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Alessia Va

Ancora...

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Oggi è un'altra giornata di ricordi. Un’altra giornata dura. Mi chiedo perché sempre dopo la seduta.
La risposta, me la do già da sola: evidentemente smuove, la seduta, uno strato dopo l’altro, e quindi è normale che accada. Come quando si somministra una medicina, che per far bene,
magari deve fare un po’ di male…
E ne fa…


…è un pomeriggio d’estate. Mio fratello, come al solito, è a giocare in giardino con gli altri.
Io no. Sono altri i “giochi” a cui sono destinata, oggi. “Oggi faremo un gioco speciale, molto speciale” mi dice “Abbiamo tutto il tempo perché E. è andata a fare la spesa”.
Non so dire quanti anni ho, non lo so…e non so dire il perché, ma ho l’immagine nitida del retro della nostra macchina, del mio papà e della mia mamma, che vedo scomparire in fondo al vialetto. Se ne sono andati. Siamo soli. Mi porta nella sua camera da letto. Il gioco speciale consiste come prima cosa nel liberarsi dei vestiti. Non solo i miei, perché quello non era un gioco speciale, era un gioco normale, ma anche i suoi. Mi solleva, mi fa sedere sul letto e poi mi parla, di questo gioco speciale, e di quanto sia bello…e di quanto, come al solito, sia bella io eccetera, eccetera.
Non voglio altro che sparire. E di fatto è come se non fossi qui. Sono qui, e sono via.
Mi sembra di essere una bambola inanimata. Non reagisco. Non fiato. Non mi muovo.
Sono come anestetizzata. Vedo la sua mole immensa venire verso di me, avvicinarsi sempre di più, e non reagisco. L’inevitabilità del suo contatto mi lascia indifferente. Almeno cosi sembra. Ma la sensazione della pelle contro la pelle, di un calore che dovrebbe essere, per sua natura, protettivo, e invece è minaccioso…
Si può sentire e non sentire allo stesso tempo? Essere assenti da se stessi e percepire tutto?
Desiderare di sparire, non esistere, volatilizzarsi?

…esattamente come mi sento oggi. E allo stesso tempo provo una profonda rabbia verso me stessa.
Verso quel non reagire, non muoversi, non fare niente…NIENTE!
Mi verrebbe voglia di prenderla per le spalle, quella bambina, e scuoterla. E urlarle di fare qualcosa, di non starsene li cosi, immobile, a subire tutto.
Ma d’altra parte nessuno le aveva mai insegnato che era giusto dire di No. Che era giusto difendersi. Non c'era nessuno a dirle cosa poteva fare...
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Commenti

  1. L'avatar di paradelta
    quella bimba non ha fatto nulla di sbagliato..
    nulla in meno o in più di quanto avrebbe dovuto..
    quella bimba si è difesa come poteva e sapeva fare...
    c'erano emozioni e sentimenti che quella bimba non solo non conosceva ma non ne sapeva neanche i nomi...
    lei non centra proprio niente!
    non puoi darle anche le colpe di ciò che ha vissuto..
    credo che ciò che ha vissuto basti....non la caricare di altro ancora...
    ...........
    scusami...
    non lo cancellerò questo......
    ma scusami....

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