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Alessia Va

Una lunga giornata...

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by , 20-02-2010 at 22.26.46 (140 Visite)
Inizia con me che prendo la macchina e vado al distributore dove avevamo concordato di trovarci.
Il viaggio è particolare.
Si va a casa del mio prof. Il mio caro prof. Perchè la casa la stanno vendendo e dobbiamo portar via, finchè possiamo, libri e altri ricordi.
Non so cosa aspettarmi, mentre A. sale a fianco a me e inbocchiamo l'autostrada.
Non ci sono più tornata da quando lui è morto.
A dire il vero speravo non fosse neanche necessario.
Invece eccomi qui.
Come dire di no alla richiesta di un amico.
Come dire di no alla possibilità di salvare il salvabile, in quella casa in disfacimento.
L'impatto è più di quel che avrei pensato.
Il toccare, sentire, sotto le dita, in modo tangibile e forte l'assenza.
L'assenza è il tema di questa casa.
Una presenza, attraverso il libri, gli oggetti, le cose, per metà lasciate come sempre e per metà sconvolte, rimosse, andate...
Una assenza che è la presenza lasciata a se stessa.
Senza l'attore, di quella presenza.
Irrimediabilmente, irrevocabilmente, assente.
Muovo libri, sposto scatoloni, faccio avanti e indietro...
Non pensare...
Non voglio pensare...
Ma la presenza di quella assenza mi trapassa i pori, come aria, fumo, nebbia...
Dove sei?
Per la prima volta mi rendo conto di non trovarti più.
Ed è un vuoto senza speranza.
Mentre risaliamo in macchina non riesco a parlare.
A. mi dice delle cose ma è come se non fossi qui.
Non mi guardo indietro, non voglio vedere questo portone, questo palazzo, allontanarsi alle mie spalle.
Per me è come se già non ci fosse più.
Morto e sepolto nel passato.
Chiedetemi tutto ma non di tornare qui.
Addio...
Addio Prof....
O meglio: ciao Prof. Un ciao che ti dico con il cuore, e nel mio cuore. E' li che voglio tenerti.
Uno scrigno sicuro e caldo. Dove l'assenza svanisce, finalmente, nell'abbraccio dei ricordi che porto con me.

Seconda parte.
Un pomeriggio di esercizi bioenergetici. Un recupero di lezioni saltate. Tre ore consecutive.
Sono qui e non sono qui. A tratti.
Ma per la prima volta mi accorgo di essere qui....
Quasi che fino ad oggi, fino a ieri, invece fossi stata altrove.
Quando sono qui, mi sento qui con ogni centimetro quadrato della mia pelle, con ogni cellula del mio corpo, con ogni fibra dei miei muscoli o osso del mio scheletro. Come se ogni angolino anche il più nascosto di me stessa dicesse: sono qui....
Strana, nuova sensazione.
Vorrei solo durasse più a lungo, invece è solo un lampo tra i "non sono qui", altalenante e incostante.
Ma quando gambe e braccia percuotono con forza il materasso, allora il "sono qui" si fa un unico, lungo, istante, in cui tutto il mio essere esplode di rabbia....energia...forza...
E quel NO esce davvero e tonante.

Forse inizio a comprendere cosa voglia dire sentire...

Ora, in questo momento, vorrei potermi abbandonare in un abbraccio vero, sincero, forte.
Posso rimediare regalandolo a me stessa.
Provando a ringraziarmi per questa lunga giornata.
E per quello che ho vissuto e sperimentato...

Updated 20-02-2010 at 22.29.50 by Alessia Va

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