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Linea di confine

Secondo Convegno Semprevivi

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IL MIO INTERVENTO




Di fronte a certe situazioni, troppo spesso e con troppo poco peso, vengono pronunciate le due famose paroline "ti capisco", senza rendersi conto che in realtà non si potrà mai comprendere fino in fondo ciò che prova l'altro, perchè ogni essere umano percepisce le cose in maniera diversa.
Un po' di tempo fa stavo riflettendo proprio su questo e iniziai a scrivere, con l'intento di far comprendere cosa può provare una persona affetta da disagio psichico.
Il racconto che vi leggerò è il risultato di ciò che la mia sensibilità mi ha dettato.


La ragazzina si guardò attorno. Nascondeva il suo imbarazzo dietro lunghi capelli castani.
Aveva soltanto tentato il suicidio e adesso si trovava ricoverata nel reparto di psichiatria di uno squallido ospedale. A pochi metri da lei c'erano persone di tutti i tipi: alcune parlavano da sole, altre urlavano, molte scacciavano mosche inesistenti.
Dove l'avevano portata? Lei non si sentiva pazza. Semplicemente non amava la vita, e non c'era nulla di più brutto che il doverla vivere per forza.
Nella sua testa vagava una domanda. Che cos'era un matto?
Non aveva la minima idea perchè il termine veniva usato in maniera del tutto "anarchica".
Dunque, forse era meglio domandarlo a uno di loro.
"Matto è colui che vive nel proprio mondo", le risposero.
Possibile che tutte queste persone vivessero in un mondo a parte? pensò.
Con il passare dei giorni fece amicizia con una signora di nome Noemi, la persona più normale che ebbe modo di osservare lì dentro.
Quando prese più confidenza, la ragazzina decise di raccontarle una storia: "una volta, ho visto una donna con un vestito rosso scollato e lo sguardo vitreo che girava per le vie di Milano; il termometro segnava cinque gradi sotto lo zero. Pensai che fosse ubriaca e mi avvicinai per aiutarla, ma lei rifiutò la mia giacca."
"Nel suo mondo, forse, era estate", le rispose la donna. Tutti viviamo in un mondo nostro, ma se guardi il cielo stellato, ti accorgi che tutti questi mondi diversi si combinano, formando sistemi solari, costellazioni, galassie.Uno dei primi giorni che eri qui, ho sentito che chiedevi agli altri che cosa fosse un pazzo....lascia che ti spieghi. Non devi far altro che ascoltarmi, piccola.

La disperata solitudine è il nostro mondo interiore, per accedervi bisogna vestirsi ai nostri occhi di ali angeliche e scendere con coraggio nella profondità di quel vuoto.
Posso giocare con ogni mio singolo desiderio, posso amarti ma domani posso odiarti. Posso promettere, e fra qualche ora dimenticare la promessa fatta. Chi mi ama deve sapere a cosa va incontro. Seguimi, io sono l’angelo nero, io sono l’angelo eternamente ricoperto di ambiguità; ambiguità nel rispondere, ambiguità su quello che voglio dalla vita, ambiguità sulle mie preferenze sessuali.
La creatività della mente è un’eterna altalena, so bene come sono ma non so mai cosa voglio. Sono un bosco eterno di pensieri, non sarò mai la semplicità comune, per questo, accetta i miei silenzi, quei miei occhi che ti guardano, perchè ho sentimenti anche io.
Non sembra...ma provo emozioni quando tutto intorno è silenzio; il rumore mi confonde, posso distrarmi a osservare, non mi chiedere mai cosa guardo: non capiresti il mio interesse per ciò che osservo.
Mi stimola qualsiasi cosa che pare essere nulla agli occhi degli altri. Tu non fare domande, solo allora saprò seguirti.
Non provare mai a sfidarmi perchè la vendetta è una delle mie armi.
Non fare in modo di obbligarmi ad ascoltare le note della mia mente.
Se lo vorrai, e mi vorrai, saprò riempire il tuo mondo di bellezze eterne, anche se non posso descriverti ogni parte di me, non posso parlarti di quei pensieri figli di notti vagabonde. Ma fai attenzione, perchè il tempo corroderà i miei sentimenti. Potrai soltanto assaggiarmi, e dovrai farlo in fretta perchè c’è la certezza che io presto cambi strada e saremo soltanto due ricordi, l’uno nella mente dell’altro.
Sono io, ambigua come quel Dio di cui si parla tanto, che mi ha voluto creare.
Seguo la mia natura, un filo logico discontinuo; solo io potrei capirne la sua logicità.
Limitati ad amarmi, ma non farmi sentire inadeguata perchè in poco tempo potrei diventarlo veramente.
Forse non mi so spiegare, ma qualcuno mi ascolterebbe se sapessi farlo? O forse mi so spiegare fin troppo bene, ma a pochissimi importa ciò che ho da dire. Allora perchè mi esprimo?
Tante cose non valgono la pena, ma fra un secondo dirò che invece vale la pena di viverle tutte.
Dovrei accettare il fatto che ogni qualvolta si prova un’emozione, la si vive 10, 100, 1000 volte più intensamente rispetto agli altri.
Perchè Dio mi ha fatto senza pelle, con i nervi scoperti? Perchè sono nata col cuore fuori dal corpo, senza protezione?
Più di una volta sono stata derisa per la mia emotività.
Mi è stato detto che vivo con due poli opposti nella testa. O tutto o niente. Viaggio tra questi due estremi come una spola sul filo. In mezzo c’è un oceano. In mezzo a quell’oceano ci sono anch’io, che nuoto per arrivare sulla sponda giusta.
O bianco o nero. Ma in verità io vivo a colori e le tinte della mia vita sono tante! So cogliere tutte le sfumature dentro agli occhi della gente, leggo oltre le righe, e la mia sensibilità mi permette di afferrare certi particolari che agli altri sfuggono.
Molte persone scrivono con la mano sinistra e in passato si tentava di correggerle. Perchè la gente tenta sempre di modificare ciò che considera sbagliato? Senza rendersi conto che ciò che considera errato, molte volte è solo diverso. Ma diverso non è sinonimo di peggiore. Però è molto più facile correggere e tentare di far diventare tutti come loro, piuttosto che comprendere ed accettare anche ciò che non è come loro.
A volte non vorrei mai essermi “vista da fuori” ed aver preso lucidità dei miei errori. Capire di vedere il mondo sotto la propria lente deformante, ma non riuscire a togliersela dagli occhi.
Il desiderio più grande resta quello di essere capita. Ma ho cominciato a rendermi conto che “gli altri” hanno dei limiti, ma non per colpa loro. Se parlaste con un cieco, non potreste arrabbiarvi con lui perchè non capisce quando provate a descrivergli il sole. E’ fisiologico non comprendere, almeno fino in fondo, certe situazioni per chi non c’è passato.
Autolesionismo, problemi di droga, disturbi del comportamento alimentare, umore altalenante, momenti di rabbia intensa e immotivata, ipersensibilità, noia cronica...
Stare male DENTRO, mostrarne i segni FUORI diventa qualcosa di inconcepibile agli occhi del mondo.
Si ha una peculiare tendenza all'autodistruzione e la stabilità di un castello di carte.
E' come camminare su pezzi di vetro. Significa vivere una vita estrema, al limite, con questo immenso vuoto interiore e la costante e pressante necessità di riempirlo. E' come stare sul bordo di una scogliera scivolosissima: puoi volare oppure cadere. Non sai volare e non vuoi cadere.
Ti senti perso.
E poi per consolarti pensi che in fondo, anche Cristoforo Colombo era solo un uomo che si era perso....."

La ragazzina sorrise, fissò a lungo la signora e perplessa le domandò:
"è passato tanto tempo dal primo giorno che sono entrata qui dentro...pensa che sono guarita?"
"No. Tu sei una persona diversa, che vuole essere uguale. E questo, dal mio punto di vista è considerato una malattia grave."
"E' grave essere diversi?"
"E' grave sforzarsi di essere uguali." Rispose la donna, sorridendo affettuosamente.
E infine disse: "anch'io in passato ho provato a seguire la normalità ma ho capito che la follia possiede un qualche cosa di magico. E' in un certo senso affascinante..quindi mi chiedo: si è SEMPLICEMENTE pazzi o INCREDIBILMENTE pazzi?"
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Commenti

  1. L'avatar di Anymore89
    ovviamente INCREDIBILMENTE PAZZI!!
    più osservo le persone che mi passano vicino,(magari non accorgendosi nemmeno che le stò osservando),mi rendo conto sempre di più di quanto ogni persona abbia dei demoni interiori che non può mostrare a nessuno..per la paura di non essere capito,di essere deriso e non accettato.. poi è anche vero che ognuno ha una pazzia particolare..che rispecchia la parte più profona e forse meno accessibile di ogni essere umano!

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