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L'amore conta conosci un'altro modo per fregar la morte?

Storia dedicata alla mia dolce Psico:

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1) PARTE:
Un brutto giorno ho perso tutto (ovvero, sarebbe meglio dire che ho perso le persone che rappresentavano il pilastro della mia esistenza, anche se io per loro sono solo “una dei tanti utenti”. Da quel giorno la mia vita non aveva più senso, non sapevo più cosa fare, mi sembrava tutto così inutile. Ma proprio quando stavo per mollare tutto, apparve uno spiraglio di luce, sembrava un raggio di luce. Non capivo bene da dove provenisse, era qualcosa di magico, sapevo che poteva essere la mia unica via d'uscita; così cominciai a seguirla, portava verso una spiaggia. Questo rendeva l'atmosfera ancora più affascinante. Cominciai ad osservare meglio quella luce e piano piano vidi apparire delle ali ed un viso dolce e delicato; non sapevo se fosse un angelo o una fata, ma era bellissima e c'era qualcosa di magico nel suo sguardo, mi piaceva tropo come mi guardava, nessuno mi aveva mai guardata in quel modo, allora le chiesi “Puoi aiutarmi?” e le raccontai la mia storia. Lei all'inizio rimase seria ma continuò a guardarmi con la stessa intensità; io invece svagavo un po, avevo paura; poi lei cominciò a farmi delle domande che all'inizio mi misero un po suggestione, ma poi cominciò a farmi delle belle domande: delle domande che si fanno quando vuoi conoscere i sentimenti ed il modo di guardare il mondo della persona che hai di fronte, erano domande diverse da quelle che mi avevano già fatto gli altri.
Ero felice di incontrare qualcuno che fosse interessato davvero a conoscermi per quello che provo e non per quello che faccio nella vita...perchè il mio modo di vivere non rispecchia esattamente il mio modo di essere...così decisi di continuare ad andare in quel posto speciale; ma nonostante lei fosse molto comprensiva e sensibile nei miei confronti, col tempo vidi una realtà che forse avrei dovuto capire dal primo momento che l'ho incontrata, quello che i miei occhi hanno dovuto guardare mi ha fatto troppo male. Tra me e lei c'era di mezzo il mare, l'orizzonte ci divideva. E' un confine difficile da raggiungere e pericoloso da superare, anzi impossibile da varcare, anche perché nessuno sa davvero dove finisce l'orizzonte...
Improvvisamente mi sono resa conto di quanto fossero distanti le nostre vite, lei viveva nel cielo, io sono costretta a stare qui in questa terra, ferma, in mezzo al fango. Lei sta troppo in alto perché io la possa raggiungere, lei può volare e guardare tutto dall'alto; io ho le ali spezzate, quindi non riuscirò mai a vedere il mondo con i suoi stessi occhi, abbiamo una visuale completamente diversa, perché guardiamo la vita da due prospettive opposte: lei è libera, ha una visuale molto più ampia per osservare tutto l'universo, io l'unica cosa che posso fare è alzare ogni tanto gli occhi al cielo. Se potessi anch'io ogni tanto guardare me stessa da una nuvola...sarebbe tutto più chiaro e semplice da affrontare, ma io invece ci sono troppo dentro fino al collo...siamo su due mondi completamente separati, diversi...farei carte false per entrare anch'io un po nel suo mondo per viaggiare nell'universo insieme a lei, ma purtroppo le nostre vite devono restare ben distinte. E' una legge fondata da qualcuno che aveva paura di coinvolgersi? Boh! Comunque questo lo posso capire. Ma c'è anche una cosa che proprio non riesco ad accettare, mi fa troppa rabbia: la mia fata la possono vedere tutti, chiunque può chiederle aiuto, qualunque persona può osservarle lo sguardo e chissà lei quante altre storie sentirà, forse incontrerà qualcuno che è più bravo di me a raccontare la sua storia o qualcuno che riesca a seguire di più i suoi consigli e che sappia mettere in pratica i suoi insegnamenti; io non ci sono riuscita molto bene...ma quello che mi sconvolge di più è il pensiero che il suo cuore possa battere forte per qualcun altro. Premettendo che non so quante volte il suo cuore abbia pulsato per me, un po le vibrazioni si possono percepire, ma non saprò mai cosa sente e quello che penserà mentre le parlo, appena entro e quando esco dal suo studio...Questa cosa mi distrugge...E muoio dalla gelosia che qualcun altro possa catturare tutta la sua attenzione e trasmetterle quello che io non sono ancora riuscita ad esprimerle...
Tutte queste mie paure le avrei potute mettere da parte, nonostante mi facessero stare molto male, però in tutto questo c'è stato un elemento che mi ha fatto soffrire troppo. Tutto cominciò quando provai per la prima volta a sentire il mio dolore fino in fondo senza scappare subito, come mi aveva consigliato la mia fata. Un giorno ero molto triste, avevo un groppo in gola, senza che ce ne fosse motivo, almeno non ce n'era uno apparente, avevo passato una bella giornata...ma c'era una voce dentro di me che mi diceva che non meritavo quello che gli altri mi davano, che non ero in grado di ricambiare il loro affetto, che non sarei mai stata in grado di cambiare niente nella mia vita...così cominciai a stare in colpa...cercai di capire da dove provenisse tutto quel dolore, provai a sentirlo bene; in un solo istante cominciai a piangere forse per tutti i ricordi che stavano riemergendo, mi scorrevano davanti gli occhi tutte le immagini senza che io riuscissi a fermarle...non riuscivo più a smettere di piangere, era come se qualcosa si fosse sciolto dentro di me...e questo mi faceva sentire meglio, più libera. Ma questa sensazione non durò molto, fu subito sostituita da un senso di di insofferenza, di vuoto, di apatia, come se all'improvviso non ci fosse più nulla per cui emozionarsi, come se il rumore del cuore non avesse più nessun messaggio da comunicare...ogni sentimento sembrava essersi sminuito senza un perché...è in quel momento che guardandomi dentro incontrai qualcosa di molto inquietante, lo potrei attribuire all'immagine di un lupo indemoniato...che mi mordeva con tutta l'aggressività che possedeva. Lui si cibava di ogni speranza che si nasconde nel cuore umano, ti si aggrappa al cuore, ti ruba i sogni, i desideri, le aspettative per il futuro, ti risucchia tutte le energie, ti fa perdere la consapevolezza di te stessa, ti fa dimenticare i valori per cui stavi lottando; tutto questo per travolgerti e distruggere ogni briciolo di fede e sicurezza che ti era rimasta..lui sa perfettamente come ferirti e spaventarti, perché conosce meglio di chiunque altro le tue fragilità, così punta sulle tue paure più profonde per sferrarti il colpo mortale...con me ha trovato un terreno molto fertile...era da questo che stavo scappando. Poi ho capito che questo “lupo indemoniato” ha sempre fatto parte di me, solo che io non l'ho mai saputo guardare né tanto meno ascoltare...lui è una parte di me che è stata troppo tempo in silenzio, per questo ora è incazzato nero e si sta ribellando a tutte le mie forme di controllo...ora l'unica cosa che posso fare è conviverci e capire cosa vuole da me, magari ha solo bisogno di raccontare la sua storia.
Avrei dovuto condividere tutto questo insieme alla speciale fata di cui vi ho parlato, perché lei aveva una chiave di lettura molto più obiettiva della mia e sicuramente insieme a lei questo triste viaggio sarebbe stato molto più confortevole e intenso; ma purtroppo le nostre strade si stanno dividendo...un po è stata colpa mia, non mi sarei dovuta allontanare...ma adesso è stata lei a scegliere un'altra strada ed io lo devo accettare in silenzio...anche se mi sta facendo male, non posso arrabbiarmi né tanto meno fargliene una colpa, perché le fate hanno tanti mondi da osservare, quindi devono per forza fare una selezione.; quindi ormai le parole sono finite, non c'è più molto da dire.
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