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tempest of thoughts

4.11

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ogni anno è così. questa data mi ricorda te. più del 2.11. la banda con la canzone del piave, i tuoi occhi commossi e il tuo orgoglio...
quello di disertore non di combattente. quello di combattente per le idee. quello di chi sbatte in faccia il libretto del militare a chi proprio non avresti dovuto. quello che "sai che devi farci con la tessera del partito?!"
quello che poi per i suoi gesti s'è visto l'austria, la grecia, e non certo come viaggio di piacere.
quello che in quinta elementare ci ha fatto vincere il primo premio grazie alle sue storie (chissà se era proprio tutto tutto vero...). quelle che hai continuato a raccontarmi fino a tardi, quando i racconti duravano sempre di più perchè le pause diventavano sempre più lunghe.

io ti porto dentro. oggi non sono andata. no. ci andavo con te. gli altri anni ci son stata anche da sola. quest'anno no. ma t'ho pensato. ho pensato all' emozione che avevo da piccola di avere accanto a me un eroe.

a volte mi manchi proprio tanto. quei tuoi occhi verdi che... cavolo potevi trasmettermi... e tu che mi dicevi che se avessi avuto anche gli occhi verdi sarei stata troppo bella e mi sarei montata la testa... ti porto dentro come nessuno. e capisco che significa continuare a vivere in qualcuno. hai costruito parte di quella che sono. secondo me la parte migliore.

Vivrò di carità
sulle strade di Spagna,
di Francia e di Bretagna
e a tutti griderò
di non partire piú
e di non obbedire
per andare a morire
per non importa chi.
Per cui se servirà
del sangue ad ogni costo,
andate a dare il vostro,
se vi divertirà.
E dica pure ai suoi,
se vengono a cercarmi,
che possono spararmi,
io armi non ne ho.
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