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darcylia

Previsioni del/nel tempo

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Fuori piove.



Lo si sente chiaramente: il rumore dello scrosciare dell'acqua sul tetto, le gocce che cadono sulle tegole.....lo si sente bene perchè la soffitta è aperta. E lo sento ancora meglio perchè c'è silenzio in casa, tutti dormono. Solo io sono sveglia.
Ormai sto facendo orari assurdi: le 2, le 3.....sempre più tardi.
Ma si sta così bene di notte, nessuno ti disturba, nessuno spezza questo silenzio fantastico.....niente telefono che squilla, niente Tv accesa, niente radio.....solo la pioggia che cade, un rumore sordo, chiaramente attutito e di sottofondo.
Ai più può sembrare monotono e fastidioso.....ma si sbagliano, non riescono a capire questo fenomeno.
La pioggia appunto.
Quante volte la si vede.....quante volte la si è vista..... E ogni volta è diversa. Gli acquazzoni estivi, così violenti, improvvisi....esplodono dal niente e con una forza tale....inaspettatamente. La pioggerellina finissima, come tanti sottilissimi aghi che cercano di pungerti senza mai ferirti. Oppure a goccioloni, come tante lacrime.
Una sola cosa è comune in tutti i casi: il suo "potere purificatore".
Perchè la pioggia (acida o non, violenta o leggera) lava.....le strade, le cose, le auto, i vetri, le piante, le persone.....
Soprattutto le persone. Che ovviamente cercano di ripararsi, perchè da' fastidio essere bagnati, si rischia di ammalarsi.
Ma come? Eppure la doccia la fanno tutti.... Perchè allora da' fastidio essere bagnati, lavati?
Perchè succede quando NON è previsto. Penso sia questa la differenza. La pioggia ti coglie e ti bagna quando non sei preparato, quando non ci sono impermeabili e ombrelli per coprirti, quando sei "nudo".
Che seccatura, che grande seccatura....

Ma in fondo io sono convinta che si tratti soprattutto di paura e vergogna: paura e vergogna di essere scoperti.
Perchè quando si è "nudi" ci si mostra davvero per quello che si è.
Dovrebbe essere bello poter far conoscere agli altri la vera persona che siamo, mostrarci per quello che siamo realmente. E invece la paura ci attanaglia.....
Ma non una paura qualsiasi: la paura di essere giudicati, per la precisione. Per un nonnulla, per un qualcosa, o per tutto quello che siamo, pensiamo, crediamo, affermiamo.
Allora meglio coprirsi, meglio nascondersi dietro (o sotto) ad "ombrelli" ed "impermeabili" di vario tipo e multipli, sotto tanti strati.....per stare più sicuri....Ma questo non fa altro che aumentare le nostre maschere!!!
Uno, nessuno centomila.... si ritorna sempre qui, alla scuola del maestro Pirandello.
Con una piccola differenza, però. Adesso abbiamo un altro "k-way" in più per ripararci: le parole. Tante parole, frasi, versi.....spesso scritte più che dette a voce. Belle, affascinanti, che sanno descrivere e raccontare situazioni, sensazioni, attimi, esperienze, emozioni, ricordi.....
Di sicuro sono un aiuto importante per chi non riesce ad esprimersi come vorrebbe, a raccontarsi (e qui mi chiamo in causa consapevolmente).
Un aiuto che però non deve e non può sostituirsi completamente al cosiddetto "parlato", alla voce delle persone.
Uno psicologo dovrebbe ben saperlo.

Bisogna imparare a parlare. Dobbiamo imparare.
Devo, o meglio voglio imparare a parlare, ad esprimere attraverso la mia voce quello che provo e sento, ciò che vivo.
Voglio imparare a parlare di me con gli altri, e in particolare con le persone a cui tengo. Senza paura di essere giudicata. Anche se non trovo le parole, i termini giusti.
Un colpo in più per abbattere la barriera costruita dalla mia timidezza. Un impermeabile in meno.
E' una sensazione strana e allo stesso tempo inebriante sentire le gocce di pioggia che ti bagnano il viso. Io l'ho provata.
Io ci sto provando.





24-11-2005 12:45
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