi, a non pensarci più.

Un paio di settimane fa, siamo al supermercato, io e mia madre. Svoltando da una corsia verso un’altra, eccolo comparire, con la moglie. L’istinto mi urla di scappare, di infilarmi nella corsia che stava alla mia destra e scomparire. Ma é troppo tardi, e già ci hanno raggiunto.
La cosa che mi da più fastidio, ogni volta, e il suo sorriso falso, che deforma i lineamenti di un volto che è capace di ben altre espressioni. Al mondo mostra una facciata fatta di gentilezza e rispettabilità che non gli appartengono. Questa è la cosa che più mi fa provare rabbia. Ogni volta. Chicchera come se niente fosse, e ogni tanto mi guarda, mentre io, tendenzialmente, cerco di non vederlo, non voltarmi verso di lui, non incontrare il suo sguardo. Ecco, ci salutiamo. Mia madre prende una corsia, io un’altra. Mentre sono li, da sola, rimango come folgorata: “Eh no, ora basta!” mi dico “non ho nulla di cui vergognarmi, IO, nulla di cui avere paura, IO. LUI deve iniziare a vergognarsi, LUI deve provare cosa vuol dire avere paura!”.

In quel momento, se voltato l’angolo me lo fossi trovato davanti, l’avrei affrontato con decisione, con una forza nuova, come esplosa da dentro…Non è successo. Ma sento che capiterà. Presto o tardi. Non so. Ma capiterà. E sarà un altro, piccolo, passo, verso una serenità nuova, che mi spetta di diritto.

Updated 02-06-2010 at 18.10.34 by Alessia Va

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Commenti

  1. L'avatar di willy61
    Giuro che mi piacerebbe esserci.
    A testimoniare. Per testimoniare.

    Buona vita
    Guglielmo
  2. L'avatar di Alessia Va

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