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complicata

Stabilimenti balneari

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Le file di ombrelloni arancioni con sdraio gialle, a detta di mia zia, gli diedero nome.
Iniziò con poche sedie per pochi amici, in quello che era stato una volta il giardino posteriore della casa di famiglia, portata via dal mare nel giro di pochi anni.
Quel giardino, già sabbioso e con poche piante use a succhiare dalle radici acqua semisalmastra, confinava con la casa retrostante, un palazzo di tre piani fatto costruire da una mia prozia con i risparmi della vita.
Fu così che quest'ultimo, ora in prima fila, divenne il passaggio diretto per raggiungere il mare, poichè gli amici di famiglia, i parenti e gli affittuari estivi della casa, nell'anteguerra, potevano passare da lì a quel fazzoletto di terra divenuto ormai spiaggia a tutti gli effetti.
Ci sono bagnanti che lo frequentano dai primi anni settanta, oggi sono nonni coi nipotini.
Io stessa ci ho passato le estati da bambina, e si può dire che i miei figli siano cresciuti su quella spiaggia.
Certo, oggi, specie la domenica, è un luogo affollato, ma basta allontanarsi di 50 metri a nuoto dalla riva, che rivedi ancora i girasoli di trent'anni fa.
Tutti gli stabilimenti più vecchi hanno mantenuto gli stessi colori, da là li identifichi a distanza,
e le case sul mare conservano i nomi dei proprietari originari, la casa del Tale e del Tal'altro, anche se sono passati di proprietà da chissà quanti lustri.
E' un luogo trasformato dal passare del tempo, ma per chi ne conosce un po' la storia, è ancora uno spunto per ricordare.
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