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Alessia Va

Alberi

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Oggi ho avuto una lunga conversazione…con un albero.
Una giovane quercia che ha dimora nel bosco accanto a casa.
Dal balcone nel salotto, dista pochi metri.
La mia storia con gli alberi e antica.
C’era un tiglio, anni fa, in giardino, con il quale parlavo spesso.
Una tromba d’aria l’ha abbattuto.
Ho pianto per giorni la sua dipartita. Avevo perso un amico.
Poi ho scoperto che la vecchia quercia, la matricina
del bosco, mi stava ad ascoltare volentieri.
Parlava poco, ma con sagge parole. Cosi che, spesso,
bastava semplicemente condividere il silenzio della
reciproca presenza, per capire i discorsi.
Ma era cosi vecchia che si era ammalata.
E l’hanno tagliata.
Era serena, negli attimi prima di andarsene.
Sapeva che non poteva più vivere in quelle condizioni.
Mi disse di non essere triste. Che la vita è fatta di tanti
alberi.
Sono passati anni privi di conversazioni.
Non so neppure il motivo.
Forse un tentativo di allontanamento. Per non soffrire
di altri distacchi.
Ieri, approfittando del tiepido sole primaverile che faceva
capolino dopo giornate piuttosto fredde, mi sono seduta per terra,
le gambe e le braccia allungate, gli occhi chiusi, sul balcone del
salotto, come una lucertola ad assorbire il calore.
Mentre me ne stavo li con la testa poggiata al pilastro, all’improvviso
mi sono sentita osservata.
Ho aperto gli occhi, di scatto, e subito si sono posati,
come attratti da una forza magnetica,
sulla giovane quercia.
“Ciao, piccola amica. Ti sei accorta che ti stavo chiamando, finalmente”
Ho ritrovato allora quella sensazione di contatto, impalpabile, etereo, ma tangibile,
che si sperimenta quando si parla con gli alberi.
“Mi stavi chiamando?” è stata la mia domanda.
“Si. Desideravo parlarti”.
“E perché?” le ho chiesto, guardinga.
“Primo perché so che sei in grado di ascoltarmi, e secondo perché in questo momento mi
sembra tu ne abbia bisogno. È da un po’ di tempo che ti osservo”.
“Mi osservi?” ho chiesto, ancora più guardinga.
“Vedo tutto da qui, non dimenticartelo. Ogni cosa”.
Certo. Questo è un discorso che agli alberi piace molto riproporre di tanto in tanto. Di quanto
siano in grado di vedere, di noi. Delle nostre vite. E persino della nostra Anima.
“E cosa mi vorresti dire?” le domando.
“Oh…tutto è niente. Sarebbe bello semplicemente che parlassimo un po’. Se ti va e quando di va.
basta che vieni qui, da dove mi puoi vedere, e stai un pochino di tempo insieme a me”.
Penso che si possa fare. Perché no? Glielo dico. Che possiamo provarci. Glielo prometto. Che parleremo un po’ ogni tanto. E cosi ci lasciamo…
Oggi sono tornata sul balcone e abbiamo chiacchierato.
Sono uscite fuori cose interessanti.
Poi le racconto…
Le scrivo qui sopra…magari qualcuno mi prenderà per matta. Ma tant’è…

Updated 20-04-2010 at 19.14.43 by Alessia Va

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