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darcylia

Cosa succede....

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.....quando ti promettono qualcosa di concreto che di fatto si rivela una bufala?

Avevo una tana. La mia Tana. La mia stanza.
L'unico posto di tutta casa *mio*. L'unico posto in cui rifugiarmi da tutto e tutti.
I genitori mi stressano? Mi chiudo in camera.
Sono stanca? Mi chiudo in camera per riposare in pace.
Voglio leggere, scrivere, ascoltare musica, cantare, suonare la chitarra? Posso farlo in camera mia, mi chiudo dentro e mi isolo, mi ritrovo nel *mio* mondo, nella mia quiete, nel mio "ordine discreto" (per citare De André) che forse rispecchia un po' anche quello del mio cuore, che rispecchia il mio modo d'essere.
Mi chiudo dentro e nessuno può disturbarmi se non lo voglio io (anche perchè da circa 4 anni non ho più la maniglia della porta: per aprire e chiudere uso una brugola che tengo solo io, per cui chi vuole entrare in camera *mia* deve arrabattarsi e non poco....a meno che io non decida di aprirgli ).

Cosa succede quando per dei comunissimi lavori di ristrutturazione (leggasi montaggio della canna fumaria che deve passare per forza per la *mia* stanza) la mia Tana si ritrova tutta sotto sopra, ricoperta da teli di plastica, senza più una mensola, tutta la roba dentro a degli scatoloni, mobili spostati, etc.?
Ma cosa vuoi che sia, in una settimana fanno tutto.

Succede che è' più di 1 mese che sono in questa situazione, anche se (per fortuna) il lavoro sembra l'abbiano finito.
Peccato che io adesso mi ritrovi con una mensola in meno, ancora tutti i libri e la mia roba inscatolata, e un sacco di cose mie che non hanno più una collocazione.
Peccato che le mensole in più che mio padre aveva previsto di montare improvvisamente non si riescano più a montare.
Peccato che io non possa riavere il mio spazio dove sfogarmi, dove rinchiudere le mie preoccupazioni, i miei problemi per poi potermene liberare.

Mi sento senza casa, senza una tana.
Può sembrare banale, addirittura patetico. Ma per me non lo è. Di fatto manca un pezzeto di me, o meglio manca il mio habitat, il mio humus.
E' come se durante questi ultimi anni la mia progressiva indipendenza si sia sviluppata anche tramite questo spazio: è il mio spazio di vita, che parla di me, mi accoglie, mi conforta. Col passare del tempo l'ho personalizzato, l'ho adattato a me, alle mie esigenze, ai miei bisogni, ai miei gusti, ai miei impegni.....alla mia vita.
E' la mia piccola casa.....come se fosse un piccolissimo monolocale, o come una stanza singola in un appartamento abitato da più persone.
Ecco cos'è.
Ma sarebbe meglio dire cos'era.

E allora succede che io mi incazzo e anche tanto.
Perchè adesso devo ricostruire, ristrutturare, riorganizzare. E per farlo non ho i mezzi (soprattutto monetari).
Facile per i miei genitori dire: "E' camera tua, devi muoverti te. Butta via tutta quella roba inutile. O sei vuoi tenerla allora ti vai a cercare tu mensole, armadi, scaffali, etc.".
Facile per loro.
Per me un po' di meno visto che NON HO UN SOLDO (non lavorando ancora dipendo da loro) e non ho nemmeno una macchina per andare in giro a cercare, muovendomi autonomamente. Perchè per acquisti come questi (ma come per tante altre cose) devo chiedere a loro il contante, e dovendo chiedere a loro ovviamente l'acquisto deve passare sotto il loro vaglio, dopo attento e scrupoloso esame. E questo è assai frustrante, perchè se da un lato mi sto creando una mia autonomia, una mia indipendenza, di fatto non ho i mezzi per concretizzarle, per attuarle




29-11-2006 11:23
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