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Linea di confine

La sindrome di Peter Pan

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E' possibile che uno non cresca più?
Che rimanga fermo ad un'età e da lì non si schiodi, anche se all'anagrafe gli anni continuano ad andare avanti...?
Età mentale, credo si chiami.
Mi hanno detto che c'è anche un test per misurarla....

Effettivamente hai un'età, ma all'interno di te ne dimostri molto meno.

Immaturità, si può chiamare...
E come si diventa grandi?
Neppure questo ti insegnano.
Come si fa?

Basta volerlo, direbbe qualcuno.

E io non voglio.

Ma quand'è che mi verrà la voglia di crescere?
Forse mai...

Ho una cosa che i grandi non hanno: la possibilità di vedere ancora con gli occhi di un bambino.
E non voglio perderla....




Studiata da Dan Kiley, la sindrome di Peter Pan è un trauma che blocca lo sviluppo emozionale del bambino. In altri termini, la persona colpita cresce normalmente, la sua intelligenza si sviluppa, ma il suo cuore resta bloccato nell’infanzia, come Peter Pan che vive immerso in un mondo meraviglioso, lontano dai problemi dei grandi... così questa sindrome appare all'inizio dell'età adulta.

Questo trauma ha origine nella più tenera infanzia, il periodo durante il quale ogni individuo costruisce il proprio equilibrio emotivo. Di solito è l'amore trasmesso dai genitori che permette lo sviluppo di questa armonia. Una carenza affettiva può quindi essere all'origine della sindrome di Peter Pan. Le persone che, durante l’infanzia, sono state amate poco, crescendo sviluppano un malessere. Una volta nel mondo dei grandi, si sentono indifese ed angosciate di fronte agli sconosciuti.

Preso da: La sindrome di Peter Pan - alFemminile.com
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Commenti

  1. L'avatar di willy61
    Eskimo, Guccini

    ...
    Con l'incoscienza dentro al basso ventre
    e alcuni audaci in tasca l’Unità
    la paghi tutta, e a prezzi d'inflazione
    quella che chiaman la maturità.

    ...

    Bisogna saper scegliere il tempo
    non arrivarci per contrarietà


    Buona vita

    Guglielmo
  2. L'avatar di willy61
    E di nuovo Guccini: Vite

    Mi affascina il mistero delle vite
    che si dipanano lungo la scacchiera
    di giorni e strade, foto scolorite
    memoria di vent’anni o di una sera.
    E mi coinvolge l’eterno gocciolare
    e il tempo sopra il viso di un passante
    e il chiedermi se nei suoi occhi appare
    l’insulto di una morte o di un’amante,
    la rete misteriosa dei rapporti
    che lega coi suoi fili evanescenti
    la giostra eterna di ragioni o torti
    il rintocco scaglioso dei momenti,
    il mondo visto con gli occhi asfaltati
    rincorrendo il balletto delle ore
    noi che sappiamo dove siamo nati
    ma non sapremo mai dove si muore.


    Buona

    Vita
  3. L'avatar di Anymore89
    Purtroppo è proprio vero...in questa vita non ti spiegano come si fà a crescere senza perdere la capacità di sognare?
    inevitabilmente se ci sforziamo di "Diventare Adulti" facciamo piangere il bambino che è in Noi..
    Mentre cerchiamo con tutte le nostre forze di accettare la cruda realtà che ci circonda..perdiamo sempre di più la capacità di sentire quel senso di completezza e libertà che può provare un bimbo guardando il cielo,raccogliendo un fiore,stando abbracciato tra le braccia di sua madre o anche correndo in un prato..forse dovremmo solo diventare dei "Bambini Maturi..ma sempre un'pò sognanti" così tutto sarebbe più accettabile..Tu Laura che ne pensi?

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