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Linea di confine

Un libro che parla di me, di te, di noi

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Vorrei scrivere un libro.

Quando lo dico a qualcuno, mi rispondono sempre: "cos'hai da raccontare in poco più di 20 anni di vita?!"

Ne ho iniziati parecchi, ne ho portato a termine uno soltanto...ed è un libricino di una ventina di pagine.

Un giorno Filippo mi ha detto: "i libri più belli sono quelli che riescono ad emozionarti con poche pagine... se ti dilunghi troppo, la gente poi si annoia...."


Con quel libricino ho voluto invitare nel "mio" mondo le due persone che maggiormente potevano entrarci e capirmi: i miei 2 psico.

Inoltre,
per S. è stato come dirle: guarda! Ho iniziato e terminato una cosa!!! Ce l'ho fatta! Ed è anche grazie a te! E in più, ora avrai un mio ricordo materiale.....
Per D. l'ho fatto per farmi conoscere in quanto aveva appena sostituito l'altro, ed era entrato nel trio


Ora mi chiedo:

ho ancora qualche "legame" con il libro che ho scritto un anno fa?

So solo che un'altro non riuscirei a scriverlo, perchè è quello, quello che sento più mio.


Breve e conciso, nudo e crudo.

Spiega molto bene ciò che ero, ciò che sono e ciò che sarò.
Perchè si cambia, ma ci sono cose (come il colore della pelle per es.) che restano immutabili.



L'attitudine ad autodistruggermi.
Quella ci sarà sempre.





...è una linea di confine tra due emozioni opposte che si scontrano, sono gli stati d'animo che non controlli, le passioni sfrenate, i ricordi, le persone che ti abbandonano, i pregi e i difetti. Sono i nervi che saltano, il sangue che ribolle nelle vene, il panico e poi di nuovo la calma...
E' una modalità di funzionamento mentale non classificabile con i criteri a vostra disposizione...



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