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Alessia Va

Indirizzata alla me stessa bambina...

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Qualche anno fa, credo ormai cinque...se non sei...incontrai, con una visualizzazione, la "me stessa bambina".
Da allora, non mi ha mai abbandonato.
La ritrovo, a intervalli, e ogni incontro è stato ed è diverso dagli altri.
Ieri sera è capitato qualcosa, per cui ho pensato che avrei avuto un po' di cose da scriverle...che magari, in una lettera, è più facile dirle...

................

Cara Alessia, bambina mia,
ieri sera piangevo e piangendo ci siamo abbracciate. Mi sono resa conto che non ti ho mai permesso di piangere, a te. Non ti ho mai permesso di avere paura, di essere una bambina. Da quando ci siamo incontrate per la prima volta, sono passati anni. Ricordo come fosse ieri l’emozione che ho provato nel vederti semi nascosta dalla curva della roccia, esitante. Non sapevi se uscire allo scoperto o no. Desideravi farlo e allo stesso tempo tremavi di paura. Ho visto bene quanto tremavi e quanta paura avessi, quando sei uscita fuori. Con quel vestitino straccio, logoro, sporco. Pieno di buchi che nessuno aveva pensato a rattoppare. Una piccola mendicante scalza, spaventata, infreddolita. Mi si è stretto il cuore.
Ti guardavi attorno, senza muoverti. Non facevi altro che tremare. Si vedeva che avevi bisogno di un abbraccio, avevi bisogno di calore, di aiuto. Ma non sapevi chiederlo. Non osavi farlo. Ti ho incoraggiato. Parlando sottovoce, come sono solita fare con gli animali spaventati. E hai mosso un primo passo, poi un altro, e un altro ancora…il mio sguardo non ti ha abbandonato un attimo. E poi è successo: prima che ce ne rendessimo conto eri tra le mie braccia. Piangevi.
Ecco, ti ho permesso di essere disperata, di dare sfogo ad almeno un pochino del tuo dolore, solo in quell’occasione. Se ci ripenso, in tutte le altre volte che ci siamo incontrate non ti ho più vista piangere. Ne chiedere aiuto, ne manifestare paure o fragilità. Sei sempre stata tu a dare coraggio a me. Una bambina saggia, sempre calma, sempre all’altezza della situazione, sempre al mio fianco per dirmi cosa fare, e anche io, come tanti altri adulti, ho incoraggiato questo tuo ruolo, invece che farti sentire al sicuro, farti capire che ero li per te, che ti avrei protetta, io, che non dovevi farlo tu, con me. Perché tu sei una bambina. E io sono l’adulta. Invece ora te lo voglio proprio dire: sono qui per te, piccola Alessia. Puoi cercare rifugio tra le mie braccia, mi prendo cura io di te. Gli adulti non lo hanno fatto molto, o quanto meno non la tua mamma e il tuo papà. Il tuo papà era spaventato. Non sapeva come comportarsi con te. Cercava di non stare tanto con la sua bambina, perché quando ci stava non sapeva mai se faceva le cose giuste o sbagliate. E poi c’era sempre la tua mamma che controllava, e lui si agitava, come ti agitavi tu. Andavate d’accordo, è vero, ma quando poi tu piangevi, o avevi paura o bisogno, non sapeva cosa fare. E non faceva niente. Poi è successa quella cosa e vi siete allontanati. Non è più stato come prima. Ecco. Quella cosa. Ancora una volta un adulto non ha saputo capire che eri solo una bambina e che i bambini non dovrebbero fare le cose che fanno gli adulti. Non ha saputo capire che tu volevi solo qualcuno che ti volesse bene e non essere usata in quel modo. O meglio: lo ha capito, che eri una piccola mendicante di affetto, ma ha usato male questa consapevolezza, per attirarti a se, e tenerti in suo potere. Non devi sentirti responsabile per quello che è successo. Eri una bambina, una piccola cucciola di donna che ancora doveva crescere, capire tante cose, e quella cosa non la potevi proprio capire. Infatti eri confusa, tanto confusa. Ricordi? E spaventata. Quello che ti è capitato è terribile, e tu hai tutto il diritto di essere triste, arrabbiata per questa cosa. Le mie braccia sono qui, se ne hai bisogno, per contenerti e consolarti. Quello che la tua mamma e il tuo papà non sono riusciti a fare. La tua mamma. Lei aveva avuto una mamma dura, rigida, spesso assente. Voleva tanto una mamma, cosi tanto, che quando sei nata tu è come se avesse detto: “Ora sarà lei, la mia mamma”. Ma non si può chiedere a una bambina di fare da mamma. Perché è una bambina, appunto. A te nessuno l’ha mai spiegato questo. Ti sembrava normale stare con la tua mamma e fare in modo che fosse sempre felice. Ti preoccupavi di come stava, la osservavi, cercavi di capire cosa potesse farle dimenticare quel suo dolore profondo. Non è giusto. Perché mentre facevi questo ti dimenticavi di guardare il tuo, di dolore profondo. Ti dimenticavi che una bambina deve andare a letto presto, e non deve stare su fino alle due di notte per non lasciare sola la sua mamma che lavora. Ti dimenticavi che i problemi degli adulti sono troppo per una bambina e che ascolta oggi e ascolta domani, la possono schiacciare, come un macigno. Ti dimenticavi che potevi scordarti di tutto e di tutti quando giocavi nel bosco e con gli amici, perché eri una bambina ed era giusto che fossi spensierata, che avessi i tuoi spazi, i tuoi momenti. E allora, per consolarti, di tutte queste cose che ti dimenticavi e che nessuno ti aveva mai detto che erano tue, leggevi. Leggevi tanto. E immaginavi di essere un’altra bambina, in un altro paese, con un altro papà e un'altra mamma, o magari con nessuno, orfana e in cerca di ventura, o con il papà in guerra e tre sorelle adorabili che ti facevano compagnia…o immaginavi di essere un adulto forte e intrepido che non aveva bisogno di nessuno, o un animale della foresta libero e amico di tutti…ecc…quante storie, quanti sogni ad occhi aperti, quanti mondi alternativi creati nell’arco di una notte, in un pomeriggio assolato e afoso, in una giornata piovosa. Però, ora ti devo spiegare una cosa importante. Che si può sognare ed è giusto e sano. Ma poi ad un certo punto bisogna pur ritornare con i piedi per terra. Perché si vive con i piedi per terra e non nei mille sogni e castelli in aria che ci siamo costruiti. Devi capire questo, bambina mia. Che non è necessario scappare sempre in un mondo alternativo, per sopravvivere. Perché hai diritto a una vita reale come tu la vuoi. E la puoi anche costruire, creare, ogni giorno. Non devi avere paura perché io sono qui con te, ti prendo la mano. Lo facciamo insieme. Ti farò vedere come si fa cosi che tu non debba più fare sempre la bambina saggia e responsabile davanti a tutti per poi scappare spaventata a rifugiarti nel tuo mondo dove nessuno ti può raggiungere. Abbi fiducia in te.Abbi fiducia in me. Non ti lascerò mai sola.

Updated 13-05-2010 at 22.24.12 by Alessia Va

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Commenti

  1. L'avatar di LucyVanPelt
    [url=http://www.youtube.com/watch?v=ONz1p4Qfb_w&feature=related]La cura - Franco Battiato[/url]

    [IMG]http://img339.imageshack.us/img339/8642/cura.jpg[/IMG]

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