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Alessia Va

La Rabbia.

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Stamattina con l'omeopata abbiamo toccato questo tema, e ci siamo resi conto che è il mio punto debole.
Non trovo le parole per definirla.
Posso dire che la avverto a un livello fisico, viscerale.
Che me la sento scorrere nelle vene.
Che è qualcosa di animale che a volte mi spaventa quasi.
Che tendo a reprimerla spesso.
Ma sulla domanda "come la esperimi" mi sono bloccata.
Devo (VOGLIO) lavorarci.

Mi aiutate a definirla?
Cos'è per voi? Come la sentite e vivete?
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Commenti

  1. L'avatar di willy61
    Rabbia. Come un urlo che sale dal profondo del ventre, una corrente calda che cinge le spalle, mette in tensione i muscoli della schiena. Le gambe che si sentono leggere, ogni energia concentrata nella parte alta del corpo. Un movimento verso la fonte della rabbia, a prenderla, con forza, scuoterla, colpirla.
    Rabbia che brucia gli occhi, li rende fiamme, arrossa il viso, alza la voce.
    Rabbia come un temporale estivo, che chiama al pianto all'acqua, alla sete.
    Rabbia che moltiplica le forze, come la possibilità di sollevare il mondo, di fare a pezzi ciò che del mondo non piace, non voglio.

    Cieca
    Furia
    Omicida

    Eppure utile

    Buona vita

    Guglielmo
  2. L'avatar di paradelta
    hai provato a disegnare la tua rabbia?
    dalle una forma ed un colore...
    dalle anche un nome
    e comincia a parlarle...
    quando avrai un pò più di confidenza con lei e ti farà un pò meno paura....potrai cominciare ad usarla...
    la rabbia è una fonte immensa di energia...
    non soffocarla e non lasciartela scappare...
    alleati con lei...

    quando si fa troppo intensa...prova a sederti, chiudi gli occhi ed immagina, immagina un paesaggio, un volto, una frase che ti piace...
    se cresce, prova allora a respirare e pensare solo al tuo respiro....

    e poi....fammi sapere...
  3. L'avatar di Alessia Va
    Disegnarla...

    Disegno spesso
    E' qualcosa che da tanta gioia, emozioni, vitalità

    Certo che disegnare la rabbia...

    Quando disegno, disegno con il corpo. Nel senso che sto a gambe incrociate, curva sul foglio, poggiato su un piano rigido sulle mie ginocchia. Dovessi farlo seduta a un tavolo mi sentirei impacciata come non mai...
    Il disegno devo sentirlo, attraverso il corpo.
    E il corpo disegna...non solo le mani...
    Cosi è sensazione, fisica, emozione, di cuore...
    Pochi pensieri quando disegno.

    Allora...la rabbia...
    che esperienza sarebbe disegnare la rabbia?
    Viverla...
    E sentirla con il corpo...

    Il punto è che non la controllo.
    Ora, la ragione mi dice: ma non è indispensabile che tu la controlli.
    Certo.
    Ma se non so "fermarla" dove mi può portare?

    Guardate, non sono pare mentali, è una necessità capire.
    Perchè quando c'è lei, la rabbia, si prende tutto, diventa padrona assoluta, abitante unica del mio organismo.
    Nasce dalla pancia e poi dilaga ovunque, con forza e prepotenza.

    Forse non mi sono mai neppure concessa di lasciarla libera di uscire, di andare, di riempire...
    E allora ora che succede è per me esperienza nuova, e sconcertante...

    E' rabbia, ed è forza...
    Lo so che è una Forza Buona...
    Ma come gestirla è il problema.

    Disegnarla?
    Non so...

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