Lo Chalet di Motagna (I tre finali, leggere prima gli altri due!)
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, 27-08-2008 at 10.02.30 (241 Visite)
XX) “ Non siamo affatto i traditori che dici! Forse i nostri legami sentimentali non saranno perfetti, ma non siamo certo assassini! Non ho alcuna intenzione di essere vittima di un crimine a cui mai avrei preso parte! Se fossimo stati presenti, ti avremmo salvato la vita, a costo della nostra! ” urla Mario, in uno sprazzo di coraggio.
“ E’ tempo che tu torni al tuo riposo…un riposo eterno, abbandona l’odio spirito, non è più questa la tua dimora…” sussurra Marta, iniziando una preghiera di esorcismo che aveva imparato.
Ma lo spirito è troppo adirato…i mobili, i soprammobili, tutto và all’aria a causa della frustrazione dello spirito, lasciandovi però la porta aperta…entrambi fuggite, di corsa, via da quella casa infestata.
Appena siete fuori, i suoni e i rumori, finiscono. Entrambe le vostre valigie, fatte!, vengono espulse dalla finestra.
E poi quiete.
“ Credo che…siamo salvi ora.” Dice Mario.
“ Lo penso anch’io…credo che dovremmo tornare a casa…e Dio mio, chi crederà a cosa ci è successo? Senti Mario io penso che...” ma Mario non la lasciò finire.
“ Io credo che siamo amici…forse non come prima, forse abbiamo preso strade un po’ diverse, ma io amo Marcella, e voglio bene a te…e so che è la stessa per te, no? Solo… con Sandro” dice, con un sorriso verso il finale.
Marta è ancora sotto shock ma annuisce…e insieme tornano a casa, amici, e non amanti come diceva lo spirito.
The End.
XXI) ) “ Non siamo affatto i traditori che dici! I nostri legami affettivi non hanno niente di torbido!
Non ho alcuna intenzione di essere vittima di un crimine a cui mai avrei preso parte! Se fossimo stati presenti, ti avremmo salvato la vita, a costo della nostra!
IO VOGLIO BENE A MARTA COME AD UNA SORELLA, è sempre stato cosi…io sono l’esatto opposto di tuo marito, quindi…NON OSARE metterti in mezzo!” urla Mario, e lo dice con totale sicurezza.
Marta è con lui, al suo fianco, spalla a spalla.
“ Perché noi siamo davvero uniti, ma non come traditori, ma come sangue del sangue…Noi ti ordiniamo di sparire! E’ tempo che tu torni al tuo riposo…un riposo eterno, abbandona l’odio spirito, non è più questa la tua dimora…” sussurra Marta, iniziando una preghiera di esorcismo che aveva imparato.
Lo spirito rimane come indebolito dalle loro parole, non riesce più a parlare e la nebbia traslucida della sua presenza si dissipa, totalmente.
Lo chalet è ora in pace, l’infestazione è finita.
Mario e Marta si abbracciano, e nei loro occhi vedono di nuovo i due bambini che giocavano e soprattutto, si volevano bene.
In silenzio fecero le loro valigie e una volta fatte uscirono dallo chalet, per tornare a casa.
“ L’idea di tornare qui è stata buona…persino il fantasma ci ha aiutato a schiarirci le idee… se abbiamo potuto sconfiggere un fantasma, potremo mettere a tacere anche la gelosia di Marcella, non ho dubbi! ” Dice ridendo Mario.
“ Sei stato grande la dentro fratellone…” risponde Marta, col volto disteso.
“ Fratellone…era da qualche anno che non mi chiamavi più cosi…sono contento sorellina” e con voce dolce, ma priva di alcuna malizia, l’abbraccia forte forte.
Trovare l’amore è una cosa meravigliosa.
Trovare un fratello o una sorella aldilà del sangue, lo è pure.
The End.
XXII) Mario non sa che dire… si sente fortemente in colpa, sentendo che i suoi sentimenti per Marta sono davvero ambivalenti…è preso dal panico e non riesce a confrontare la verità, scappando per la casa urlando.
“ Sei proprio come mio marito…ma la storia non si ripeterà, io la cambierò!!!” urla lo spirito, mentre il divano si alza e si abbatte sulla testa del povero sventurato.
Un sonoro crack fa capire inequivocabilmente la fine che ha fatto il suo povero collo.
La rivelazione dell’orrore ha distrutto psicologicamente Marta, che rimane impietrita.
Lo spirito si dissolve…soddisfatto.
Marta si riscuote, per vedere il suo vecchio amico, quello che era stato come un fratello…forse era cambiato, non cerano più rapporti come una volta…ma gli aveva sempre voluto bene, e sapeva che in fondo, con i suoi difetti, lui la ricambiava sinceramente…ma ora era morto.
“ Tu hai preso lui…io prenderò te…ti manderò dritta all’inferno, è una promessa…” sussurrò Marta, con gli occhi di fuoco, desiderosa di tremenda vendetta, di un odio tale da non lasciar scampo ai morti.
Preparò le sue cose, lentamente…quando fù tutto pronto, prese , con una forza che solo l’odio e la disperazione potevano darle, una tanica di cherosene dalla cantina, per il generatore di emergenza.
Passo come una benedizione il liquido per la casa…evitando con cura il corpo di Mario, immobile.
Lo spirito, come se avesse intuito le intenzioni di lei, si rimanifestò.
“ Ti ho salvata da un traditore, da uno sporco spergiuro! Dovresti ringraziarmi sgualdrinella che non sei altro!” ma i mobili non si mossero di nuovo.
Stavolta era lo spirito spaventato.
“ Tu hai violato davvero troppo le leggi dei vivi e dei morti…non solo sei rimasta, ma hai anche ucciso chi non ti ha fatto niente…io ti condanno, fantasma, ti condanno al fuoco eterno, al dolore, alla disperazione, ti condanno per la vita e la morte, per il sangue e la carne di questo uomo che hai ucciso! Ti condanno all’inferno, in questa dimora piena di dolore e orrore, dove tu hai seminato la morte…ecco…raccogline il frutto marcio, troia!” disse lei freddamente.
Prese dalla tasca di Mario un accendino e sorrise mentre lo lanciò acceso nella casa.
Lo chalet era l’ancora materiale del fantasma.
Dare fuoco ad essa, avrebbe influito sul legame dello spirito maligno, facendo della sua casa un autentico inferno.
La verità sulla su natura, era invece l’inferno per la sua misera e tragica anima.
Stavolta ero lo spirito a urlare di orrore e di terrore, reso impotente sulla verità su di sé, e indebolito dal fuoco purificatore che stava consumando la sua dimora.
Marta trascinò stoicamente il corpo di Mario, per far vedere alla sua salma, che fine aveva fatto la sua assassina.
“ Ti ho sempre voluto bene…e questa è la fine che ho donato alla tua assassina. Resterà qui per sempre, finchè i diavoli dell’inferno non la brameranno abbastanza da venirla a prendere. E’ roba loro, adesso…” sussurrò al suo orecchio.
Due grandissimi lacrime bagnarono la salma dell’amico morto, mentre chiamava al cellulare i soccorsi. Lo fece con calma…la casa, e la presenza immonda al suo interno, doveva bruciare…come il dolore per aver perso il suo migliore amico.
The End.



