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darcylia

Rifletto

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.....e vorrei riflettere: vorrei che gli altri si vedessero tramite me.
Vorrei che gli altri si vedessero per come sono e per cosa fanno. Vorrei che le mie azioni, le mie parole, fossero lo specchio di ciò che gli altri fanno a me e dicono di me.
Forse allora capirebbero.
Forse allora si renderebbero conto di cosa e come sono. Forse finalmente si fermerebbero a riflettere.
Ma così non è.

* Perchè io (secondo gli "altri", i miei "amici" ) vedo solo i miei problemi e li vedo come gli unici e più importanti di tutti gli altri.
Sbagliato. Non c'è niente di più falso in questa affemazione. Questo vuol dire che non mi conoscete.

* Perchè io ho un comportamento da martire.
Sbagliato. Se c'è una cosa che so e di cui sono certa è che io NON SONO una martire e tantomeno mi comporto in tale maniera.

* Perchè faccio sentire le persone in dovere. Di che? Di tutto, evidentemente.
Sbagliato. Perchè se gli altri si sentono in dovere di sentirmi, di ascoltarmi, di volermi bene, allora questa non è amicizia. La codina di paglia ce l'avete voi, "cari amici". E qui proprio non avete capito un cazzo di me.

E adesso divento pure scurrile e volgare. Non mi piace esserlo, ma il limite è stato superato. E nel momento meno opportuno (ovviamente).
Sono un essere umano, fatto pure male, e ho i miei limiti, tanti limiti, compreso quello della pazienza.
Sto mettendo in discussione tutto. Tante cose, soprattutto il significato di amicizia. Che fino a poco tempo fa era qualcosa in cui credevo. Ora non riesco neanche a capire cos'è. Dopo anni e anni di esperienza, ho una sola certezza, un uguaglianza lineare e semplice: amicizia=usufrutto.

Cinica? , e finalmente credo di poter affermare anche di esserlo "nel modo giusto".
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