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Alessia Va

andiamo avanti...

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by , 21-03-2010 at 11.07.20 (99 Visite)
Un altro tassello.
Lo si può chiamare cosi? Non so...
Si tratta del periodo lungo i 18 anni che mi ha portata qui.
Fatto di tanti attimi diversi ma con un unico motivo di base: stargli il più lontano possibile.
Ma, come dicevo, c'era un decoro, una parvenza, da dover rispettare.
"Non è educato"
"Vieni che sono arrivati"
Ecc...
Cosi, con il corpo teso dalla terrorizzante sensazione di allarme, e un disgusto profondo nell'anima, per me stessa prima di tutto (perchè nella nostra assurda logica, quando capitano queste cose siamo noi le colpevoli) sopportavo la sua presenza...
Ma una piccola forma di difesa ce l'avevo.
Facevo sempre in modo di non rimanere sola con lui.
E sembrava funzionare.
Ad un certo punto poi, è diventato tutto troppo.
Cosi per una volta me ne sono fregata delle convenzioni e della educazione.
"Fa conto che io non ci sia, quando loro arrivano. Me ne frego di quello che pensi, ma io non li voglio vedere".
Da quel giorno mi ha lasciato in pace, lei. Non ha saputo replicare nulla. E mi sono presa questo piccolo spazio protetto.
Ogni volta che arrivava mi chiudevo in camera.
Accesso negato.
Qui non si entra.
Non sempre però avevo questa possibilità.
Perchè se arrivavano che stavo facendo altro, restavo in qualche modo invischiata nei loro discorsi, e mi toccava rimanere.
Sotto i suoi sguardi molto eloquenti.
Non la smetteva di trasmettermi tutta la sua bassezza e stronzaggine. E io poi ci stavo male.
Per ore.
Arriviamo quindi a ora...
Nei tempi presenti.
Tempi in cui, in media, una volta a settimana, ci regalano la loro amata presenza.
Se va bene...a volte anche di più.
Naturalmente ho sempre meno voglia di vederli...di vederlo.
E continuo a prendermi i miei spazi.
Se mi va bene poi non sono a casa e mi viene risparmiata anche la nausea del sentire la sua voce, giù, di sotto.
Recentemente mi è capitata una di quelle volte in cui, mio malgrado, sono dovuta rimanere.
Ero impegnata a trafficare in cucina e prima che me ne rendessi conto...

...ero sola.
Con lui.
Gli altri erano andati nell'altra stanza, per vedere delle cose.
Panico.
Un terrore acutissimo, quello che ti blocca e ti congela in un istante enterno e senza via d'uscita.
Ma un'ondata di ribellione, come una fiammata improvvisa, ha urlato: NO! Ora Basta!
Le sue mani hanno fatto presto a trovarmi, ancora...come allora...come non fossero passati tutti quegli anni...
Ma stavolta ero pronta.
"Lasciami stare, non mi toccare, o urlo e cosi lo sapranno tutti!" gli sibilo.
"Davvero lo faresti? No, tu non sei cosi cattiva...lo sai che non ti voglio fare del male...che mi piaci soltanto...sei una brava bambina..."
ecc...
Discorsi che non riporto qui per decenza...
Ma la forza di ripetere quelle parole era più grande delle sue...
"Lasciami stare o urlo" con la voce ancora più alta.
Ancora parole, parole, parole....
E le mani addosso, che io allontanavo con rabbia...
"Basta, smettila!" a voce decisamente alta.
Di la una voce si affaccia:
"Che succede?".
"Niente" risponde lui. E si allontana di scatto.

Una piccola, gratificante vittoria...

Mi fa ancora paura.
Ma ora decisamente BASTA!
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