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Alessia Va

Tanto per spiegare...

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..questa mia affermazione:

Bisogna che si sia un tantino più leonesse e meno pecore...


E per farlo faccio un esempio.
Il mio.
Quel giorno, di quell'estate di 18 anni fà ero sconvolta, comprensibilmente, sconvolta.
Mi ero chiusa in bagno.
Tremavo. In preda allo shock.
Mentre nessuno si era accorto di nulla.
Mentre di la continuavano a chiaccherare.
Come sempre.
Lui compreso.
come se non fosse successo nulla...di diverso...di anormale.
Partiamo dal pressupposto che nessuno ha notato la mia assenza.
Si vede che sono invisibile.
Ma passi...
Quando se ne sono andati, io sono uscita di li, facendomi un coraggio che ancora oggi mi sembra enorme.
Mi si poteva leggere in faccia, come stavo.
Non ero nelle condizioni di "fare finta" di alcunchè.
Entrando in cucina mi sono avvicinata a mia madre.
Una mamma dovrebbe capirlo quando stai male.
Una mamma dovrebbe sentirlo, dovrebbe essere li per aiutarti, sostenerti.
E io, quel giorno, ci speravo.
Con lei stavo per fare un tentativo, stavo per parlare di quella cosa...quella...cosa...che mi era appena accaduta.
Ma il suo sguardo mi ha attraversato come se non mi vedesse.
E quando ho aperto la bocca per spiegare...per tentare di fare uscire qualche parola...è come se, senza parlare, solo con lo sguardo, il movimento del corpo, solo con il silenzio di quel momento, mi dicesse "non parlare, non ti permettere, non è successo niente".
Ora, la sconvolgente verità che allora non avevo e accettato e non potevo accettare è che lei sapeva. Che avrebbe potuto alzare anche solo un dito, un piccolo artiglio da leonessa, per difendermi, per stare dalla mia parte, per fare qualcosa, qualsiasi cosa che non fosse ignorare...e non l'ha fatto.
E' molto più comodo vivere da pecore, adattarsi alle situazioni, nascondere per il quieto vivere.
E io, sola, di fronte a un muro di omertà, non ho saputo cosa fare...e mi sono ritirata....
Sopportando ogni volta la presenza di lui. Sopportando ancora una volta gli sguardi e le parole di mia madre "non è bene che tu sparisca sempre quando viene, fatti vedere, altrimenti sembra che lo fai apposta, non è educato"
....

Non è educato, cosa?
Non è bene, cosa?
E soprattutto per chi?

Leonesse, dobbiamo diventare tutte, difenderci a vicenda, difendere le nostre figlie, sorelle, amiche, difenderci...e sostenerci e opporci a tutto questo...
Anzi, non diventare: riscoprirci.
Perchè di forza ne abbiamo da vendere.
E di coraggio pure...
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Commenti

  1. L'avatar di willy61
  2. L'avatar di paradelta
    ieri avevo letto un tuo intervento sulle"responsabilità delle violenze" in un altro blog..

    non ti nascondo che pur intuendo, ciò che ora scrivi più chiaramente nel tuo blog...ho respirato a fondo da ieri ed avevo deciso di rispondere lunedì..dopo una profonda auto/moderazione/censura...

    io capisco, comprendo, intuisco ogni tuo sentimento e sono felice della consapevolezza che stai maturando e del percorso che stai facendo...

    vorrei dire molto..ma leggere questo tuo blog di oggi ha spento i mille discorsi che mi faccio da ieri...stamattina e pochi istanti fa....

    se rinascerà...posterò...
    buon fine settimana.
  3. L'avatar di Alessia Va
    Paradelta, ti prego: non censurarti...
    Se ho trovato l'inatteso coraggio di scrivere di queste cose, gradito oserei dire, dopo tanto silenzio, è perchè c'è il desiderio del confronto...
    Altrimenti avrei fatto diversamente.

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