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Alessia Va

Immobilità.

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Dunque, ora, con qualche giorno nel mezzo, posso magari tentare di spiegare, meglio, cosa mi ha spinto a quell’impeto di rabbia, verso me stessa, a quelle parole…
Oggi sono stata in Emilia, mi sono alzata all’alba e sono cotta…magari in questo stato riesco persino ad essere più lineare del solito…

Il non fare niente. L’impossibilità a fare qualcosa.
Si, perché io lo so che si tratta di impossibilità, che si era trattato, allora, di impossibilità. E che questo è uno schema che ancora mi fa agire…o non agire, in un certo modo.
Cosi come, in quel momento, io ero presente e assente nello stesso tempo, anestetizzata, cosi anche in altri momenti, esperienze, vissuti che ho attraversato negli anni.
Quindi forse più che una rabbia per la bambina di allora, è un rabbia verso me stessa, adesso.
Perché se posso capire che quella bambina non aveva strumenti per reagire, so anche che
ora sono una donna adulta, e questi strumenti vorrei averli.
Se qualcuno mi conosce, sarà difficile pensarmi in questi termini, ma nella mia esistenza mi sono messa, più di una volta, in situazioni non esattamente piacevoli, direi anche pericolose, per certi versi, e non contenta di essermi infilata in questi colli di imbuto, ci restavo anche impantanata, senza riuscire a trovare non solo la forza, ma persino la presenza necessaria per dire di no, per tirarmici fuori, prima che si venissero a creare certe situazioni.
E se rivivo quegli istanti, quelle esperienze, ritrovo lo stesso senso di anestesia, la stessa sensazione di essere li e non essere li. Per cui se anche erano cose non piacevoli, alla fine non mi toccavano e siccome non mi toccavano, veramente, non reagivo, veramente.
Cosi lasciavo che le cose accadessero, fino a che raggiungevo un punto in cui, forse per sfinimento, perché alla fine risulta veramente faticoso persino quel distaccarsi da tutto, mollavo tutto.
Ma era più una decisione presa per esaurimento delle risorse, piuttosto che per una vera, reale espressione di una potere personale.
Puntualmente poi la situazione era già andata cosi avanti che era quasi impossibile uscirne senza farsi del male.
Non so, sto ricapitolando la mia esistenza, pezzetto per pezzetto.
Magari ogni tanto ne esce qualche emozione forte, magari qualche volta mi sento in colpa, o
stanca di un senso di impotenza che riaffiora in ogni modo, per quanto cerchi di superarlo, o magari a volte sembra che mi voglia fare del male gratuitamente, ma credo che siano passaggi di un percorso che mi sta portando lungo nuove strade, a conoscere posti mai visitati prima, a vedere
possibilità mai potute contemplare.
A volte in modo più tranquillo, altre volte con qualche ostacolo in più sulla via.
L’irregolarità del terreno..

Updated 08-05-2010 at 22.21.49 by Alessia Va

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