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Linea di confine

Discorso convegno 14 maggio 2009 by Laura

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Ero un po' restìa quel pomeriggio piovoso di ottobre quando Don Domenico mi parlò del gruppo dei Semprevivi del quale è l'arteficie.
Non avendo mai fatto esperienze di volontariato, non avevo la minima idea di cosa mi aspettasse ed ero convinta che la mia presenza e il mio aiuto non avrebbero fatto alcuna differenza.
Mi è stato sempre insegnato di mettermi in gioco, e il lanciarmi sulle cose ha sempre contraddistinto il mio carattere.
Con l'andare degli anni ho imparato che non importa se una cosa la fai bene o male; ciò che conta è provarci, per non vivere poi con il rimpianto di non averlo fatto.
E così presi al volo la proposta che mi era stata fatta.
Ammetto che inizialmente avevo timore di ciò che avrei incontrato, delle situazioni che mi sarei trovata difronte.
Ma un'altra cosa che ho imparato nella vita è che se non sconfiggi tu le tue paure, nessuno può farlo al tuo posto, e quelle non se ne vanno da sole.
Fai sempre ciò che hai paura di fare, recita un'aforisma.
Don Domenico mi ha presentato così il gruppo, dicendomi che mi avrebbe fatto senz'altro bene entrare in contatto con realtà diverse, ma soprattutto mi ha parlato della grande soddisfazione che ne avrei tratto aiutando gli altri.
Quello che ancora non riuscivo a capire era come potesse la montagna , non dico sostituire, ma accompagnare una qualsiasi terapia.
Come potesse la montagna giovare sulle persone. Non per niente si chiama montagnaterapia, continuavo a pensare.
Forse le montagne hanno davvero un effetto terapeutico. Quel forse si trasformò presto in una sicurezza, una convinzione che solo poco prima non pensavo fosse possibile.
La mia prima uscita insieme al gruppo fu in Val di Mello.
Mi resi conto di aver lasciato a casa per un giorno tutta la mia insicurezza. Partii con la voglia di divertirmi e far divertire. Tornai a casa molto più ricca di quanto lo fossi prima della partenza. E' lo stare insieme che alla fine ti rende unico. E' lo stare in compagnia che giova sull'umore e sull'anima.
Tutti conoscono la montagna per gli impianti di sci, il freddo e i panorami fantastici che offre.
Pochi si soffermano a pensare che la montagna non è solo questo. Questa è solo una fetta di una torta grandissima. Andrebbe assaporata tutta. Ed è quello che tentiamo di fare noi con il gruppo.
La montagna nasconde due facce di una stessa medaglia. La parte sulla quale batte il sole, luminosissima e gremita di gente. L'altra, buia, cupa, un po' tetra e sicuramente meno conosciuta.
Rispettivamente sole e ombra. Momenti tristi e momenti allegri.
Ma quando il sole non si vede non significa che sia sparito per sempre.
E' momentaneamente nascosto dietro la montagna, pronto a tornare e illuminare la valle con i suoi raggi.
Bisogna solo accettare il fatto che è solo un momento e come tutto prima o poi passerà e tornerà a risplendere in cielo la palla di fuoco che riscalda i cuori.
Questo è ciò che insegna la montagna e insieme l'abbiamo compreso.
Ed è sempre insieme che si cerca di trovare uno spiraglio di luce anche nel buio più assoluto.
Ogni giovedì sera il gruppo dei Semprevivi si riunisce e insieme discute, sempre di argomenti differenti ma considerevoli.
Ogni membro che ne fa parte ha un proprio passato, chi più brutto, chi più bello.
Ognuno ha la capacità di portare all'interno del gruppo un pezzetto di sè.
E' come un'enorme puzzle scomposto che con l'aiuto di tutti tentiamo di rimettere in ordine. Ogni mano è fondamentale, come ogni parere è sempre ben accetto.
Tassello dopo tassello, fino a creare un'immagine decente ai nostri occhi.
E quando uno di questi tasselli manca, non importa, sempre insieme e con immensa pazienza tentiamo di ricostruirlo.
L'immagine che ne viene fuori è il riflesso di tutti noi che si impegnano giorno dopo giorno a camminare in un mondo che forse è un po' troppo duro per i nostri cuori fragili.
Vengono insegnate tante cose, ma mai nessuno ti insegna a vivere.
Non ci sentiamo diversi, siamo solo più sensibili.
Lo puoi leggere attraverso i nostri occhi, i nostri discorsi, attraverso le piccole doti che ognuno di noi possiede, ma che nessuno al di fuori forse immaginerebbe mai.
A volte ci viene detto che viviamo in un nostro mondo. Forse perchè ci sentiamo più sicuri all'interno di cose che già conosciamo in quanto ci sono famigliari.
Nonostante tutto, le porte di quel mondo in cui dite che viviamo le lasciamo aperte a chiunque.
E' sempre un piacere accogliere nuove persone e farle entrare al nostro interno, per poter donare un pezzo di ciò che siamo.
Perchè noi siamo, anche se la società a volte tende ad escluderci.
Siamo i cosidetti marci, quelli disadattati, i diversi, gli scarti del mondo, quelli che non vorremmo mai avere come vicini di casa.
Quando si parla di pazzi la gente immagina uno psicopatico capace di incendiare viva una persona se solo lo volesse. Pazzo non è solo estremo; è bontà, ipersensibilità, originalità, autoironia.
Il vero pazzo non esiste: ognuno possiede e vive con un pezzo di follia all'interno di sè.
Il gruppo dei Semprevivi mi ha dato la possibilità di comprenderlo. E quell'aiuto che inizialmente pensavo non avesse fatto alcuna differenza, si cela dietro ad ogni sorriso che leggo sul volto di ogni componente non appena varco la soglia di quel bar che è diventato il nostro punto d'incontro e di riferimento.
Un grazie speciale va a Don Domenico che ha permesso tutto questo e che ha dato a me l'incarico e la possibilità di condividere con voi una cosa così grande, che è il gruppo, attraverso questo mio scritto.
Concludo con uno dei miei aforismi preferiti:


ridete di me perchè sono diverso, io riderò di voi perchè siete tutti uguali.

Laura
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Commenti

  1. L'avatar di Alessia Va
    Laura, ho la pelle d'oca.
    Grazie

    Penso che questa esperienza sia qualcosa di fondamentale.
    Auguro tanto bene al Gruppo
    Updated 30-05-2009 at 12.44.15 by Alessia Va
  2. L'avatar di peste1987
    Grazie Ale!
  3. L'avatar di Anymore89
    Sei Grande Laura!!
    Mi hai fatto venire le lacrime anche a me..dico davvero..mi sono immagginata la scena..deve essere stato straordinario quel momento..ci sarei voluta essere anchio lì con te..
  4. L'avatar di peste1987
    E' stato davvero MAGICO quel momento!
    Io, che fino a qualche giorno prima non ci pensavo neanche a salire sul palco e parlare davanti ad un pubblico...
    poi, non so come mai, ho accettato la sfida.
    E lo rifarei ancora, ancora e ancora.
  5. L'avatar di Anymore89
    Immaggino la magica atmosfera
    Le sfide hanno qualcosa di molto affascinante..
    ma la vera sfida la vinciamo ogni giorno che troviamo..non sò dove la forza e il coraggio di restare ancora su questa terra..non sò cosa sia che ci tiene aggrappati alla vita..nonostante la sua drammaticità..non si può buttare via..
    Scusa ho cambiato discorso..faccio sempre così..c'ho una confusione nel cervello che non ti immaggini..perdonami!
    Sono contenta che tu ora stia vivendo questa bella esperienza!

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