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Alessia Va

Alberi -1-

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Dunque, oggi, sono tornata sul balcone.Senza l’idea, in realtà, di parlare con la quercia.
Volevo starmene un po’ per i fatti miei.Con i miei pensieri.
Mi sentivo tesa, con l’idea di stare facendo una grossa stupidaggine a parlare agli altri
dei miei problemi. Che sarebbe stato meglio starsene zitti.
È stato in quel momento che…
“Perché dovresti stare zitta? È una cosa normale, assolutamente normale, condividere.
Le cose belle come le cose brutte.
Hai fatto bene”.
“Ho fatto bene?” le ho detto di rimando “sei sicura? Io non poi cosi tanto.
Nessuno vorrebbe sentirsi raccontare certe cose. Si preferisce pensare a un mondo
dove non succedono. Illudersi che siano cose che se capitano, capitano a qualcuno che è lontano da noi.Io stessa non vorrei vivermele. Ne farei a meno se potessi”.
“Questo è quello che pensi tu in questo momento. Ma che tu lo pensi non significa che sia la realtà. Anche tra gli alberi ci si sostiene e si condivide.
Si condivide la primavera, con l’energia che scorre e il suo calore, cosi come l’inverno con i suoi rigori ela tristezza di cui ci riveste. Come siamo desiderosi di sentirci vicini nel tripudio della vita dei mesi caldi, cosi ci stringiamo gli uni agli altri quando le nostre foglie cadono e sentiamo freddo. E cosi anche per voi.
Cosi dovrebbe essere. Senza domandarsi se sia giusto o no. Perché è semplicemente nell’ordine delle cose.Nessun albero, come nessun uomo, potrebbe vivere
isolato”.
“Ma cosa dici? Come potete stringervi gli uni agli altri, se non potete muovervi? E come vi aiutate? A distanza?” gli domando.
“Piccola amica, non possiamo muoverci, è vero. Ma questo non significa che siamo condannati alla immobilità.
Ciascun albero ha una sua propria struttura, delle sue proprie caratteristiche e esigenze. In un bosco con tanti alberi, queste particolarità si intrecciano e vengono condivise molto facilmente.
Per esempio attraverso il terreno. Ciascun albero ha necessità di un particolare
terreno, con particolari nutrienti. Questi nutrienti poi possono variare, nella loro natura, anche diverse volte nell’arco non solo della vita di un albero, ma nell’arco di un anno o di un mese o anche solo di un giorno. Cosi, ciascun albero, cerca di essere attento alle necessità degli altri alberi.
Funziona cosi: a un albero servono determinate condizioni del terreno e lo comunica agli altri alberi attorno. Questi alberi, ascoltano con attenzione quello che viene loro comunicato e cercando di adoperarsi per modificare il terreno in modo che l’albero che ha fatto la richiesta possa ottenere quello che gli serve.
Per esempio può essere necessario acidificare un po’ di più il terreno, o viceversa renderlo meno acido.
Può servire una concentrazione maggiore o minore di azoto, o di altri nutrienti.
Una particolare pianta per motivi particolari può fare richiesta di più o meno acqua.
E tutti quelli che le stanno attorno cercano di fare in modo che questo si verifichi. Naturalmente cosi sarà anche per le piante che le stanno attorno. Anche loro comunicheranno le loro esigenze, problemi, necessità. E gli altri alberi provvederanno a soddisfarle. In un gioco di espressione e ascolto che porta a quell’equilibrio perfetto che permette al bosco di vivere”.
Rimango ad ascoltarla incantata. Mai avrei pensato che comunicassero cosi intimamente tra di loro. Che si sostenessero in modo cosi forte.
“Ma come fate a comunicare?” insisto su questo punto perché non mi è chiaro.
“Ci sono tanti modi di comunicare. Non è indispensabile avere delle gambe per avvicinarci a chi ci sta attorno” risponde
la quercia “c’è qualcosa che si può spostare senza che sia richiesto a noi un solo passo.
Qualcosa che è in tutte le forme di vita e che ci permette, ora, qui, di comunicare.
Cosi se anche io sono nel bosco e tu sul balcone e non ci tocchiamo, possiamo sentirci
vicini e parlare”.
Forse sto iniziando a capire…
“L’Energia” dico.
“Esatto. I nostri campi energetici. Non hanno vincoli di spazio, loro possono muoversi.
Possono protendersi verso chi vogliamo raggiungere.
Accarezzare il campo energetico dell’altro. Sentirlo. Comunicare.
È quello che stiamo facendo noi”.
Si. Lo sento. È come essere accarezzati. Dolcemente.
“E cosi protendendo i vostri campi energetici, vi parlate e sapete quello di cui ciascuno
ha bisogno”.
“Si” mi conferma la quercia “ed è importante che accada. Tutte le forme di vita comunicano
e si sostengono a vicenda.
È naturale che sia cosi. Solo l’uomo ha un po’ perso questa naturalità. Fate fatica a sentirla. E vi scervellate nel voler capire se sia giusto o sbagliato. Se avete fatto bene, se sarebbe meglio non averlo fatto…ecc…Mamma mia, quanto pensate.
Che congestione quella vostra povera sommità. Sarebbe meglio lasciare che l’energia scorra
libera in tutto il corpo, invece che intrappolarla li sopra…”

- continua -

Updated 20-04-2010 at 23.10.36 by Alessia Va

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