• Opsonline.it
  • Facebook
  • twitter
  • youtube
  • linkedin
View RSS Feed

L'amore conta conosci un'altro modo per fregar la morte?

Per Dona:Non ti Dimenticherò mai..

Vota questo post
LA DOLCE CANGURA E IL PICCOLO ISTRICE IMPAURITO:C’era una volta in un boschetto un piccolo istrice che era nascosto in un posto dove nessuno lo vedeva e nessuno poteva sentirlo,anche perché non riusciva a parlare,molto bene mentre qualcuno lo osservava;non era abituato a parlare e ad essere guardato dagli altri,perché nessuno lo aveva mai fatto prima,anzi forse la sua famiglia si era anche dimenticata della sua esistenza quindi nessuno gli aveva insegnato a reggere lo sguardo di qualcuno,per questo non era capace di guardare una persona negli occhi era sempre impaurito. Però in compenso sapeva ascoltare molto bene e gli piaceva osservare gli altri senza che loro se ne accorgessero.
In realtà il piccolo istrice viveva tutto solo e non aveva amici,non poteva avere un contatto con gli altri,perché non riusciva a smettere di aver paura di ogni rumore o parola che sentiva e quando qualcuno lo sfiorava per lo spavento gli lanciava uno dei suoi aculei appuntiti,per questo tutti scappavano senza neanche provare ad avvicinarsi perché non volevano essere feriti,il piccolo istrice si domandava molto spesso perché questo accadesse,era dispiaciuto ma non poteva controllare il suo impulso protettivo a volte non se ne rendeva nemmeno conto. Fino a quando un bel giorno sul suo cammino incontrò una dolce cangura,di cui come sempre all’inizio aveva paura,perché sentiva i suoi passi che si avvicinavano molto velocemente e allora scappò perché non era abituato a vedere gente nuova e a sentire la sua voce,ma comunque rimase stupito che lei non avesse paura di essere ferita come tutti gli altri,infatti per un attimo la guardò e accaddè una cosa speciale,mentre i loro sguardi si incrociarono la sua paura per un istante svanì,non si spiegò come questo fosse successo,ma per la prima volta sul suo viso sbocciò un sorriso, a quel punto la cangura si avvicinò tendendo una mano per accarezzarlo ma lui si scansò,perché non voleva lanciargli uno dei suoi aculei non avrebbe mai voluto farle del male,allora tristemente se ne andò ma forse non si rendeva conto che in realtà così la avrebbe fatta soffrire ugualmente,ma purtroppo ancora non conosceva la sensibilità del suo grande cuore, infatti la cangura rimase molto delusa non capiva perché non si fidasse,forse se solo avesse potuto sentire quello che lui provava e avesse conosciuto il suo vissuto….. lo avrebbe capito veramente…..il piccolo istrice si nascose su un ramo dal quale poteva osservare tutto dall’alto senza essere visto,così cominciò a osservare la vita della sua amica da quel ramoscello,vide che aveva una bella famiglia e si accorse che giocava spesso con molti cuccioli della foresta c’erano di tutte le razze,ma non capiva perché tutti avevano un bel caratterino,e invece la cangura si rivolgeva sempre a loro con dolcezza e piena di speranza,poi in seguito capì che erano tutti soli e abbandonati come lui però almeno loro avevano qualcuno che li ascoltava (anche se non erano molto predisposti al dialogo)
Almeno qualcuno si prendeva a cuore i loro bisogni,il piccolo istrice avrebbe davvero voluto essere al loro posto ma aveva troppa paura di scendere dal suo riparo dove si sentiva protetto (anche se non aveva nessuno vicino che lo scaldasse) e a volte sentiva molto freddo,quando tirava il vento forte desiderava trovare un po’ di calore………………..
Ma per ora restò lì a guardare,gli piaceva questa visuale da spettatore,riusciva a cogliere molti particolari che quei cuccioli non vedevano o forse non gli davano la giusta importanza;lui infatti restò stupito di quanto amore e sentimento la cangura ci mettesse in ogni piccolo gesto nei confronti di quei cuccioli,quasi come se fossero suoi;Non si spiegava come fosse possibile che loro non riuscissero a sentirlo,le si poteva leggere negli occhi. Forse non lo vedevano perché la loro vista era offuscata da tutta la rabbia che provavano per il loro triste vissuto,il piccolo istrice avrebbe voluto aprire i loro occhi ma forse non era nessuno per farlo…….
IL LORO VERO PRIMO INCONTRO: Un bel giorno l’istrice impaurito finalmente prese coraggio e cominciò a scendere dal suo albero,ma dall’emozione cascò,per un attimo ebbe paura di morire schiacciato su una roccia,ma con un gesto protettivo e sicuro la cangura lo salvò,senza aver nessun timore di essere infilzata,così improvvisamente il piccolo istrice si sentì avvolto da un’ondata d’affetto incondizionato che lo lasciò senza parole,ancora non capiva chi fosse poi alzo lo sguardo rimanendo spiazzato nel trovarsi di fronte la cangura che nonostante lui prima l’avesse rifiutata lei lo stava salvando perché lo aveva comunque perdonato e poi vide i suoi occhi dolci e profondi che gli stavano comunicando qualcosa che ancora non riusciva a decifrare ma sentiva che c’era un filo invisibile che li legava anche se non poteva dare una spiegazione logica l’importante era poterlo anche solo sentire e custodirlo,il bello era che in quei momenti per stare bene non c’era nemmeno bisogno di parlare,forse qualsiasi parola avrebbe rovinato tutta quell’atmosfera magica,lei sapeva ascoltare anche le cose più difficili da dire a voce,spesso quando il piccolo riccio era triste si arrabbiava con tutti senza pensare,ma la cangura riusciva quasi sempre a capire cosa ci fosse oltre la sua rabbia,si armava della sua grande pazienza e comprensione e sfoderava tutte le sue “PERLE DI SAGGEZZA” per dargli conforto e facevano davvero effetto le sue parole, riuscivano sempre a dargli una grande forza nella vita. Al piccolo istrice gli bastava vederla per poter godere della sua presenza,come se stesse guardando un tramonto,ammirando la sua luce,restando in silenzio,senza dire una parola per non disturbare lo scorrere delle onde,ma vivendo intensamente quelle dolci emozioni, come un grande e prezioso dono,da custodire gelosamente nel posto dove nessuno può scalfirlo o rubarlo,in quel posto dove in pochi hanno il permesso di entrare.lui si sentiva felice e finalmente aveva trovato tutto quel calore che sognava da tanto tempo e di cui aveva sempre avuto bisogno. Sapeva che lei non gli avrebbe mai fatto del male,per la prima volta si rese conto davvero di aver bisogno di tutte quelle attenzioni,di quel suo sguardo affettuoso,di quel dolce sorriso che nessuno gli aveva mai regalato senza pretendere nulla in cambio,per quegli occhi spaesati e commossi proprio quando restava spiazzata o senza parole ma comunque restavano sempre degli occhi forti(proprio quando stava per scoppiare ma si tratteneva con tutta se stessa,però senza scappare da quell’emozione). Per tutto quello che stavano costruendo e condividendo insieme,cominciarono a parlare anche di cose che normalmente le persone non affrontano,perché sono troppo spaventati nel guardare in faccia la realtà,invece loro trovarono molto feeling nell’affrontare aspetti complicati di questa effimera esistenza.Ma la cosa di cui l’istrice rimase più stupito fu di quanto lei riuscisse veramente ad ascoltarlo e capirlo come in pochi sapevano fare,spesso bastava uno sguardo per trasmettersi un’emozione e darsi una risposta,per fortuna era un loro segreto nessuno poteva sentirlo,forse qualcuno lo avrebbe anche giudicato,ma non importa,i veri sentimenti possono andare oltre!!!
UN GRANDE ANIMO FERITO ingiustamente………
In un mattino cupo e uggioso,il piccolo istrice fu svegliato bruscamente da delle grida e degli insulti veramente disumani e raccapriccianti,allora spaventato si affacciò e vide, quei cuccioli che in quel momento si trasformarono in delle bestie furiose,cominciarono ad aggredire la povera cangura,come se fosse un corpo senza vita,non presero minimamente in considerazione,quello che avrebbero causato nel suo animo,forse nessuno gli aveva insegnato cosa significasse avere un’anima e provare affetto per qualcuno;La povera cangura dalla delusione e dal profondo dolore che provava nel suo cuore non aveva neanche la forza di reagire. Forse anche piangere non sarebbe servito a niente,quei mostriciattoli non se ne sarebbero accorti,non potevano vedere le sue lacrime,visto che non l’hanno nemmeno guardata negli occhi,forse perché non né avevano il coraggio. Il piccolo istrice si sentiva molto impotente e rattristato vedendo questa scena, nonostante dal suo ramoscello potesse sentire la sua sofferenza,perché aveva provato qualcosa di simile in molti momenti,quando pensava che gli altri non accettassero il suo affetto e non apprezzassero i suoi sacrifici,anche lui forse più spesso di quella cangura(ma non si può mai dire)aveva creduto che fosse tutto inutile e che non avessero più senso tutte le cose per cui lottava con tutte le sue forze. Proprio perché capiva molto profondamente quello che la povera cangura stesse provando,quando tutto finì scese dal suo ramo,si avvicinò alla cangura in punta di piedi come per chiedere permesso perché non voleva infastidirla,dopo quello che aveva passato,anche se non sapeva quale fosse il modo migliore per consolare qualcuno. Purtroppo non conosceva neanche quali fossero le parole più giuste,quelle che non gli avrebbero creato più dolore,allora dopo un lungo respiro con voce un po’ titubante le disse: “SE SOLO POTESSERO SENTIRE LA FERITA CHE POSSANO CAUSARE DENTRO DI TE LE LORO PAROLE,FORSE CAPIREBBERO CHE ESISTONO PERSONE SPECIALI CAPACI DI AMARLI VERAMENTE,COME QUALCUN ALTRO AVREBBE DOVUTO FARE;MAGARI SE SMETTESSERO DI AVERE SEMPRE PAURA,SICURAMENTE LA LORO CONCEZIONE DEL TUO AFFETTO CAMBIEREBBE,MA CREDO CHE ABBIANO BISOGNI CHE QUALCUNO GLI DIMOSTRI L’AUTENTICITà DI TUTTO QUESTO, PERCHE’ NON E’ FACILE RICOMINCIARE A FIDARSI DOPO AVER VISSUTO UNA VITA DI FRUSTRAZIONE,PAURE E INSICUREZZE. MA FORSE C’è ANCORA UN RIMEDIO VISTO CHE SONO SOLO DEI CUCCIOLI CHE SOFFRONO”Purtroppo non sapeva se le sue parole avessero minimamente alleviato il suo dolore,perché spesso quando qualcuno ti ferisce troppo,qualsiasi parola di conforto può perdere il suo valore.
Allora l’istrice per rimediare,cercò di parlare con quei cuccioli impulsivi,provò a farli ragionare,ma non lo ascoltavano minimamente perchè la loro rabbia li rendeva sordi e insensibili e qualcuno che riusciva a sentire, erano troppo orgogliosi per ammetterlo.

Updated 05-01-2009 at 17.27.12 by Anymore89

Categorie
i miei scritti...

Commenti

Privacy Policy