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Alessia Va

Oggi...

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…la mia seduta. Mi sono resa conto che il fatto di avere ricostruito la coerenza di quello scamiciato scozzese ha segnato un cambiamento, forse impercettibile ma fondamentale.
Resta la sofferenza, che ancora non sono capace di esprimere, perché per cosi tanto tempo me la sono tenuta dentro, chiusa e serrata.
Resta la paura, di quegli istanti.
Resta il senso di impotenza, la rabbia, la solitudine di tanti anni.
Quello che ora ritrovo è l’accettazione.
La cessazione della lotta interiore del vero-non vero, realtà-fantasia, giusto-non giusto.
Non c’è più quella frase: “non è possibile che sia accaduto a me”.
Non c’è più quella domanda: “non mi starò inventando tutto?”.
Non c’è più quel dubbio: “è giusto che io racconti?”.
Rimane la vergogna, e ci sta anche…altrimenti non sarei autentica.
Perché ti nasce, la vergogna, non ne puoi fare a meno.
Ma non c’è più la cappa scura che questa vergogna faceva venir voglia di gettare, per nascondere
gli eventi non solo agli occhi degli altri, ma anche ai propri…non vedere è preferibile, a volte.
Rimangono le sensazioni fisiche, la paura di averle addosso di nuovo, di ri-sperimentare e rivivere.
Ma credo, adesso, di essere pronta a fare, agire, quello che ho tante volte detto e ripetuto.
Credo sia giunto il momento di guarire attraverso il mio corpo.
Il confine tra il possibile e la sua realizzazione e veramente sottile, spesso invisibile. Ma lo si sente…quando lo si è attraversato…si sente.

Updated 28-04-2010 at 23.09.27 by Alessia Va

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